gb – al secolo Giacomo Buratti – mi ha carpito dieci risposte, a dieci domande. poi – insinuando che io abbia cinquantacinque anni [!] – le ha pubblicate su lacollanadellaregina.
quattro passaggi – quasi – a caso:
L’iPad è un grosso iPhone che non telefona, e costa un sacco di soldi: l’unico modo per venderlo è comprare spazi pubblicitari nei sogni dei consumatori. Un normale netbook fa le stesse cose di un iPad, le fa meglio, ha una tastiera, ha un sacco di porte usb (l’iPad nemmeno una), è più pratico, e costa meno della metà.
La verità è che Cameron ha copiato Peyo, il creatore dei Puffi, che poi si chiamano Schtroumpf. I Puffi sono blu, hanno una loro lingua, convivono con una Natura benigna, mangiano le puffbacche. Il cattivo, l’umano (tale Gargamella) crea in laboratorio un avatar, Puffetta. La crea per carpire informazioni, e per creare scompiglio. Alla fine, però, Puffetta diventa un vero puffo, e tradisce il suo creatore. Niente altro che la trama di Avatar.
Lo scenario che preferisco è questo: e-book di narrativa in vendita a 1, massimo 2 euro, manualistica a qualcosina in più, il resto liberamente scaricabile. L’editor – già malpagato – non è a rischio. Al massimo dovrà implementare le proprie capacità e intendersi anche di conversioni in e-pub. È l’editore tradizionale che rischia.
Io credo che servano, i libri. Serve Debord e serve Hakim Bey. Non cambieranno il Mondo e non cambieranno chi li legge, ma servono a “riconoscersi”, a sentirsi meno soli. E anche a sentirsi meno unici e meno bravi e meno geniali. I libri dovrebbero insegnare l’umiltà. Davanti ad alcuni saggi, ad alcuni romanzi: bisogna togliersi il cappello.
MAPPATURA

