[1953. William Burroughs, La scimmia sulla schiena, pp. 213-4; titolo originale: Yunkie, trad.: Bruno Oddera]
[...] il Lola non aveva né un passato né un avvenire. Il locale era una sala d’aspetto.
Stavo in quel bar leggendo il giornale. Dopo qualche tempo abbassai il giornale e mi guardai intorno. Al tavolo vicino qualcuno stava parlando di lobotomia. “Recidono i nervi.” A un altro tavolo due giovanotti tentavano approcci con alcune ragazze messicane. “Mi amigo es muy… muy…” Cercava la parola adatta. Le ragazze ridacchiavano. Le conversazioni erano di una banalità da incubo, dadi parlanti versati nelle sedie di tubo metallico, aggregati umani che si disintegravano in una follia cosmica, eventi casuali in un universo morente [...]
MAPPATURA

