Milano

«Ti è arrivata la copia di Tutta colpa del Sessantotto?»
«Macché non ho ricevuto niente, ma a che server ti stai appoggiando per ora, quello ai Navigli?»
«No, a quello di Sage, un’amica che sta vicino gli ex alloggi dell’università, non la conosci»
«Ah ok.»
«No davvero non la conosci, non sa neanche tenere una matita in mano, si occupa d’altro… dai come procedono le tele per la mostra nella cantina di Mainini?»
«Ma sai che a me ’sta cosa della mostra non mi pare una grande idea? Si perde tutto il progetto, la bellezza della carta, i colori, il semplice girare pagina… non so se fa per me.»
«Bello è finita l’era della graphic novel, cavolo è finita l’era di tutto.»
«A parte la TV.»
«Che noi non abbiamo… allora che faccio confermo per sabato?»
«Ma così non potrò raccontare niente, nessuna regia, zero stupore, tutte queste tavole sprecate…»
«Che pesantezza, sei peggio di una cena con Henry McCoy.»
«Ah-ah mucho simpatico.»
«Allora che faccio confermo?»
«… si.»


