mi è capitato, nei giorni scorsi, di leggere Milano non è Milano, di Aldo Nove, della blasonata collana Contromano. detto fra noi: per fortuna il libro non era mio, e posso restituirlo. leggendolo, ho pensato: bene, spero che l’anticipo della Laterza sia stato buono. non c’è niente in questo libro.
Amore mio infinito, del 2000, quello sì che era un gran libro: pieno, denso, scritto bene e congegnato meglio.
leggendo Milano non è Milano, a tre quarti del libro, mi imbatto in una dissertazione storica su Milano, scritta alla maniera di Nove, senza virgole, tutta d’un fiato. Veronesi sotto qualche droga che inibisce i nessi. ecco: leggendo quelle pagine, ho pensato “io l’ho già letta ‘sta roba”.
il passo in questione comincia così:
E arriva Carlo Magno fa fuori Desiderio ultimo re longobardo nel 774 ma alla sua morte [...].
allora apro Amore mio infinito – libro bellissimo, dicevo – e trovo:
Arriva Carlo Magno fa fuori Desiderio ultimo re longobardo nel 774 ma alla sua morte [...]
e continua così per cinque lunghe identiche pagine. una sola variazione, alla fine, ovvero qualche aggiunta “storica” – Milano non è Milano è del 2004: dieci righe in cui si accenna alla Bicocca, all’Iraq.
la cosa strana – a parte l’autoplagio, che non è minimamente segnalato – è che quel passaggio, dentro Amore mio infinito, mi era piaciuto. molto. come tutto il libro. riletto dentro Milano non è Milano mi ha annoiato. l’ho letto in fretta, per farlo passare presto. come tutto il libro.
MAPPATURA


A me non piacque nemmeno “Amore mio infinito”, pensa un po’, a parte alcuni passaggi, davvero belli, tutto l’insieme lo trovai inutile, troppo corto (e troppo caro, come tutti i libri einaudi che compri di prima mano, mannaggia, anche se questo mi è arrivato di seconda, come ormai faccio da tempo con gli Einaudi e i Mondadori).
L’autoplagio credo sia una bella cosa quando ha un qualche senso, come riprendere una vecchia riflessione a distanza di anni perché si è cambiato magari idea, ma da quello che ho capito qua l’unico senso che c’è è la mancanza di idee (no?), allora non è bello
(ma sei già tornato dalle ferie?)
C.
un chiaro caso di ‘autocitazionismo’! vediamo se nove viene a difendersi pubblicamente in questa sede
well spotted, direbbero i perfidi albionici
Chiara: sì, tornato ieri. stremato e contento, ho dormito – ieri – non so quante ore
Davide: in effetti, come diceva in parte anche Chiara, può – anche- avere un senso prendere cinque pagine di un tuo libro e copiarle integralmente in un altro libro.
io trovo Amore mio infinito un gioiellino. e sono certo che Nove stesso sapeva che libro inutile, invece, stava vendendo a Laterza. probabile che il senso sia qui: “guardate, voi che mi leggete, che mi avete già letto, che accozzaglia di povere cose ho messo in questo libro, e non giudicatemi per questo Milano non è Milano, ma per le altre mie cose…”.”
Milano non è Milano che, in effetti, è un copincolla di informazioni – scarse – prese in Rete, più qualche – scarsissima – impressione personale.
ciao a entrambi!
e-
@enpi
Be’, posso dire che a me comunque Nove non è mai piaciuto?
Poi: lo so che in internet trovo tutto, ma siccome (e son sincero) mi piace quando mi spieghi le cose, che cos’è “Contromano”?
MS
Contromano è la collana di narrativa di Laterza. Prendono i migliori scrittori italiani e chiedono loro di scrivere delle sorte di guide sentimentali – immagino che l’idea sia venuta da “Venezia è un pesce” di Scarpa, o comunque quello è il modello.
[e, fra l'altro, un Contromano di Tiziano Scarpa è uscito proprio quest'anno]
anni fa lessi quello di Pascale, sul Molise, ed era un buon libro [ma a me Pascale piace molto].
dall’idea iniziale, delle guide sentimentali, si è passati alle “autobiografie”, come quella di Cassini, l’editore di minimumfax. diciamo che la caratteristica comune, ora come ora, è un io narrante che coincide con l’autore.
mi dicono che quello di Giorgio Vasta, uscito sempre quest’anno, è molto buono.
fine spiegazione
e-
ps
ma davvero non vi piace Amore mio infinito?
@enpi
Grazie della spiegazione!
No, fermo: «Amore mio infinito» non l’ho letto. Di Nove ho letto qualche libro tanti anni fa, e ho detto: mai più. Miope e razzista, lo so, ma devo essere proprio in vena
MS
be’, allora te lo consiglio, Matt. è uno di quei pochi libri da leggere assolutamente di quel decennio là, tipo Metallo urlante [quando, insomma, Stile libero era Stile libero].
@enpi
No, dai, «Metallo urlante» no… Non son mica riuscito a mandarlo giù…
MS
Ehi! Evangelisti non me lo devi toccare!
e-
io di Nove ho letto “a schemi di costellazione”, una raccolta di poesie, e devo dire che mi ha positivamente colpito.
“Metallo urlante” l’ho abbandonato intorno a pagina 30
Invece confermo che il Vasta contromano uscito quest’anno è bellissimo.
concordo con enpi… amore mio… a me è piaciuto assai (molto di più dei primi due in piena era “cannibali”), e quelle pagine prima del finale “spaccavano” davvero….
riproporle cosi mi sembra davvero una roba triste.
ehi, ma sono l’unico al mondo allergico a questa collana di Laterza?
A me i contromano piacciono un sacco anche:
per il formato, ci sta in tutte le mie borse
per la grafica di copertina
per i costoni colorati
per le alette, diolebenedica.
Se interessa, sono al 15% fino a dopodomani.