Mi perdonerete se non parlo mai di politica o di economia, vero? Forse dovrei ma non lo faccio, più che altro perchè facendolo rischierei un travaso di bile, per cui evito l’evitabile.
Questa è solo una considerazione personale su una cosa che mi ha piacevolmente stupito.
I negozi dei cinesi: una realtà ormai, come dire, consolidata no?Nelle grandi città ormai ci sono interi quartieri, le piccole China Town.
Nei posti piccoli come quelli dove sto io ci sono…il primo negozio, il secondo negozio, il terzo negozio, il quarto, fino ad arrivare al settimo.E in un posto come questo i cinesi non sono ben visti.Non per la loro “omertà”, per questo farsi anche troppo i fatti propri, ma perchè “rovinano la piazza”: qualche negozio di abbigliamento ha chiuso i battenti, la concorrenza dei “musi gialli” li ha schiacciati. Comprano qualsiasi buco, si fanno la guerra tra di loro, se compri da cinciuè automaticamente fuccicin ti odia. Non devo certo spiegare il loro modus vivendi etc etc etc
Inizialmente non compravo niente da loro, niente, nemmeno uno spillo, per solidarietà con i commercianti di abbigliamento della via.Ma quando lo stipendio che hai è più basso di quello che percepisce una badante rumena beh…allora alla fine ci entri e ci compri.Ti spiace un po’, per tanti motivi, ma non tutti si possono permettere maglioncini da 80 euro o jeans da 150.
Sia chiaro, a scanso di equivoci, che il mio non è un discorso a sfondo razzista, è solo per spiegare meglio quel che voglio dire.
Per farla breve, inizialmente li abbiamo schifati tutti.
Anche perchè, diciamoci la verità, non sono negozi che si presentano bene, soprattutto se ubicati nella piazza e nella via principale.E’ andata avanti così per un bel po’.Noi “studiavamo” loro e loro “studiavano” noi.
Poi, così, dal niente, sbucano due bimbe, di 4 anni circa, cinesissssssime, bellissime e troppo simpatiche, anche buffe nei loro giochi e modo di fare.
Il loro gioco preferito ( non vanno all’asilo e stanno tutto il giorno nella via, davanti ai negozi dei genitori) è dare il tormento ai piccioni: aspettano che scendano giù e li rincorrono sparandogli con delle mitragliette giocattolo che fanno un casino d’inferno.
Ovviamente i volatili, che già c’hanno il cuore cagionevole, col cavolo che scendono giù.
Allora, da un po’ di tempo, per il gusto personale di sentirle e vederle ridere, sbriciolo pane per terra, così i piccionazzi scendono e loro giocano.
Hanno delle risate così belle che si fermano tutti a guardarle, giuro.
in altre parole… ci squagliamo
le bimbe mi parlano in cinese ( che non capisco, so dire solo ciao nella loro lingua), io rispondo in italiano ( che loro non capiscono) e giochiamo.
ci capiamo, non so come.
a mezzogiorno arrivano, piano piano, si mettono davanti al mio negozio e aspettano che esca.
il pomeriggio idem.
e giochiamo, giochiamo un sacco
poi le mamme non le vedono più e le cercano, le vedono con me e son tranquille.
a volte sono io stessa che vado da loro a dire “Guarda che le bambine sono da me”.
e ora ci si saluta, ci si augura la buonanotte, vengono addirittura a bighellonare al sole come facciamo noi, chiedono se ci sono nuove iniziative per la via, se c’è da pagare qualcosa.
sorridono, cosa che prima non facevano.
qualcuno addirittura compra nei nostri negozi, poca roba eh, ma sempre meglio di prima quando stavano rintanati nei loro negozi umidi e cupi.
quando non le vediamo per qualche giorno ci preoccupiamo e passiamo a chiedere notizie.
Lo ammetto…la mattina aspetto di vederle sbucare fuori dai loro negozi, come tartarughe che escono dal guscio, sembrano piccole bambole il cui sorriso ha contagiato tutti e ha fatto cadere un po’ quel muro di diffidenza e pregiudizio tra noi e loro.
lo dico sempre io che i bambini sono magici


E’ verissimo, “i bambini sono magici”, e se impari a parlare la loro lingua di bambini è fatta… entri in un mondo meraviglioso capace di conciliare ogni forma di “diverso” e di contagiare, con le loro risa, le diffidenze e le indifferenze..
Quello che dici sui bimbi non solo è vero, ma la purezza e il loro candore a volte fanno sentire noi adulti molto molto stupidi(almeno me):
Abito al pian terreno in un quartiere di periferia
Al piano di sopra vive una famiglia emigrata da El Salvador.
Lui, il capofamiglia ha visto morire suo padre nel 79, quando un colpo di stato rovesciò Romero e la nuova giunta e la guardia nazionale sparò sulla folla.
Lei, bella come una dea, è scappata dalla famiglia che negava loro il matrimonio.
Il balcone, dal primo giorno è diventato il deposito per il riciclaggio di vecchi rottami.
Il sottoscala in comune sul pianerottolo è lo sgabuzzino di tutte quegli ammennicoli che in casa intralciano il passaggio per portare la cena in tavola..appunto..la tavola…
Tendenzialmente quando arriva la bella stagione la tavola è un tappeto colorato sul balcone!
Come mai faranno a starci in otto sul quel balcone?
Eh già, perché in un bilocale vivono due famiglie o forse tre , a seconda dell’esigenza delle feste che si tengono in casa con il sottofondo musicale di El Salvador, di Los Hermanos Flores e con un paio di birre in corpo, chiaramente a stomaco vuoto, un alternarsi tra frasi del tipo “Orgullosamente Salvadorenaaaaaaaaaa” e VIVA EL SALVADOR!!!!
Nostalgia del loro popolo, della loro terra e dei loro usi e costumi.
Ma una volta vada, due anche, alla terza festa finita alle 4 del mattino decidiamo di sollecitare il silenzio
se non altro il giorno dopo per lasciar sbollire l’incazzatura della notte insonne (Gesù Dio mancano solo 3 ore e mi devo già alzare!)
La mattina del giorno dopo incrociamo sulle scale Lui e molto educatamente cerchiamo di fargli capire che non siamo razzisti, ma che a volte le tradizioni altrui sono solo diverse e a volte non possono essere accettate.
Lui sembra non capire, anzi quasi sembra irritato dalle nostre osservazioni…Spazientito, fa per andarsene bestemmiando nella sua lingua, ma ad un certo punto, un passo alla volta arriva questo batuffolo nero, occhi neri come la pece con le sfumature del deserto, taglio quasi orientale, con treccine ingioellate di perline e mi guarda con un sorriso da sfilarmi la colonna vertebrale…
Senza battere ciglio entra in casa…si aggira nel soggiorno e si blocca…e rimane con il naso all’insù..
Ha visto l’uovo di Pasqua sulla libreria…
E cosa volete che Vi dica…per quest’anno avrò qualche brufolo in meno!!
E una festa Salvadoregna anche…
che bella questa cosa
li immagino tutti sul balcone, in una scena tipo quelle dei film.
oggi c’è troppo vento per giocare nella via, così una delle due bimbe è in giro con quello che presumo sia il papà.
ci siamo salutate, io le ho detto ni hao e lei mi ha detto ciao.
fantastico!
p.s. le bimbe si chiamano…Giada e Melissa! Tipici nomi cinesi direi!!!!
Pensa che invece questa bimba si chiama Aracoeli!!!
…se non è volere divino questo….
bello questo post e questi commenti. i bambini magari aiutano, ma la convivenza poi dipende anche delle persone che li circondano:-)
ndr