[chi ci segue lo sa: qui a Milanoromatrani disprezziamo l'Attualità. non partecipiamo alle mode del momento, non ci tingiamo di arancione, o verde, o chissà che colore, a seconda di quello che la televisione ci dice di fare. ci rifugiamo su questo piccolo scoglio dove ci raccontiamo storie e favole e miti, stando attenti alle onde dei media. però ci sono due cose interessanti da leggere, in giro. eccole qui:]
[un'analisi perfetta di globali, sul suo blog:]
(…) Se ci fate caso, negli ultimi giorni il ritornello dei berluscones – in primis del nostro mitico direttore del tg1 (di cui mi occupai in tempi non sospetti, qui, qui e qui)- è quello di dire più o meno così: “queste vicende sono ‘gossip’, fatti privati di Berlusconi. Se io non ne parlo nel mio tg, sui miei giornali, nelle mie trasmissioni non è per autocensura ma è perchè non mi faccio dettare la scaletta delle notizie da Repubblica”. Minzolini lo ha detto chiaramente nel suo video editoriale di ieri sera: “sarebbe stato davvero incomprensibile privilegiare polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco“. Le stesse cose le hanno dette esponenti PDL come Lupi, giornalisti de Il Giornale, e altri personaggi del giro.
Fateci caso, questo concetto lo stanno ripetendo in tanti, dalle parti di Palazzo Grazioli.
E’ molto interessante che questo avvenga, perché dimostra qual è la forza e, al contempo, il tallone di achille del sistema propagandistico berlusconiano. (leggi tutto…)
[un pezzo si Scarpa sul Primo amore, che finisce così:]
Quello che è venuto fuori in queste settimane è molto più semplice. Molto più umano. Le feste di Capodanno in Sardegna, i dopocena a palazzo Grazioli, le vacanze circondato da belle ragazze, il gelato gratis per gli ospiti, le donne fresche, sorridenti, dappertutto, la caricatura scadente della canzone napoletana, le barzellette in ogni occasione…
Lo spettacolo televisivo che ci ha proposto Berlusconi, da trent’anni a questa parte, il sogno in cui ci ha risucchiati, non era una strategia di marketing. Era quello che piace veramente a lui. Era il suo sogno. Quello che, appena può, lui allestisce scenicamente per sé stesso, dal vivo, intorno a sé, a casa sua, a palazzo, nelle sue ville, facendolo recitare in carne e ossa dalle sue giovani invitate, i suoi suonatori di chitarra, gli ascoltatori delle sue barzellette.
La tivù con cui ha conquistato l’Italia è esattamente la realtà che allestisce per sé. Nessuna discrepanza fra lo spettacolo riservato al principe e quello offerto ai sudditi. A ridosso della scena, dentro casa, con la tivù che ci recita in bocca, imbevuti dalla sua luce, siamo stati risucchiati dentro il sogno del padrone.