Dolci le melodie conosciute: ma ancora più dolci le ignote.
Dunque voi seguite, tenere cornamuse,
il vostro canto, non al mero orecchio portate, ma,
per questo più care allo spirito, offrite silenziosi concerti.
O grazioso giovane, alla fresca ombra mai potrà il tuo canto languire,
né a quei rami venir meno la fronda.
Audace amante e vittorioso, mai mai tu potrai baciarla,
seppur così vicino alla meta, e tuttavia non disperare:
ella non può sfiorire e, pur mai pago,
per sempre l’amerai,
e lei sarà per sempre bella.
da “Ode sopra un’urna greca” di John Keats
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Eh sì… i poeti romantici della seconda generazione… affascinantissimi…
e anche abbastanza strafatti, non dimentichiamolo.