
Ho ventiquattro anni. Un privilegio per cui ringrazio i miei genitori.
Avere ventiquattro anni oggi è una bella fortuna.
Anche perchè credo che il 1984 sia stato un anno chiave. E non sono l’unico a pensarla cosi, direi. Ci dev’essere qualcosa di esoterico, forse. Una specie di “anno di mezzo”, un varco spaziotemporale. Questo spiegherebbe sicuramente la moda di quel decennio…
Noi ventiquattrenni possiamo permetterci di avere già adesso ricordi vintage dell’ultimo lembo anni 80 e deprecare in largo anticipo lo scadimento delle “nuove generazioni”: aver usato un super santos ovalizzato o comprato un lemonissimo a 400 lire ci rende già vecchi, pur giovani. La nostalgia del passato è un lusso che solo i ventiquattrenni di oggi possono permettersi così presto…
Abbiamo visto nascere con meraviglia e un po’ di intontimento il computer e internet prima e il telefonino poi, senza che ce li mettessero nella culla. E soprattutto dopo l’autoerotismo. E grazie al cielo adesso siamo in grado di adoperarci in ognuna di queste cose (computer, internet e telefonino, s’intende) abbastanza decentemente, sebbene ci sarà sicuramente qualche mocciosetto in età da latte in grado di ridicolizzarci senza affanni. Per questo temiamo molto le nuove generazioni e pur lamentandoci della dilagante superficialità, in cuor nostro la accogliamo rassicurati. Lo stesso può dirsi per l’inglese, più o meno.
Ci siamo visti dimezzare il potere d’acquisto della paghetta settimanale a causa dell’avvento della moneta unica e rimpiangiamo la cara vecchia lira, manco avessimo tenuto tra le mani le banconote lenzuolo del dopoguerra. E – bisogna ammetterlo – ancora adesso ragioniamo in lire e paghiamo in euro. E questo ci provoca non pochi microtraumi quotidiani, perchè non siamo abbastanza vecchi per potercene lamentare. Ma – perchè negarlo? – per lo meno i più fortunati di noi possono fregiarsi, a soli ventiquattro anni, di guadagnare quasi un milione del vecchio conio, alcuni arrivano addirittura a uno e mezzo! Un’enormità nel 1984. Che è l’anno a cui siamo rimasti tanto legati.
Ci è toccato vivere con grande angoscia uno dei drammi ambientali più terribili che l’umanità abbia dovuto contrastare: il buco nell’ozono. Quando ero ragazzino, mi sembrava quasi di vederlo questo benedetto buco. Lacche e insetticidi erano armi di distruzione di massa. Eppure i miei genitori le usavano senza farsi troppi scrupoli. Ma io, che non ero certo incosciente come loro, che avevo un futuro, un grande futuro davanti a me, mi guardavo bene dall’imitarli, scrutandoli con sdegno sempre più crescente ad ogni nuova spruzzatina.
Ora che abbiamo ventiquattro anni, ci chiediamo, più o meno tutti: ma sto cazzo di buco nell’ozono c’è ancora? L’abbiamo chiuso? O s’è allargato talmente tanto che adesso dobbiamo chiamarlo la macchia di ozono?
Beh, inutile pensarci troppo. Adesso c’è una minaccia ancora più grande che incombe sulle nostre teste: il riscaldamento globale (Che poi mi sono sempre detto: l’uomo quando pensa a qualcosa che lo spazzerà via dalla faccia della terra tende sempre a guardare verso l’alto. Il vero coupe de theatre di chi è addetto a quest’incombenza sarebbe organizzare qualcosa di carino che parta da sottoterra. Sai che sorpresona…). Dicevo: il riscaldamento globale!!!! [oooooh di sgomento... le luci si abbassano]
Chissà se tra ventiquattro anni, ci saranno ancora dei ventiquattrenni in grado di capire quant’è bella la vita a ventiquattro anni.
Per adesso ci siamo noi. E ce la godiamo alla grande!


Che poi, alla fine, è un po’ come averne trentanove…
Mi riallaccio al post di Enrico (la lettera “D”), con una riflessione che vale anche su questo.
Io non so se a scuola si facciano ancora le “ricerche”, voi ve le ricordate, le “ricerche” ?
Io andavo pazzo per le ricerche, in prima media massacrai i testicoli a mio padre affinchè mi procurasse il “Dizionario Enciclopedico della Lingua Italiana”, edizioni Treccani, ricordo che posticipò due o tre acquisti importantissimi, bucò due mesi di affitto (tanto il padrone di casa dell’epoca era un cravattaro maledetto) e mi accontentò.
Lui non c’è più, ma quei 12/16 volumoni (anche gli aggiornamenti) restano tra le cose che mi ha lasciato e per cui lo ringrazio ancora oggi.
Fossi stato alle medie oggi, vaccaeva, ma ce l’avrei mai avuta una Treccani ?
Io avevo l’inimitabile “piccola enciclopedia dei ragazzi”… spettacolare!
E poi grazie a quella, ebbi la mia prima mountain bike, in omaggio!
aaaaaaah…
Noi che nel 2008 ci ricordiamo della SIP,del gettone che valeva 200 lire,noi che siamo una generazione di nostalgici moderni,noi che siamo quelli che non erano troppo vecchi o troppo piccoli per vedere Sailor Moon o Non è La RAI.
Noi che non sappiamo se apparteniamo agli anni 80 o ai 90,noi che si è vista nascere la musica dance e ci ricordiamo di Corona e le sue treccine(che fine avra’ fatto?)..
Devo ammettere che saremo una generazione di disadattati,di visionari,di “terra di mezzo”…ma onestamente ogni volta che quest’anno (2008 ) incontro un 24enne tiro un sospiro di sollievo…perche’…beh il 1984 forse e’ stata l’ultima buona annata…
si ringrazia l’autore per il pezzo nostalgico….
io: Il grande libro della storia e simili; libroni gialli pieni di brutte immagini (la comp-grafica è invenzione moderna).
sull’uso di internet e dei telefonini…
Ste, com’è che ogni volta sballi le colonne e poi mi mandi un sms?
la verità [innesco polemica, spero] è che voi avete avuto la pappa pronta più di noi – mi riferisco alla generazione del 74/75.
io prima dei blog e dei forum, i siti me li facevo in html: quelle cose brutte molto pre-template – tutto a mano.
ed è così un po’ per tutto.
[dài, dài, polemizziamo: ventenni vs trentenni, ché mi diverto
]
e.
ps
noi si è cominciato tutti con il dos; per far andare un programma lo si doveva cercare fra le directory e poi “eseguirlo”.
che poi il dos è sopravvissuto fino a Winfregatura Xp; e conoscerlo serve anche ora, ché almeno sai com’è fatta l’architettura di un pc.
nessuna polemica enpi, anzi.
è esattamente come dici tu.
per questo NOI siamo LA generazione di mezzo…
ah, me l’aspettavo il colpo basso delle colonne sballate
oh, che poi posso darvi un suggerimentone (Sigaretta! leggi anche tu!!
)
dunque: prima di copincollare dentro la form di Wp, copincollate in un foglio di testo (es.: il Blocconote di Windows).
poi copia e incolla dentro “visuale”.
dopo – solo dopo – formattare il testo (giustificato, a capo ecc; ma in particolare il tag MORE, ovvero il “continua a leggere…”: è lui il colpevole.
perché? be’, mozzando il codice html, se c’è un tag aperto, quello influisce su TUTTA la pagina;
word e compagnia bella “contengono” innumerevolo tag)
baci
e.
uso personalistico di mezzo di comunicazione di massa…
be’, il suggerimento è universale.
–vale per wordpress, ma anche per le principali piattaforme.
–lo dico a te e anche a Sigar.
–e lo dico a un nuovo probabile milanoromatranese, che al momento ci sto solo seguendo, ma presto dovrebbe entrare a pieno titolo
]
[ta-ta!! è un'anticipazione questa
oh tornando al post e ai commenti:
quando c’avevo tredici/quattordici anni c’avevamo il Sì, o la Vespa (qualcuno il Ciao).
soprattutto la Vespa o le prime moto 50; sempre avute le marce, insomma;
nessuna di quelle divolerie automatiche che chiamate scooter.
una volta ho dovuto guidarne uno: per accelerare da fermo mi sono spinto coi piedi.
e.
ah: mai guidata un mountain bike…
Ventiquattro, Stè.
Urca.
Mò che ci penso sei più giovane della macchina mia.
[Ah, a proposito, tornando al rimescolamento dei rifiuti nei cassonetti della differenziata (che sto ancora a ride): vale come atteggiamento antiecologista andare in giro con una macchina che fa 4 chilometri con un litro di super, rigorosamente senza impianto a gas, e che quando attacchi il condizionatore (che naturalmente va con il caro vecchio freon) le piante nelle vicinanze appassiscono all'istante ?]
Ventiquattro.
Non è che voglio fare il “nonno” (odio quelli che fanno i nonni), però se è lecito fare ventenni contro trentenni, faccio pure quasiquarantenni contro gli altri: la prima volta che ho visto Internet ci sono entrato dalla BBS di Agorà Telematica (quando ero radicale, ricordate ?), ero collegato con un modem USRobotics a 14400 baud e usavo un Amiga. Ovviamente il Web non esisteva. Solo FTP, IRC, e gruppi Usenet. Il primo computer è stato un Sinclair ZX-81 con 1Kb (si, un kilobyte) di RAM. Il primo motorino un “tubone” tipo Califfone ma della Beta, seguito subito da un Si nuovo di pacca (che mi hanno fregato in piazza Montecitorio più o meno nell’anno in cui nasceva Stefano), e da una serie interminabile di Ciao e altri accrocchi. La moto no. Quella mai avuta fino a che a 20 anni mi sono comprato un’Honda 500 Four K arancione targata Roma 39. Poi ci ho preso un muro e ho capito perchè non avevo mai avuto una moto, prima. Non sono capace a guidarle. Corro come un disgraziato, poi mi spavento e freno troppo.
Aho, vojo dì, io ho vissuto in pieno i magici anni ‘80!
Duran contro Spandau,
Cindy Lauper contro Madonna,
Miami Vice contro Magnum P.I.,
Craxi contro tutti,
La Golf GTI contro la Peugeot 205 GTI,
“tozzi” contro “coatti”,
I “dark”,
Le toppe sui giubbotti di jeans,
Il “chiodo”,
I Kiss (oh, ragazzi, i Kiss, mi pare che domani suonano a Milano),
Faber Cucchetti,
Il Much More,
Il Laverda LZ 125 col cambio a destra e il freno a sinistra,
Le cinture di “El Charro”,
I piumini, in ordine di apparizione: Ciesse, Dolomite, Moncler, Millet.
Le Timberland da barca (arma di distruzione di massa bandita dall’ONU),
Le feste allo “ShangriLà” all’EUR,
Le ragazze coi capelli cotonati,
Gli scaldamuscoli rosa…
Vabbè, me fermo.
grazie Al: bellissimo ricordo!
[un mio amico "ricco" che aveva avuto un amiga, mi prestò per un annetto il suo msx2 - giusto? si chiamava così? mi ricordo un gioco bellissimo, un platform: Vampire killer. e poi smanettavo nei dischetti alla ricerca di non so cosa]
e.
Ma che spettacolo Stè! Me lo son goduto ’sto post! Che buono il lemonissimo (e pensare che oggi ho scritto qualcosa mangiando un ghiaccolo all’amarena, quanto prima la pubblico!).
Bei tempi andati i nostri… e dire che io son pure un anno più vecchia di te… ma si può dire che l’era geologica è quella insomma..
Rammento con gioia il mio primo telefonino… un Galileo vecchio stampo, grande quanto una cabina telefonica… e il mio primo pc che nel mentre che si accendeva facevo a tempo a farmi una doccia e tre shampoo…
Insomma… era tutto così casareccio allora però sapeva di buono, come il pane appena sfornato…
M’hai fatto venì nostalgia Stè…
si… ma il buco nell’ozono???
L’ MSX era il contro-Amiga, andava un po’ più sulla console che sul computer, ma in fondo era la stessa cosa. Era anche il periodo dell’Atari ST (che ancora stranamente trovi in qualche sala di registrazione). Erano tutti quegli aggeggi che anticipavano la filosofia Apple (e avevano in comune con Apple il processori Motorola). Amiga e Atari furono i primi ad avere un’interfaccia grafica (mouse puntatore e icone) quando i compatibili IBM ancora manco esistevano e se esistevano c’era solo il DOS.
Purtroppo il gioco che dici non me lo ricordo, ma io ero più per gli “Adventure”, testuali prima e grafici poi.
Non ho notizie sul buco nell’ozono, forse ha cambiato nome o domicilio.
Altra cosa che dmenticavo: le sale giochi !!!!
Ormai rimangono pochi esemplari, pieni di videopoker e minispacciatori, ma allora quante e di che qualità… e che giochi!
Qualcuno era già a Roma quando aprì Giocagiò a via Ottaviano incrocio viale Giulio Cesare ? Meta di pellegrinaggi da mezza Roma, era una sala giochi su due piani dove trovavi sempre le ultime novità. Non si sa i soldi che gli ho dato. Una volta, in due, sfruttando un bug che ad un certo punto ti dava vite infinite, abbiamo fatto una partita a Galaga di otto (8!) ore consecutive con 200 lire. Siamo rimasti negli annali, ci portavano da bere e dietro avevamo fatto la folla.
Giorno di lutto nazionale quando andò a fuoco tutto, ma risorse dalle ceneri e durò altri 4-5 anni.
Ci sono passato qualche tempo fa. C’è un negozio di minchiate cinesi. Tristezza immensa.
dove si parla di anni ‘80 ci sono anche io.
sono nata nel ‘73 e io il lemonissimo lo pagavo 250 lire ( a volte anche 100, la negoziante dell’angolo ce li regalava).
no, resisto e non commento niente altrimenti vi tiro una pezza da paura…ma un paio di cose voglio dirle, anzi no, DEVO dirle…
chi ascoltava i duran duran non poteva ascoltare ed apprezzare gli spandau ( anche se poi lo si faceva di nascosto)
se non avevi il mascara colorato venivi emarginata
ma soprattutto
sono fiera di aver portato i pantaloni con l’orlo sopra la caviglia, le giacche con le spalline e soprattutto gli abiti fosforescenti, in particolare i fantastici calzettoni di spugna verde pisello ( e non prendevo nemmeno la xamamina prima di vestirmi).
hanno ragione gli afterhours: non si esce vivi dagli anni ‘80…
marò che nostalgia….
p.s. oltre cindy lauper un’altra rivale di madonna era patsy kensit, leader degli inglesi eight wonder
p.s. 2 il buco dell’ozono è colpa ti toto cutugno
p.s. 3 enpi tag, accattittiemmelllopiquerreesseti lo dici agli amici tuoi, se no chiamo mio cuggggino—> ho conservato le tue istruzioni pur non avendoci capito una mazza ( ok, ammetto non mi ci sono sbattuta, lo farò domani)
ah scusate, ma nessuno di voi mangiava il Laser? il ghiacciolo a cinque gusti?
no, però avevo la penna a quattro colori, fa lo stesso?

e.
io la penna a 4 colori ce l’ho tuttora!
ne ho prese 20 in stock su ebay…
quella bianca e azzurra, con i colori blu, rosso, nero e verde
quando la porto in riunione sono cosi fiero!
ORGOGLIO ANNI ‘80!
Quella è più ‘70, però, eh ?
Io me la ricordo già alle elementari, quella della Bic.
Peraltro le ho viste alla Metro, in scatole da 24 pezzi, stavo per comprarle.
Ma qualcuno di voi con quella ci faceva il lanciapalline di carta ?
Si fa così:
Si abbassa una delle quattro linguette, si tiene la penna in posizione orizzontale con la punta verso il corpo, si sistema una minuscola pallina di carta sull’incavo lasciato libero dalla linguetta abbassata (che ovviamente deve stare verso l’alto), poi si punta e si tira una delle altre quattro linguette.
Quella che era abbassata scatta in avanti, proiettando così la pallina anche a discrete distanze, dipende dal peso della stessa, ma con l’esperienza si arriva anche a cinque metri.
Più comodo rispetto alla classica cerbottana fatta con la cannuccia della Bic normale, perchè dopo il misfatto non bisogna rimontare niente e la penna mantiene le sue sembianze, minimizzando il rischio di essere “sgamati”.
io facevo gli areoplani…
infilavo il righello nell’asticella che serve a bloccare la penna nel taschino…
ovviamente con il tempo i miei aerei erano sempre più elaborati. più penne, più righelli, più note sul diario. perchè li lanciavo, anche…
Fantastica la penna a quattro colori della bic!!! Io pure ce l’ho ancora e dovreste vedere quant’è utile quando, in veste di ufficiale di campo, referto le partite di basket! I miei colleghi se ne vanno sempre in giro col loro carico di penne (servono penne di più d’un colore per compilare un referto!) io, invece, sfoggio la mia bic
Qui da me la vendono all’edicola della stazione…
demì, referti le partite di basket???
riesci a trovarmi una squadra romana di bassa categoria che voglia ospitare una ex promessa della palla a spicchi italiana, rovinata in tenera età dagli abusi e dalle troppe donne?
io preferivo la replay.
insomma, il Laser lo mangiavo solo io? ( menta, arancia, limone, lampone e coca cola)
@ sigaretta
Lo mangiavo anche io il Laser!
Piccolo amaro particolare : ero già, come dire, grandicello!:)
ma che amaro e amaro zeman?
era buonissimo il laser… soprattutto se lo rubavi dalla confezione privata del babbo, salendo in punta di piedi sulla sedia per arrivare al freezer…
@ LCNE
…….ecco perchè non ne trovavo mai!
Ciao amico 24enne. Sono anch’io del 1984 e il tuo post mi ha commosso.
Comunque vorrei aggiungere che quelli che usavano il super-tele al posto del supersantos erano degli sfigati.
Che siamo stati gli ultimi ad andare in giro con la Vespa Hp e il Si Piaggio con la MISCELA!
Siamo la generazione della Fiat Uno, di Giochi Senza Frontiere e di Bim Bum Bam.
Abbiamo Vissuto tutte le riforme scolastiche italiane.
Non avevamo l’aria condizionata ma i Ventilatori.
Nel mio paese sono tra gli ultimi ad aver giocato a calcio per strada (ora vanno tutti nei calcetti a 5 euro l’ora)….
vorrei mettere un link del tuo blog sul mio, posso?
Ciaoo
Dimenticavo enpi, io sono di bisceglie…ciaoo
ciao Gulliverstravels.
grazie mille; il ventiquattrenne è Lecoincidenzenonesistono, barese emigrante (è a Roma, adesso).
certo che puoi mettere un link; anzi ci fai un piacere.
qual è il tuo blog – così diamo un’occhiata?
e.
[uno di 'sti giorni mi vengo a fare un bagno a Bisceglie]
Il mio Blog è:
http://gulliverstravels.wordpress.com/
vi aspetto
Benvenuto gulliver
il piacere è nostro!