Cari amici di MRT, questo mese non riesco a pubblicare il consueto capitolo della Guida Galattica, ma a lasciarvi senza qualcosa da leggere mi piange il cuore; così, ho pensato di pubblicare un racconto che avevo scritto nei primi anni Duemila. Spero vi piaccia!
NESSUN LETTO PER SPEEDY GONZAGA
Questa è la storia di Speedy Gonzaga e della sua controparte malefica, il Formaggio con gli Stivali. Tutto cominciò il primo d’aprile nella città gialla, dove Speedy aveva il suo quartier generale. Erano gli anni della corsa agli armamenti, e il nostro eroe era in veranda a lucidare minuziosamente la sua fida mitraglia, quando un colpo accidentale partì verso la testa della fidanzata di Speedy, una bionda mozzafiato di nome Mary. Ella guardò Speedy con occhi placidi, poi urlò con voce baritonale: “Ugh! Dobbiamo lottare per la pace!” Mentre la sua dolce metà crollava pedantemente sul pavimento, Speedy inspirò forte e decise che quella era la cosa giusta da fare. Si precipitò in soggiorno.
L’orologio ad acqua era stremato dall’afa primaverile e le babbucce di Pierconiglio si aggiravano tra i mobili di mogano spandendo la loro irrefrenabile sete di giustizia. Alle spalle di Speedy, in tutta la sua riposante ovvietà, si allargava la veranda. Un profumo inebriante veniva da oltre la porta del bagno. Speedy vomitò fuoco e proiettili sulle babbucce di Pierconiglio che, nonostante la loro proverbiale timidezza, si presero gioco della sua mira; mettendo a profitto la loro velocità, si rintanarono all’interno del lampadario. “Porca miseria” ringhiò Speedy con un sorriso. Dal bagno spirava un dolce olezzo di viola e lillà, mentre Mary riposava eternamente nella veranda. Speedy uscì al fresco. Mary, purtroppo, era morta. L’altoparlante brusiva alla popolazione: “Stasera al Whisky Pie, grande abbuffata!” Speedy prese mentalmente nota dell’imperdibile evento e si rituffò a testa bassa nel soggiorno. Raggiunse il bagno, ma il bagno non esisteva più: un giardino d’incommensurabile bellezza si estendeva a perdita d’occhio davanti ai suoi occhi. Speedy non si lasciò ingannare, fiutava con chiarezza l’intervento del Formaggio con gli Stivali; era pronto a girare i tacchi verso il soggiorno.
Immaginate quale fu la sua sorpresa quando scoprì che era sotto il controllo di una pattuglia nemica. Speedy si inginocchiò dietro il lampadario. Le babbucce avevano tagliato la corda. Chissà, forse le avrebbe rincontrate, alla fine. Ma ora era turbato da problemi più seri. Erano in troppi per sperare di abbatterli tutti; Speedy fiutò l’aria e seppe che il mondo gli chiedeva aiuto. L’unica risposta possibile era la porta del bagno. Gatton gattoni, guadagnò l’uscita e si arrestò davanti al vivaio. Estrasse la mitraglia e: BUDDHA BUDDHA BUDDHA, tre apparizioni celesti gli si pararono innanzi, parlandogli all’unisono. “Grazie, Speedy Gonzaga, ci hai liberato dalla nostra annosa prigionia; cosa vuoi? Esaudiremo ogni tuo desiderio.” Speedy sorrise e, più per zelo che per amore, disse solennemente: “Mi serve un’arma più potente per contrastare il Formaggio con gli Stivali.” La sua prontezza di spirito fu premiata: ebbe in dono un taglialegna. Sotto il beato sorriso delle divinità, saltò a piè pari in mezzo al soggiorno. La pattuglia era già andata via, lasciando un biglietto sulla schiena del gatto. Diceva: “Grazie dell’ospitalità; abbiamo bevuto tutto quello che c’era in frigo”.
FINE
MAPPATURA


psichedelico
BUDDHABUDDHABUDDHA!