Virginia l’ho sempre patita.
Veramente una decina d’anni fa no, non la pativo. Anzi, eravamo grandi amici. Si chiacchierava bene insieme, un sacco di interessi in comune.
Quando mi spaccai il ginocchio e mi operarono e fui costretto a tornare per due settimane a casa dei miei perchè dovevo tenere in alto la zampa fasciata come quelli delle vignette, Virginia venne anche a trovarmi. Mia madre la costrinse a fermarsi a pranzo, felice come una pasqua che aveva il figliolo randagio tornato a casa e pure questa bella ed educata ragazza che era venuto a trovarlo.
Virginia mi invitò anche un paio di volte a Milano, era il periodo che frequentava lì una specie di master e divideva un appartamento con altre due ragazze. La prima sera andammo a sentire un concerto di un gruppo che alla radio suonava benissimo e dal vivo uno schifo, ma ci divertimmo ugualmente. La seconda sera a Milano glielo dissi.
Da lì in poi cambiò tutto, a partire dal suo atteggiamento nei miei confronti.
E da lì in poi ho iniziato a patirla. Sì, ci si vedeva ancora, nel gruppo degli amici comuni, ma non era più la stessa cosa. Io ero sempre in imbarazzo, la pativo proprio, Virginia del resto non faceva nulla per sbarazzarmi dall’imbarazzatura, almeno dire qualcosa tipo massì mettiamoci una pietra sopra.
Poi ci si allontana, ci si perde di vista, qualche mail formale ogni morte di Papa.
E infine capita che faccio la prima presentazione del mio libro nella cittadina dove vivo. Facile giocare in casa, lo sguardo benevolo degli amici a sottendere dì pure qualunque cazzata tanto ti vogliamo bene lo stesso.
Arriva anche Virginia e si accomoda in fondo alla sala.
La presentazione va bene, alla fine sono proprio rilassato, scherzo con tutti, faccio pure il coglione che scrive le dediche sulle copie che gli porgono.
Poi si presenta Virginia.
Mi fa i complimenti e mi porge la sua copia per la dedica.
Guardo la pagina bianca che stringe tra le dita. E mi blocco.
Rialzo lo sguardo su di lei e non trovo di meglio che chiederle: che cosa ti scrivo?
Mi fa una faccia molto simile a quella che mi fece quella volta a Milano, quando glielo dissi.
MAPPATURA


….Virginia del resto non faceva nulla per sbarazzarmi dall’imbarazzatura…
molto bello..
a.m.
grazie a.m. !
p.c.