
ROMA. E’ dura dover tornare a parlare di terrorismo nel Bel Paese. Sembrava uno spettro ormai lontano nei decenni, debellato dall’integrità della buona politica – anzi, ottima direi – che ha rimesso in piedi lo Stato italiano in un crescendo di trionfi della democrazia, fino al paradiso in terra nel quale viviamo oggigiorno. E ammettiamolo, dai!
Eppure, c’è ancora qualcuno – minoranze guerrafondaie, com’è ovvio – che non la pensa così. E che si ostina a voler destabilizzare ancora oggi questo popò di Sistema (si può dire popò?) che con fatica ci è stato cucito addosso da uomini – deo gratias – più illuminati di noi (chè sennò poi si vede il cerone).
Ebbene è di oggi l’ultimo atto di terrore gratuito, messo in scena da queste insopportabili frange eversive. Uno scempio di cui io stesso, passeggiando per la bella Roma, ho potuto constatare i gravi danni: nocumenti arrecati al patrimonio artistico capitolino, vittima della furia ribelle, i cui intenti – sicuramente omicidi – per fortuna non hanno raggiunto obbiettivi umani (tanto meno illuminati).
Ma veniamo ai fatti, anche se il solo riportarli alla memoria gela il sangue nelle vene.
Come riporta Il Messaggero :”Bombe contro la sede del Partito democratico, a piazza sant’Anastasia, e contro il cavallo di bronzo della Rai, a viale Mazzini. Non ordigni esplosivi: bombe alla crema. Le hanno scagliate stamattina i Pasticceri ribelli, una quarantina di giovani dei centri sociali che aderiscono alla Rete antifascista metropolitana (Ram) che, a volto coperto, hanno condotto in pochi istanti i due blitz e sono fuggiti all’arrivo della polizia. L’azione di protesta è stata seguita da un comunicato che spiega le motivazioni: «Finalmente ora abbiamo delle sicurezze, sicuri di morire bruciati grazie a un padrone delle ferriere alla quarta ora di straordinario defiscalizzato, sicuri di cadere da un’impalcatura senza misure di sicurezza, sicuri di essere discriminati per le nostre preferenze sessuali, sicuri che i torturatori di Bolzaneto e della Diaz saranno omaggiati da una bella promozione, sicuri di morire ammazzati da un pistolero di stato che fa il tiro a segno in autogrill».
Il comunicato lasciato davanti alla sede del Pd. «Quello che segue è il comunicato di rivendicazione. Molto poco caro Partito Demokratico, questo è un krafen attack! In questo 12 dicembre – si legge nel volantino – di lutto e di memoria mai sopita, siamo qui a ringraziarvi dolcemente per averci regalato un bel “pacco” sicurezza. Lo avete fatto per il bene di tutti e tutte noi, per farci sentire tutti e tutte più a nostro agio nella nostra quotidianità di “produci consuma, crepa”».Il lungo comunicato si conclude così: «Sicure che il vostro simbolo elettorale è una schifezza grafica che fa il paio con la vostra schifezza morale. Sicuri e sicure che state mettendo in opera un progetto di deriva autoritaria, finalizzata a reprimere il conflitto sociale e il dissenso di tutti coloro che non amano la pacificazione vagheggiata dalla governance di SuperWalter. Allora beccatevi i nostri krapfen umanitari, le nostre bombe alla crema intelligenti, che vi vadano di traverso. 12 dicembre 1969: no alla strategia della tensione. 12 dicembre 2007: no alla strategia della paura».
La ricorrenza del 12 dicembre. E’ stato scelto il giorno di oggi in coincidenza con la strage di piazza Fontana del 1969. La Ram ha manifestato anche nel pomeriggio, intorno alle 17, davanti al negozio di piazza Fiume della rete Oxus, catena che distribuisce prodotti di una società giapponese proprietà di Delfo Zorzi, ex esponente di Ordine Nuovo accusato della strage che ora vive in Giappone. «Le bombe le lanciano i fascisti, noi le distribuiamo» è la scritta sullo striscione che ha accompagnato la distribuzione di paste che si è svolta nella piazza.”
L’articolo si commenta da sè, credo.
Però ragazzi… CAZZO SE ERANO BUONE QUELLE BOMBE!



Questa sì che è una guerra intelligente ragazzi!! Approvo le bombe alla crema.. dolci e provocatorie!!!
Chiedo il permesso di poter linkare tale post nel mio blog Sig. Le coincidenze non esistono.. me lo concedi??
demì, te lo concedo io, in sua vece
[ed è una concessione che faccio/facciamo su tutto il materiale di MRT, ora et orbi]
e.
per altro – cara signora deni4jesus – è un onore.
a presto
Veramente una forma intelligente di protesta, che attira l’attenzione, ma senza violenza e senza arrecare danni al prossimo…
Purtroppo (per questi ordigni si può dire) qui a Milano non si segnalano bombardamenti…
@ enpi
ti ringrazio per la concessione anticipata
@ le coincidenze non esistono
grazie mille… ehmm… signorina prego ahahahah ho 24 anni!!
Provvedo subito a linkare il post
[ecco Ste, ci fai fare sempre brutta figura!]
lo scusi signora [ehm] …ina [ehm]…
scusalo Demì!!
e.
(è che è più piccolo di te)
ahahhaha… siete dei grandi
ma quanto amo sto blog.. che bella scoperta oh… eheheheh sciao gente
vive la jeunesse!
e vive demì ed enpì! e pure mì!
bonne nuì!
[...] tra parentesi, anche la forma della protesta è importante, se ne parlava anche ieri. Così, almeno per me, il tipo di protesta scelto è stato controproducente. Ovvero la forma ha [...]
[...] articolo [...]
Ragazzi… sentite l’ultima.. ero convintissima di aver pubblicato il post dove linkavo questo vostro articolo e invece… invece, me idiota, era lì che giaceva solitario nel dimenticatoio della memoria trascendente del mo bog… Quando oggi ho notato la sua assenza mi stavo accingendo a scrivere una lettera di protesta a WordPress causa la cancellazione improvvisa e misteriosa di un mio post che guardaunpò avevo dimenticato di pubblicare ahahahaah dormo troppo poco mi sa ahahahaha (notare il risultato di questa assenza di sonno nei deliri dell mio coffeé break-broke-broken nel mio blog)ahaaah
notte gente… un saluto da demilandia
Bel colpo. Mi è piaciuto proprio. W le bombe alla crema E W Roma, la città in cui sono nata e vivo da sempre.
Elisa, mi piace il tuo entusiasmo per Roma. E’ sempre più raro in chi ci vive da sempre, in chi ci è nato.
Però credimi, dovevi vederle quelle bombe spiaccicate qua e la… e dovevi assaggiarle. A me alla fine, m’è quasi un po’ dispiaciuto!
Saluti
S
IO C’ERO!
che risate!!! e poi non immaginate l’approvazione dei passanti, si è creato un vero e proprio capannello…
anche per la bontà delle bombe diciamolo!