C. aspettava. aspettava. e aspettava: il Popolo scenderà in piazza
e abbatterà le statue e i simboli;
rovescerà i SUV e darà fuoco ai cartelloni pubblicitari.
tutti, in piazza.
pazzo, sei: gli dicevan tutti.
pazzo, fottuto.
e invece no. C. si sveglia; lo svegliano le urla e i clacson, le bombe.
eccola: è la Rivoluzione.
manco si veste, C.
scende in strada, scende in piazza, ché finalmente c’è la rivolta.
a morte i potenti, pensa.
a morte i ricchi, pensa.
ci riprendiamo le idee, pensa.
e si ritrova nella folla; festa, canto, sorrisi. tamburi.
sì, pensa C., è come l’ho sempre immaginato io, è il momento.
poi vede le bandiere, ascolta meglio.
ascolta
ascolta
italia-francia 2-0
ma vaffancu…, pensa.


La parte sinistra di A., il provvido intervento di B., la rivoluzione di C…
Enrì, ma che niente niente ci porti fino alla “Z” ?
Peraltro quando ho letto “A”, a parte la cisti sinoviale ed il punto nero mi sono sentito chiamato in causa: mi chiedevo cosa ne sapessi tu del mio lato sinistro !
be’ è la “forza” della scrittura: quando parli onestamente, parli per tutti…
non so se arriverò alla Z, probabile che mi stanchi prima
e.
ci arrivi alla Z, ci arrivi…
e la C è stata troppo bella!
La c è stata avvincente ahahaha
Per un attimo ci avevo creduto…. alla rivoluzione.