…ovvero se la massaia americana ti azzoppa l’economia mondiale. 
E’ il maggio 2003, nel Wisconsin, e Caroline vuole realizzare il sogno della sua vita. Sapete quelle fattorie che vediamo nei film americani, sola in mezzo a campi gialli, tagliati solo da strade dritte percorse da furgoni polverosi e circondata da uno steccato da sistemare? Ecco Caroline vive nel Wisconsin e una fattoria come quella è proprio il sogno della sua vita. Per comprarla si vuole far prestare dei soldi. Il tasso di interesse negli Stati Uniti è solo unopercento e la banca a cui si è rivolta non fa molte domande: come ti chiami? quanti anni hai? hai un lavoro? qual è la tua storia? hai pagato sempre in tempo i tuoi debiti?
Caroline risponde che non ha un lavoro fisso, si arrangia con quelli saltuari e non ha mai avuto debiti. Ma per la casa sì, li vuole fare. Alla banca in realtà interessano poco le risposte. Caroline firma dei moduli in cui sono scritte queste cose e la banca presta, naturalmente a un pò di più dell’unopercento, diciamo all’unopercento più l’unopercento.
Che non siamo un istituto di beneficienza.
Il contratto della signora finisce nella pancia della banca insieme a quelli di altre Caroline del Wisconsin che volevano comprarsi la fattoria. Siccome il tasso d’interesse è molto basso, ci sono molte Caroline che comprano fattorie. E non solo nel Wisconsin. La banca inzia ad avere la pancia piena. Molti prestiti e soldi da spargere per le pianure statunite. E tutti questi soldi insieme sono così tanti che neanche la banca li ha. Allora sai cosa ti dico? Metto insieme tutte queste Caroline che vogliono i soldi e uso il prestito che ho fatto loro (e che se non pagano mi prendo la fattoria), come garanzia. Cioè tutti quei soldi che devo dare alle Caroline in cerca di fattorie, li raccatto da altre banche, chiedendoli in prestito, naturalmente a un pò meno dell’unopercento più l’unopercento (perchè sono garantiti dal prestito e dalla fattoria). Che non siamo un istituto di beneficienza.
Così Caroline non lo sa, ma il suo mutuo viene fatto a pezzi. Un pezzo a New York, un pezzo a Hong Kong, un altro a Sidney, un pezzo a Milano.
Comunque così, in linea di massima, sembra che ci siamo:
a) Caroline e le sue amiche fissate con le fattorie possono realizzare il sogno americano della vita
b) La banca ha i soldi da prestare a tutte le Caroline delle pianure e del sogno americano
c) La banca guadagna anche un pò di soldini che non siamo un istituto di beneficienza
Chi ha avuto voglia di arrivare fin qui sa che c’è un però. Dal maggio del 2003 al giugno del 2006 i tassi di interesse vengono alzati. E di molto. Perchè la banca centrale americana ha paura dell’inflazione. Caroline invece ha paura di non riuscire a pagare. Pagava 100, nel Maggio del 2003. Ora, nel Giugno del 2006 si trova a pagare 700. Non solo. Il valore della sua casa si riduce. All’inizio poco, che non c’è da preoccuparsi. Poi sempre di più. Diciamo che adesso, nel Novembre del 2007, la fattoria vale la metà. Perchè? Perchè ora i soldi da prendere in prestito sono molto più costosi e poi perchè chi è così pazzo da comprarsi una fattoria nel Wisconsin?
Ci sono molte Caroline, moltissime. I prestiti che hanno chiesto sono un numero difficile da scrivere, quasi 2 trilioni di dollari. In cifre: 1,900.000.000.000.000. E ora, vacca, questi soldi sono sparsi nelle banche di tutto il mondo. Quali banche? Nel mondo, dove? Chi ne ha di più? Non si sa con certezza. E così anche le banche si fanno diffidenti. Non si prestano i soldi a vicenda. I soldi da prestare costano sempre di più. Le borse mondiali bruciano soldi. I soldi bruciati fanno perdere altri soldi alle banche che si fidano sempre meno l’una dell’altra.
Caroline che non riesce più a pagare, inconsapevole, azzoppa i più grossi istituti finanziari del mondo e forse un pezzo di un modello che tutti hanno accettato senza farsi troppe domande.


c’è del marcio in Danimarca.
e questo – permettetemi – questo qui su, è esattamente il modo corretto di spiegarlo.
e.
precisa lezione chiara e concisa.
Non ho mai fatto un mutuo, nemmeno un finanziamento, o ce l’ho o non ce l’ho, sono all’antica.
Ma all’antica ricordo che intorno agli anni 80 i tassi d’interesse per un mutuo salivano anche al 20%, e persino un conto corrente pigliava un 5/6%.
Ora mi chiedo: se i miei piccioli investiti in bot e cct mi fruttano il 4% lordo tendenzialmente rialzo, perché il mio cc costa sempre di più?
Alex
adesso finalmente ho capito!
grazie luca!
[...] spiegato (bene, dico io) la relazione tra i mutui americani e il crollo delle borse (anche) [...]
[...] impazziti leggo di scenari catastrofici, di crisi economica peggiore di quella del ‘29, di globalizzazione che non funziona, di fine del capitalismo. Non lo so, naturalmente. Ma sicuramente un certo tipo di modello di [...]
[...] su Mrt ne avevamo parlato tanto tempo fa, di Caroline. Di come comprare una fattoria nel Wisconsin potesse mettere in ginocchio, o quasi, lo vedremo alla [...]