cos’è la scrittura? cosa vuol dire, scrivere? son domande frequenti. io ho letto molte risposte, e molte sono giuste.
ma le risposte – e questo vale per tutto – non contano mai, non servono. le cose le devi sentire. le devi provare, poi puoi anche dire: cazzo era esattamente come diceva, scriveva, cantava ecc. quello lì.
e scrivere sì, io credo che sia così: lo devi fare perché non ne puoi fare a meno, perché è la soluzione dei tuoi problemi, perché altera i tuoi bioritmi, gli alti e i bassi, e li mette in equilibrio: scrivi ché stai male e ti plachi; scrivi ché stai bene e ti spegni, dolcemente.
eccitante, terribilmente.
ecco: scrivere è come fumare. è dipendenza da nicotina, è necessità di essere retorici o asciutti o sperimentali. di raccontare una storia o di nasconderla. è l’illusione di risolvere le cose [un giorno, magari...] tue e del Mondo: di poter mordere le chiappe a dio.
vedi l’ho scritto: e forse non le morderò mai, le chiappe di dio, ma l’ho scritto, per dio!, e scrivendolo, l’ho fatto.
e ahia!
scrivere è mordere le chiappe di dio
19 aprile 2009 di enpi
MAPPATURA


‘taccitua Enrì !
Me potevi avvertì, prima, però…
Almeno intostavo il gluteo !
Ammazza, che stretta… e che sei, un mulo ?
eh eh.
me l’hai rubata questa, Al…
l’ahia finale era per l’automorso
e.
per me è terapeutico.
si, un po’, beh si.
uno stato d’animo forte, una valanga emotiva all’improvviso e scrivo.
due anni fa Giorgio Todde ( per chi non avesse letto niente di lui consiglio vivamente i suoi libri ) mi chiese “Perché lei sceglie la poesia come mezzo di espressione? ” ( che a dirla tutta mi è sembrata un po’ come la domanda vuoi più bene a mamma o a papà? ) e io risposi, con aria a metà tra fantozzi col peperoncino in bocca e il nerd che sta per essere menato dal bullo della scuola “Perché quando penso di aver qualcosa da dire è l’unica forma di espressione alla quale penso”.
Scrivo, scrivo molto.
Nel 99% dei casi cancello.
Errore, grosso errore ( a detta di tutti ) ma mi sembra quasi sempre di scrivere enormi cazzate di nessun interesse e cancello.
Ma scrivo.
Perchè? perchè si.
Perché si non è una risposta, ma nel mio caso si.
Scrivo perché si; un po’ come la tricotillomania ( leggera ) che mi porto dietro sin da bambina, come massacrarmi le orecchie quando ho sonno, l’avere una tartaruga sempre con me…fa parte di me.
Però non avevo mai pensato che fosse un po’ come mordere le chiappe a dio!
Sig., ho appena trovato – nella mia posta – la traduzione di un mio racconto in spagnolo.
non ho parole per dire cos’è rileggersi con un altro codice, diverso dalla tua lingua madre, e così tanto potente.
vale la pena, cazzo.
vale la pena…
e.
Terapeutico. Sì.
A proposito di traduzione,
che fine hanno fatto i racconti che mi dovevano mandare ?
Dai, dai, che adesso ho tempo, domani, chissà…
Scrivere è come graffiare le chiappe ad una valletta.
sì! oppure sculacciarla…
e.
( ecco, i soliti maschi…
)