L’altro giorno Andrea mi scrive che il fato si accanisce contro il Circolo Letture Corsare, si è rotto un tubo dell’acqua, Circolo allagato, la presentazione di febbraio forse salta.
Gli rispondo che i corsari non si faranno certo spaventare da qualche centimetro d’acqua, poi vado a dormire.
A un certo punto della notte mi accorgo di stare in mezzo all’acqua.
Anzi, di stare in un canotto sopra una distesa d’acqua. Stringo tra le gambe una copia del mio libro, metto giù le braccia e le uso come remi per spostarmi. L’acqua è fredda, e nera, ci saranno mica delle bestiacce lì sotto?
Poi inizio ad abituarmi all’oscurità. Davanti a me ci sono delle ombre che si muovono sull’acqua.
Mi avvicino.
E’ gente che galleggia aggrappata a salvagenti a forma di pnenumatico. Anzi, no, mentre mi sposto in mezzo a loro vedo che sono proprio dei vecchi pneumatici. Sono uomini e donne di tutte le età, con le labbra tremolanti, la pelle livida, i capelli spalmati sulla testa.
Penso di dargli conforto leggendo qualche pagina del mio libro. Così non pensano al freddo.
Non la prendono bene.
Dopo qualche minuto che leggo, inizio a sentire dei brontolii. Poi si levano i primi insulti. Sempre più rabbiosi. Bastardo! Maledetto! Crepa!
Finchè qualcuno prova ad assaltare il cannotto. Si aggrappa al bordo, con la bocca schiumante le peggio cose contro di me. Riesco a ributtarlo nell’acqua. Ma gli altri stanno già seguendo il suo esempio. Si lanciano sul mio cannotto. Sono troppi, non ce la faccio a respingerli. Lotto in piedi con un paio di energumeni. Il cannotto oscilla sempre più violentemente, e fatalmente si capovolge. Piombo anch’io nell’acqua. Ci sono delle braccia che mi tengono giù, per impedirmi di respirare. L’ultimo mio pensiero è per la copia del libro. Chissà che fine farà.
MAPPATURA

