
Qui su Mrt ne avevamo parlato tanto tempo fa, di Caroline. Di come comprare una fattoria nel Wisconsin potesse mettere in ginocchio, o quasi, lo vedremo alla fine della storia, l’economia globale e il capitalismo di mercato.
Una farfalla che batte le ali a Brisbane che fa tremare la terra a Stoccolma.
O qualcosa del genere, insomma si è capito.
Adesso ci troviamo qui, un anno dopo, e siamo punto e a capo.
.
e
a
capo
Caroline che si compra la fattoria, ci alleva i maiali e cura il granoturco, è come il piccione che finisce nel motore e impedisce all’aereo di decollare, il granello di sabbia che inceppa l’acceleratore di particelle di Ginevra.
Come una cosa che dimentichiamo a casa e, dopo essere arrivati dall’altra parte della città, ci rendiamo conto, e dobbiamo tornare indietro,
E’ passato un anno, di più, e siamo sempre qui.
Il mondo è infestato di prestiti fatti alle varie Caroline impacchettati che sono diventati spazzatura. Non solo il mondo ne è pieno, ma in anni di tassi di interesse molto bassi è stato consentito alle più grosse istituzioni finanziarie del mondo (e non alla cassa del credito di monticelli brusati) di costruire strumenti finanziari sempre più complessi, di venderli in giro per un valore molto più alto del valore della banca stessa. Senza sapere bene che cosa ci stesse dentro. Leva finanziaria garantita dai pagamenti di Caroline.
Che non ci sono più.
Noi ce li immaginiamo facilmente pensando alle ecoballe campane. Monnezza che si impacchetta e si vende in giro. E poi brucia, prima o poi, da qualche parte.
Comunque la soluzione, se ci sarà, passerà per strade sorprendenti, se ne vedono già i primi segni tangibili.
Il Wisconsin, gli Stati Uniti, dove è cominciato tutto, è anche il posto in cui tutto deve finire. Il centro del capitalismo libero deve rivedere il suo modello. Non c’è più la mano invisibile del mercato che prima o poi sistema tutto.
Viene salvata sull’orlo del baratro Bear Stearn. Lehman Brothers fallisce. Si nazionalizzano Fannie Mae e Freddie Mac, due società che hanno contribuito al disastro, ma che non possono fallire. La Fed statalizza Aig, uno strano animale, il più grosso assicuratore del mondo. E chi assicura gli assicuratori?
E poi venerdì, udite… Il Tesoro americano mette sul piatto 700.000.000.000 di usdollari e compra i titoli più tossici che stanno nelle pance delle banche. Così, mentre Caroline va in malora, mentre la sua fattoria cade a pezzi, mentre il 12% delle case americane vendute in questo modo (più di una su 10, tantissime) è ipotecata, ogni cittadino americano pagherà, se gli va bene, oltre 2.000 dollari (neonati compresi) per nazionalizzare la monnezza. Strutturata, però.
A grandi linee, questa è la soluzione, per i dettagli si vedrà.
In ogni modo qui si parla di salvataggio statale, regolamentazione, pianificazione del mercato.
Nazionalizzazione.
Che parola comunista, per essere americana.
Gli Stati Uniti d’America che pianificano e rendono statale?
Si può vedere anche questo, nel libero mercato delle meraviglie.
Qualcosa sta cambiando, forse stiamo solo per girare un’insignificante pagina, anche se io non credo.
Intanto, ed è un dato di fatto, benvenuti in U.S.S.R. (United States Socialist Republic).


da leggere in sequenza:
questo post del teatrodegliorrori
e la sua “conseguenza”, sul blog di Ernesto Aloia:
http://icompagnidelfuoco.splinder.com/post/18559158