
Credo che l’amore sia veramente difficile da riconoscere. Si ingrossa sempre di più la frangia di quelli che si sono convinti che non esista, tra i quali sospetto perda terreno la corrente degli oltranzisti speranzosi in perenne via di disillusione. Non parliamo poi dell’amore vero.
Che poi non è una questione di amore eterno, o comunque di lunga durata. Forse, ed è opinione di chi non ne sa praticamente niente, l’amore non è uno stato permanente, lo si coglie ad attimi. O forse sono le sue manifestazioni ad essere evenenziali, ma serve un sostrato che persista.
Meno male che a me tutte queste masturbazioni cerebrali non servono più, perchè io l’amore ieri l’ho visto. Sull’autobus. L’amore grande, vero. Un amore con due palle così…
Tornavo verso casa dopo una giornata più anglofona che concreta, inframmezzata da media planning, web project, stakeholders, con qualche spruzzata di claim e brand. Il tutto condito come sempre dall’immancabile pinzimonio di mission e vision. Per farla breve, salivo in autobus rimuginando sugli anni di cialtronate che mi mancano, prima di scrivere il mio best seller d’esordio e cominciare finalmente la maledetta vita da artista cialtrone. Ma sto parlando di me…
C’erano due anziani, un uomo e una donna seduti uno di fronte all’altro. Mi hanno incuriosito, perchè la donna parlava in continuazione, flemmatica, di qualsiasi cosa passasse tra i confini del finestrino e l’uomo ascoltava, imperterrito, annuendo di tanto in tanto, ma con l’espressione abbastanza vacua.
“Vedi quella gelateria? Prima c’era un negozio di scarpe, ancora prima un centro Olivetti per riparare le macchine da scrivere”.
“Prima qui c’era un grande marciapiede. Poi hanno messo l’aiuola in mezzo, vedi? Per motivi di sicurezza, sicuramente. Qui c’è l’ambasciata americana. Poveretti gli americani. Tutti li odiano ormai. Infatti davanti all’ingresso c’è sempre la macchina della polizia. Che poi mi devono spiegare cosa può fare una macchina sola della polizia se buttano la bomba atomica”.
“Che belli questi alberi. Sono oleandri”.
“In che razza di mondo viviamo. Stiamo passando davvero una brutta epoca. A proposito, ma il 630 ha cambiato percorso? Prima non incrociava la Salaria. Ora c’è questo semaforo che non passa mai”.
A dire il vero la frase che ha calamitato la mia attenzione è stata (a parlare era sempre e solo lei): “Quanti negri ci sono. Sempre di più. Che poi povera gente, cosa gli puoi dire? Gia nascono negri…”. Ma non fraintendete. Almeno in questo caso, il contenuto di questa osservazione non sarà oggetto di dibattito. La frase è servita solo a farmi voltare indignato verso di loro e osservarli.
Roteando gli occhi, ho pensato: “Vabbè questa viene da un’altra epoca, le avranno fatto il lavaggio del cervello. E quanto parla! I vecchi sono cosi soli, che appena possono attaccano bottone e parlano senza sosta col primo che acchiappano… Meglio se vecchio come, anzi più di loro! Ma poi guarda quello. Quello è davvero un poveretto. Questa gli s’è attaccata addosso con questi discorsi e manco lo fa parlare e lui annuisce per cortesia, ma sono sicuro che non vede l’ora di liberarsene. Guarda che occhi persi…”.
Gli occhi dell’uomo guardavo. Quelli della donna non li avevo notati.
Poi la frase che mi ha coinvolto. Me l’aspettavo, visto che io li stavo osservando da un po’: “Hai visto quant’è alto questo ragazzo? Mi scusi quant’è alto lei? E’ veramente alto lo sa?” E di lì è stato un attimo passare dal consiglio di provare ad arruolarmi nei corazzieri – tanto a lei la prendono sicuro, visto che è anche un bel giovane – alla domanda se giuoco alla pallacanestro, per approdare ai racconti del nipote alto, non proprio come me ma comunque alto, schermidore provetto, bravissimo in tutte le materie e fan di Totti.
E’ stato in quel momento che l’ho visto. Ho visto l’amore, mentre ero stanco ed annoiato e mi sforzavo di sembrare un giovane cordiale e interessato alla storia del nonno colonnello della marina e d’accordo con l’assenza di disciplina nella scuola moderna. Era tutto negli occhi della donna, improvvisamente rivolti verso l’uomo di fronte, gonfi di tenerezza, mentre ricominciava a parglargli. Era nella mano venosa e pallida che sfiorava le macchie sparse sulla mano di lui e poi stringeva e accarezzava. Era stato li affianco a me per tutto il tempo: in quel fiume di parole, frasi banali e fuori dal tempo, di discorsi sconnessi, detti e ridetti con una voce dolce, affettuosa, convinta. Inarrestabili, anche di fronte a due occhi persi nel vuoto.
Alla fermata, la donna si è alzata. Ha baciato l’uomo sulla fronte e gli ha preso il braccio. Continuava ad accarezzargli la mano. Solida, lo ha letteralmente sollevato, aiutandolo ad aggrapparsi al passamano. Gli occhi dell’uomo erano rimasti impassibili per tutto il tragitto: negri, oleandri e bombe atomiche non li avevano fatti neppure vibrare. Gli ho dato una mano a scendere. La donna sorridendo verso me e verso l’uomo dallo sguardo spento, mi ha sussurrato complice: “E’ alzheimer, sa…”
Poi mentre le porte si richiudevano ha aggiunto: “Lei è un bel ragazzo, buono. Si mantenga sempre cosi. Però non si lasci distrarre. La vita è tutto!”.
“Dare più valore allo sforzo che alla ricompensa, questo si chiama amore” sosteneva Confucio. Può darsi che avesse ragione. Io non lo so e non so se quell’uomo e quella donna fossero sposati, fratelli, amici o chissà che. Sono solo certo che negli occhi, nelle parole, nelle mani, negli sforzi di quella donna c’era la voglia disperata di far “vivere” una persona amata.
Ecco perchè ieri, nell’autobus, ho visto l’amore vero.


Belle parole……fratello……belle parole……. “la vità è tutto”!!!
bravo Ste!
bravo.
bravo.
e.
LcNe: mi (e ti) auguro che gli anni di “cialtronate” finiscano presto.
Uno che coglie e racconta così una cosa così non dovrebbe perdere il suo tempo appresso a media planning e web concept.
Dico davvero.
Dico.
In culo agli stakeholders.
ah ah ah
“in culo agli stakeholders”
albert, io e te si deve andare a bere una birra insieme!!!
grazie a tutti cmq.
appunto….tutto ciò descrive perfettamente la sensazione che avverto e di cui ti parlavo questa mattina…
oh………wow.
li ho anche immaginati.
le mani nodose e avvizzite, le macchie dell’età e persino l’odore.
( si, io credo che l’amore esista o meglio, esista quel substrato di cui parla Lcne)
LCNE
( chissà perchè…ma LCNE mi suona come il nome di qualche saggio pellerossa!)
Pensavo di conoscerti, ti scopro sempre diverso e più
grande in tutti i sensi.
Però non farmi venire i “lucciconi”
Bravo!
Questi ragazzi sono dei fottuti artisti.
E non nel senso che generalmente dò al termine, ma in quello che gli è proprio.
Questo Blog mi ha “agganciato” dalla prima volta che ne ho letto un pezzettino, e si che ce ne sono tanti di blog, eh ?
Non c’è un articolo che non valga la pena leggere e, se è per questo, non c’è un commento che non abbia senso.
Anche se l’unico vero saggio pellerossa è il “Grande Capo Estiqaatsi” (se non sapete chi è vi siete persi qualcosa), devo ammettere che la trovata di “abbreviare” Stefano in LcNe mi è venuta bene
La vedrei benissimo anche come “tag” fatta da qualche writer su un muro in qualche posto bello…
MRT forever !
(no, non mi pagano per questo, sono sincero)…
No no… Tag maisia!!! Io i writer che sporcano i muri e non solo e poi si mettono gli occhiali con la montatura larga, si scarmigliano e vendono croste a 100mila euro al pezzo li manderei tutti a lavorare nei campi di pomodori!
Tu piuttosto! Le birre offerte stanno aumentando… QUANNO SE BECCAMO? [magari il grande capo "enrico-culo-seduto" si decide a mollare la sua provincetta e fa un salto in Capitale...]
Occhio, perchè offrire birra a me è pratica rischiosissima nonchè dispendiosa.
Potresti pentirtene…
Sulla faccenda writers sono combattuto, ma devo ammettere che a volte fanno gran belle cose. Sarà anche un filino di invidia, nel disegno sono abbastanza una capra.
Albert, riprendo l’off topic, non me ne vogliano i lettori…
I murales, sono una cosa, e se vanno ad abbellire muri spogli e anonimi, magari in zone dove il colore di punta è il grigio topo/celestino pallido/rosa spento/giallo corn flakes del boom edilizio ben venga! Sono il primo ad ammirarli con trasporto…
Il problema è che la percentuale di queste opere sulla totalità dell’espressione graffitara urbana è quantomeno risibile a mio parere.
La maggioranza è costituita da stronzi che vanno a scrivere le loro firmette sgangherate su monumenti, palazzi antichi e compagnia cantando, perchè devono “esprimersi”, hanno bisogno “di sentirsi riconosciuti”, vogliono “lasciare un segno” o molto più frequentemente “nonhannouncazzodimegliodafare”…
Quanto vorrei sapere dove abitano per andare a scrivere LCNE in ogni angolo dei muri di casa loro… Poi vediamo cosa ne pensano della libera espressione metropolitana!
Sono giovane e arretrato? Ben venga!
il “grande capo” ha qualche problemuccio.
ma, il “grande capo” ha anche promesso più d’una visita (a Roma, innanzi tutto!, poi a Milano ecc.).
e, di solito, mantiene.
si abbia la pazienza che merita la Sua figura
AL, attento che anche io e LcNE siamo belli ferrati, in materia – birra et alcol.
scherzi a parte:
sono contento, enormemente, del progetto MRT.
di tutti quelli che vi partecipano, scrivendo e commentando e segnalando (MRT e su MRT).
(ps: quando – se – vengo a Roma dobbiamo offrire una birra anche a Demì.
)
agli altri romani: proponetevi anche voi, offre LcNE
enrico
belle parole Ste..purtroppo viviamo un tempo in cui tutto è mordi e fuggi,tutto finisce velocemente,tutto si consuma in fretta,tutto è fatto con superficialità..e nel tutto è compreso anke l’amore..è difficile amare davvero qualcuno,non xkè non si possa provare un tale sentimento,ma soprattutto xkè bisogna averne il coraggio..amare davvero qualcuno significa accettarne pregi e difetti ma anke esporsi,rendersi vulnerabili fino in fondo,mettere in conto ke si può soffrire..ma soffrire davvero..e non tutti sono pronti a farlo,soprattutto oggi,ke anke soffrire e piangere è diventata una perdita di tempo
certo che offro!
media planning, web concept e stakeholders saranno deprecabili ma hanno un lato positivo: pagano bene!
w MRT e w voi!!!
ad albert ed a tutti quelli che fanno i complimenti a LCNE.. io lo conosco: è solo un cazzaro che scrive sotto dettatura: il pezzo era mio ed ora lo querelo pure per piaggio…
capisco quello che vuoi dire, emi…
e aggiungo, citando la donna dell’autobus, che per amare davvero si deve evitare di “lasciarsi distrarre”…
harlan…
grazie per lo spessore di cui ogni volta ci fai omaggio
vieni anche tu alla birrata?
Ma come fai a non farti distrarre??è pieno di distrazioni e tentazioni in giro..
appunto emi…
come diceva qualcun’altro da queste parti: viviamo una vita ZAPPING!
stefano, non fare così amaro: lo sai che tvb nonostante tutti i tuoi difettucci… il pezzo è scritto molto bene, ed il personaggio della nonnina molto ben caratterizzato… però ogni tanto scrivi qualcosa di incazzato pure tu che io mi sono un po’ stufato del ruolo…
ma guarda che è un fatto vero!
e poi sono stato incazzato per tanto tempo e ho imparato a conoscermi: l’incazzatura mi fa fare solo cazzate (l’etimologia non mente!)
sto cercando di ripiegare sempre di più sul mio lato Zen (che non c’era, l’ho partorito e ora lo sto accudendo come un pargoletto!). si vive molto meglio!
stamattina su msn parlavo col solito rompicoglioni o era il tuo lato zen???
Non è solo questione di non lasciarsi distrarre dall’ Amore”…….
Piuttosto è lo stare in guardia per non lasciarsi scippare la Vita!
emigor, LCNE ha un nick su msn che non conosco? àld che lato zen, questo qui ha solo lati B, pure sulla faccia…
basta! tra noi è tutto finito…
cmq, a proposito di amore… vorrà dire chee prenderò più spesso l’autobus…
LcNE – Alex – ALBERT 1- Harlan
Stefano, perchè non suggerisci ” IN BOCCA AL LUPPOLO”
dove non sei costretto a bere la solita Dreher ( Leggi Dreghèr ) o Nastro Azzurro o Peroncino o…..Birra Raffo di Taranto?
@Zeman54
sei sempre er mejo Antò!!!
Regà, io è una vita che non mi scolo una Guinness… proporrei per chi è a Roma il Fiddler’s Elbow… che ne dite?
@Harlan
e una Red Carolus III 12° alcoolici triplo malto
ambrata con retrogusto di Porto e Madera no eh?
@ tutti
gli ultimi commenti sono un pò sul “cazzeggio”!
Povero LCNE!!!!!!!!!
@ Zeman
dammi una pinta di birra e ri solleverò il mondo…
e a proposito del cazzeggio… LCNE deve morire! (bloggisticamente parlando, s’intende…)
@Harlan
ma no perchè….è un bravo ragazzo!
finitela smargiassi!!!
p.s. sono l’alter ego non zen di lecoincidenzenonesistono
@ zeman 54
qualcosa mi dice che non sei obiettivo…
@ Harlan
beh! insomma! obiettivo!………..ma la Carolus di qualche commento fa, se vieni a ” In bocca al luppolo”, altro che pinta…..
@ Zeman…
quando si tratta di alcol, io sono proprio un mignottone…
ma basta parlare: quando fissiamo?
)
harlan, zeman…
E’ BELLO CONSTATARE CHE L’AMORE VERO PUO’ NASCERE ANCHE SU MRT!
@ LCNE
“MRT = MoRtacci Tua” ???
@ Harlan
chiedi al “Grande saggio” LCNE quando viene a Bari!
@ Zeman 54
seee, stàm appòst…
bevete una birretta anche per me ( una ogni ora, può non sembrare ma ho l’animo di un camionista che ha frequentato il porto da piccolo) e rutto libero, mi raccomando. ( senza cambiare il clima però eh)
cia’
Che bello.. questo è l’amore vero, quello incondizionato!
Un giorno ho visto un uomo, in un reparto di malati terminali dell’ospedale della mia città, baciava una donna col viso ormai deformato dalla malattia, gonfia,triste e senza capelli… la baciava come fosse la donna più bella del mondo… ed era lì, giorno e notte, accanto a lei…
L’amore vero l’ho visto in quegli occhi di uomo che restavano accanto fino all’ultimo istante, a voler cogliere l’ultimo sguardo, a voler accompagnare la donna amata in quel viaggio drante gli ultimi giorni della sua vita….
Quanto amore in quegli occhi!
Io stasera ho capito l’amore che voglio…che voglio DARE..Non riuscivo a leggere bene perchè avevo gli occhi velati di lacrime,grazie!grazie per aver condiviso tutto questo!E dà speranza sapere che esistono uomini come te ,che si soffermano a GUARDARE e non in superficie,che sanno ACCOGLIERE e RACCOGLIERE quello che viene dall’ALTRO,uomo,donna,bambino o vecchio che sia,perchè mi spinge a non accontentarmi,a non accettare pseudo-amori solo per non sentirmi sola.Ancora grazie.ciao!
grazie a te eroina…
davvero.
come scrivi bene stef,
se dovessi scrivere 1 libro,io lo comprerei
… e lo regalerei agli amici.
se davvero bravo.
mi auguro racconti 1 storia d’amore
x 1 eterna romanticona come me.
ti voglio tanti baci
la tua vale
quanta grazia vale
arrossisco…
L’amore, quello vero, è così profondo che non c’è neanche bisogno di volercisi perdere. Ti avvolge.
Trovarlo per caso in un autobus, in un bar, all’angolo di una strada, lì dove ti sembra essere solo, lì dove scolorisce il sole. Cosa importa dove, come, quando. Who cares.
Tutti sognamo qualcosa di puro, incontaminato, trascendentale, epico. E’ così che vorremmo sempre l’amore; lo ammiriamo, lo seguiamo, lo creiamo in noi stessi anceh quando non c’è, quando non si palesa, anche se ci sfugge. E poi, lo ritroviamo, ormai perdute le speranze, così per caso che quasi sembra evanescente, lontano da noi, imprendibile, forse quasi inesistente per quanto fragile si mostra.
Cogliamo questi attimi della sua freschezza, del suo dolore, della sua fervida vivicità senza mai perderne il senso, l’ingiustizia, la peculiarità. E soprattutto senza mai offuscarne il la bellezza, così fiabesca, così fugace. Perchè l’amore si sa, è un concetto che scivola ogni volta lo si cerca di afferrare, è unico nella sua espressione, è incapace di farsi apprezzare nel cuore di chi lo vive.
In quegli occhi che hai descritto, così aperti alla vita, socchiusi di fronte alla tristezza, alla vacuità dell’esistenza, ci si ritrova l’armonia, quella che ristabilizza tutte le colpe, che riequilibra i ruoli, che esalta il gusto di vivere, nascere e morire.
E’ la risposta a chi di dire che l’amore vero non esiste se ne forgia l’anima, fino a divenire sterile, asettico, come incolore e insapore.
Amore è sentire, è aprire e aprirsi, è spremersi fino all’ultima goccia di sè, ascoltare, provare, emozione e non solo sensazione. Ombra di trasalimento mi è sembrato di sentir dire in qualche film.
Complimenti, non è da tutti.