Il punto è che fare analisi politica vuol dire essere con il Sistema, assecondati al Sistema. Qualunque cosa si dica.
Il governo Prodi è caduto; non è ancora accaduto, ma lo sappiamo tutti, che è così. Il governo Prodi è caduto e sappiamo tutti cosa verrà dopo, chi verrà dopo.
[è tutto così evidente]
Sappiamo tutti che sono conniventi, tutti. Pseudodestra e pseudosinistra, pseudoinformazione e pseudocontro-informazione.
Rifondazione, Verdi e compagnia bella stanno per dare vita e forma ad una federazione, nome: “La sinistra – l’arcolbaleno”.
[ma chi è che si occupa della comunicazione dell'Arcobaleno, quello delle Wings?]
Ccd e centristi vari, si stanno preparando da anni. Follini è solo l’avanguardia.
Ecco come: la sinistra massimalista (nuovo nome in codice: Arcobaleno) fa venire meno i voti; Prodi si dimette.
Per il bene del Paese (eh sì, ci sono da fare delle riforme, per Diana!!) nasce un governo di larghe intese, con l’appoggio esterno di quasi tutti, a eccezione dell’Arcobaleno.
No, non ci sarà un governo D’Alema (o meglio: Veltroni), come accadde dopo il primo Prodi: non avranno il coraggio di rifarlo, ma, soprattutto, non hanno i numeri per farlo.
[è tutto così evidente]
Sono tutti d’accordo, tutti: i partiti che daranno la spallata; quelli pronti a subentrare. Hanno un solo grande problema, sempre lui.
Stanno rifacendo la Dc, più grande, più forte, più colorata, ma non possono unirsi fino a che lui, il grande industriale, il grande imprenditore, non si toglie di mezzo. Perché quelli della nuova Dc, che si chiama Pd, son quindici anni che si fanno votare come alternativi a lui, al Cavaliere; perché vaglielo a spiegare alla gente che si mettono insieme a Forza Italia.
[poi è troppo evidente]
Tutto pronto, comunque, le poltrone sono già spartite. Il proporzionale si farà, per avere una scusa in più; perché (la scusa) è buona: ci mettiamo insieme per il nostro senso responsabilità nei confronti del Paese.
Non che finora fossero sul serio opposti. No, certo.
Son d’accordo, tutti. Va bene che muoiano bruciati vivi, nell’acciaieria; va bene che muoiano bruciati vivi alla fine di un turno di dodici ore; va bene che muoiano bruciati vivi alla fine di un turno di dodici ore coi telefoni d’emergenza guasti e gli estintori che sono finti.
Va bene a tutti, che ci siano gli schiavi in Italia, per-so-ne, come me e te; esseri umani, uomini con mogli e figli, che muoiono arsi vivi. Che muoiono arsi vivi solo per pagare cibo e bollette. E l’affitto.
[è tutto così chiaro, porca T&*!!ia]



La cosa che più mi dispiace di noi italiani è che non riflettiamo molto bene su quello che facciamo… sulle scelte politiche, poi, non ne parliamo… Che idioti siamo a prendere sotto gamba queste cose… ci si ritorcono sempre e comunque contro…
La nostra politica pare ce la giochiamo sui tavoli di un casinò… e i nostri politici se ne stanno là a puntare… a fare e disfare… talvolta compiaciuti anche… e sul tavolo? sul tavolo ci siamo noi… ovvio
Aiuto, io purtroppo non mi son mai interessata attivamente di politica, non ho mai trasformato i miei ideali in appartenenza. Mi da fastiodio solo l’idea. Purtroppo ciò è neccessario ne son convinta, ma poi ecco come finisce. Sempre.
Ho sempre pensato che la critica alla politica si debba fare nel momento in cui ci si impegna politicamente. Dove per impegno intendo anche solo leggere, infomarsi, farsi un’idea propria e difenderla, identificarsi con una cultura, con un’ideale di società ed infine partecipare al voto. Una cosa che chiamo politica dal basso. Per non cadere nel qualunquismo, ho sempre pensato che non è bene lamentarsi, dire “non mi identifico con nessuno”, “la politica non mi interessa”, “sono tutti ladri”, se non ci si sforza. Almeno nelle intenzioni. Da quando ho 16 anni mi interesso di politica, ne parlo, ne discuto, litigo. Mi appassiono perfino.
Negli ultimi anni ce la faccio sempre meno. Perchè li sento mentre parlano ma non li ascolto.
Se la politica è coltivare l’orto, preparare il raccolto, dare il becchime ai tuoi polli, come si fa ad avere passione, a discutere, a partecipare?
Io della DC, quella vera, ho nostalgia. Almeno con loro riuscivo a incazzarmi.
@teatro
è vero il rischio è il qualunquismo, o, peggio ancora, la deriva.
l’unico antidoto è il pensiero.
tu sai come la penso (oggi lo penso più forte di dieci anni fa).
le brutture della politica sono le brutture del consumo; crediamo di scegliere, ma non possiamo scegliere mai.
Veltroni e Berlusconi sono come due dentrifici al supermercato: mi danno solo l’illusione di scegliere il migliore.
[c'è Moretti che s'incazza (cos'è? Bianca?) quando il tizio nel bar dice: rossi e neri tutti uguali. e lui parte con: "te lo meriti, Alberto Sordi, te lo meriti!".
io non dico che rossi e neri son tutti uguali; dico che *questi* rossi e *questi* neri sono tutti uguali].
la Dc era una cosa chiara: era il mostro (per pochi, ma lo era).
aveva un senso il suo dirsi ‘democratica’, per agitare lo spauracchio dell’antidemocraticità dei comunisti.
il fatto che oggi chi era a capo della Figc e nella nomenklatura (sì, ca**o lo eravate comunisti! smettete di vergognarvene!) del Pci, senta il bisogno di descriversi ‘democratico’ (nel 2008) non ha altro senso se non quello del ridicolo.
e.
@ enpi:
Mi colpisce quando dici:
“le brutture della politica sono le brutture del consumo; crediamo di scegliere, ma non possiamo scegliere mai.
Veltroni e Berlusconi sono come due dentrifici al supermercato: mi danno solo l’illusione di scegliere il migliore.”
Disse Tiziano Terzani :
“Libertà.Non ce n’è più. Io lo continuo a ripetere: non siamo mai stati così poco liberi, pur nell’apparente enorme libertà di comprare, di sco*are, di scegliere fra i vari dentifrici, fra le quarantamila automobili, fra i telefonini che fanno anche la fotografia. Non c’è più libertà di essere chi sei. Perché tutto è già previsto, tutto è già incanalato e uscirne non è facile, crea conflitti. Quanta gente viene rigettata dal sistema, viene emarginata perché non rientra nel modello? Facesse invece delle altre cose! Ma non c’è altro, c’è solo una spinta verso il mercato. E San Francesco? E tutti gli altri? Tutti matti perché non andavano a fare quello che bisognava fare a quei tempi? No, no, diversi!Persone che con la loro diversità hanno indicato anche un modo diverso di essere”
Ecco io penso che oggi più che mai si percepisca nella società questa “assenza di libertà” che non ci rende capaci di prendere delle posizioni vere… di difendere quello che siamo e anche semplicemente di esserlo… ci accontentiamo a vivere la vita di tutti in questa società di massa…viviamo imprigionati in degli schemi e uscire da questi vale a dire incontrare degli ostacoli che troppo poco spesso siamo disposti ad affrontare.. io credo bisogni trovare il coraggio di essere diversi… di distinguersi (non come due dentifrici al supermercato che sono sostanzialmente la stessa cosa!)ma di rappresentare davvero quello in cui crediamo…e non solo a parole… ma con le nostre vite! in politica soprattutto.. unico antidoto, come dici tu, è il pensiero…
@ enpi…il film è ecce bombo
@demì
forse non in politica, nel senso di ‘non con una tessera’.
io credo che rispetto all’idea di Terzani, ovvero che ‘molti sono emarginati dal sistema’, oggi – ed è forse la cosa più dirompente – tutti siamo nel Sistema (io, te, MRT ecc.).
ed essendoci tutti, credendoci tutti, potrà essere che non ci sia più nessuno (nulla=tutto).
@promeneurs
breeeeva!!
che poi è lo stesso film in cui dice, al telefono:
“ma mi si nota di più se non vengo, o se vengo e mi metto in un angolo?”.
che è un po’ quello che stiamo dicendo qui.
@ enpi:
non mi riferivo all’appartenenza ad un partito… ma a chi la politica la pensa… la vive e la fa…
per quanto riguarda l’appartenenza al Sistema io credo che noi apparteniamo al Sistema in misura di quanto permettiamo al Sistema di influenzare e inglobare le nostre vite…
A mio avviso l’unico modo per uscire fuori dal sistema, inteso come opinione pubblica generalizzata di massa orientata al conformismo, sia pensare con la propria testa… io credo che, come ci illustra meravigliosamente Calvino:
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte, fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
Secondo me troppo spesso ci abituiamo al Sistema e non abbiamo più voglia di cambiarlo secondo quello che crediamo davvero perchè a quel punto il Sistema avrà ingoiato anche noi.
@demi
la colpa è di tutti, non ci sono santi.
noi SIAMO il sistema.
i dannati / le cassandre / quelli che stanno capendo, si trovano di fronte a una scelta: rimanere inascoltati, come Cassandra, esser detti pazzi mentre Ulisse è dentro Troia, dentro il cavallo; trovare il proprio prezzo (non soldi, non è detto) e – sì, diciamolo – vendersi.
Demì, il Sistema c’ha già ingoiato;
quando siamo dove siamo, quando ogni volta si trova un capro espiatorio, un colpevole, per colpe ormai collettive; quando si sceglie il più ricco, perché è meglio del più povero; quando i soldi sono Dio, e non c’è un’etica se non quella di Weber, del capitale; sempre, Demì, sempre.
e.
Qualcuno ha detto che “la gente siamo noi…” e non ci stanno santi… noi facciamo parte di quel marasma indistinguibile che a volte critichiamo ma a questo punto mi chiedo: non c’è un modo per venir fuori da tutto questo?
La soluzione viene proprio dall’interno.. non credo che agli “alieni” importi molto di venire a salvare il nostro sistema sociale… dunque siamo noi che, internamente, dobbiam fare la differenza.. come cellule impazzite sì… a volte proprio così.. e solo rompendo gli schemi entro cui siamo rimasti intrappolati possiamo renderci sempre più conto di cosa c’è fuori…cosa c’è? niente come dici tu… e tutto anche… c’è uno spazio aperto entro cui poterci muovere in maniera diversa… c’è il silenzio che fa la differenza… c’è l’assenza di obiettivi programmatici e calcolati.. c’è piuttosto la voglia di mettersi in discussione e cercare nuovi parametri con cui misurare i valori da tempo un pò scaduti…
bel pezzo enpi, bello davvero…
ne parleremo presto.
quanto mi piacerebbe poter raccontare quello che realmente vedo accadere dietro le quinte.
questo si che è un vero teatro degli orrori!
Sei Mastella!!!
O Dini?