I luoghi che si lasciano molto spesso sono i luoghi che vorremmo riavere, salvo scoprire che non li abbiamo mai avuti.
Io, per esempio, conosco a memoria alcune strade di Genova e questo comporta un mio credere di averla in mano, di viverla nel quotidiano, di respirarne ancora la topografia.
Quando sporadicamente torno nel capoluogo ligure ogni percorso nuovo assume i contorni di strada conosciuta, di sapere in anticipo cosa troverò dopo un incrocio, quali palazzi, che insegne.
Nonostante non vi abbia mai messo piede prima di allora, in quel quartiere, non sappia dove parcheggiare, la città che non ho è di mia proprietà, ne ho certezza e consapevolezza e all’indirizzo che cerco arrivo senza troppi intoppi. E trovo anche parcheggio.
Andare in compagnia a Genova, per me, è diverso che da solo.
Con un’altra persona, che non ha condiviso con me ristoranti e parchi e salite a gradoni, già al dividersi dell’autostrada nelle direzioni Ventimiglia e Livorno mi trasformo in un Tuttocittà fatto di occhi e orecchie a catturare ogni fotogramma che mi si nasconde nelle gallerie e mi esplode dai viadotti.
Un film a trama scontata, di cui sai già la costruzione e i personaggi, ma lo vedi ugualmente per viverne la routine, avere la consapevolezza che ora accadrà questo e verrà detto quello.
In compagnia, io assumo i contorni neanche troppo sfumati di padrone della città, forte di ricordi e percorsi.
Da solo, invece, è mettersi in gioco, sbagliare strada senza farsi prendere dal panico, chiedere informazioni dando alla voce l’accento genovese senza tradirsi come foresti, annuire, sì, ho capito, laggiù, giro a destra e poi al secondo semaforo ancora a destra, sì, grazie.




benvenuta nella grande famiglia di MRT tfatf!
(cazzo, sembro berlusconi…)
grazie, LcE!
(perché, sei basso?)
bello questo post davanti al mare.
dai rael…
quest’umorismo facilone!
e poi non è cosi basso…
bbuhahauahauahauahaauhauahahahua!!!
e a proposito del post:
bello. è vero, è proprio cosi.
l’unica differenza è che riprodurre l’accento romano penso sia più facile, rispetto al genovese…
ma il romanesco diventa macchietta, almeno, rischia, come il torinese: tutti pensano noi si parli come macario…
il genovese è facile, alla fin fine: basta farsi prendere dalla saudade.
lecinc. è 1.95!
grande babi!
(sono sempre più felice di MRT)
(ci voleva una fanciulla)
hanno storpiato il mio nome di battaglia in mille modi, ma “lecinc.” ancora non mi ci avevano chiamato…
Un dinamico saluto anche da parte mia!
è vero rael, basta farsi prendere dalla saudade e il gioco è fatto.
basta anche strizzare l’occhio al primo anziano che trovi fuori da una qualunque bettola e dirgli ( mugugnando, ovviamente) “forza genoa”; da quel momento, anche se non lo sei, diventi genovese per simpatia, per affetto.
ci ho vissuto per un po’ a belinoland, proprio pochi mesi.
e ci penso spesso, con molta, molta nostalgia.
perchè i genovesi non sono proprio come quelli di Colorado ( torta di riso: finiiiiiiiiiiiiiiiiiiita), può non sembrare ma basta pochissimo per sfondare quel muro di diffidenza e pessimismo che mettono tra loro e il resto del mondo.
a me bastò quel “forza genoa” ( che poi a casa mia siamo davvero genoani, per origine e tradizioni).
il mugugno ce l’ho già di mio, per cui non mi è stato difficile adeguarmi
i genovesi, ho imparato da torinese con famiglia che da generazioni si incrocia con zeneisi, sono speciali. unici.
forza samp!
belandi, un doriano….
adesso vengo ad ammazzare il ratto del tuo avatar ( lo so, non è un ratto ma un criceto – presumo – ma ratto è più offensivo)
bambini, bambini, comprate giochi preziosi e non date retta a rael.
no, peggio.
una juventina con passione per la samp.
Brava Rael, sempre forza Juve! Io ho amici doriani, ma ho simpatia per entrambe le genovesi.
oddio, juventina con passione per la samp?????
( come dire la fame e la sete messe insieme…)
dillo alla zia, che infanzia hai avuto?
scherzo, ovvio
( beh oddio mica tanto)
come hai preso il risultato di ieri?
…e poi – scusate – ma a Genoa tenete a Tonino Cassano!
che volete di più?
Ehehehe…capisco perfettamente le parole di questo post.. anche io quando mi trovo nelle “mie” città, nei posti che conosco, dove ho ricordi, dove amo tornare… mi sento un pò padrona di casa un pò esploratrice ancora….
E ci son certi posti che sento più miei della città dove abito… pensate un pò…