c’è un’ironia facile su chi vive per strada. e si fanno troppe poche cose, per chi vive per strada. anche Asfalto, che era un progetto importante, a Bologna, non c’è più.
un ragazzo di strada
24 settembre 2010 di enpi
24 settembre 2010 di enpi
c’è un’ironia facile su chi vive per strada. e si fanno troppe poche cose, per chi vive per strada. anche Asfalto, che era un progetto importante, a Bologna, non c’è più.
non conoscevo Asfalto.
“L’idea che ha dato vita ad Asfalto non è morta, tornerà forse in altre forme e luoghi”
io credo che sia così. non voglio apparir cinico, ma in altre forme, sì. il tempo del racconto è infinito.
be’, oltre a far da mensa, organizzavano dei corsi ecc.
al momento non c’è più.
eh ma non credo che non ci sia più bisogno di questi posti. è un periodo di merda per cose del genere, il pubblico taglia o nega l’accesso ai finanziamenti.
forse è solo finito il periodo in cui questi posti venivano accolti come “risorsa” dal pubblico (do a pubblico la doppia accezione di amministrazione comunale, per dire, e pubblico come utenza). però non conosco la situazione bolognese, né asfalto. quindi rischio di diventare vago e presuntuoso.
“forse è solo finito il periodo in cui questi posti venivano accolti come “risorsa” dal pubblico”
sì, è che non mi sembra una buona cosa, questa…
Il punto è che se ne parla in termini di “cose del genere” (scusa se prendo a prestito l’espressione), o è così che, a pelle, vengono percepite. Stiamo diventando una società a caste, senza una cultura ufficiale che le fondi, quindi una società in cui ciò che è vero è irreale e ciò che è irreale è raccontato come vero, per cui, nel suo brutale pragmatismo, ciò che è inquadrato come concernente i senza casta è legittimamente ignorabile, soprattutto quando incide sul bilancio.
perché no? quanto alle risorse economiche, bisogna reinventarsi. è ovvio che per Asfalto questa è una sciagura e c’è tanta delusione, ma non è detto che facendo a meno del pubblico (non so come; o forse lo so)…
il pubblico come utenza invece è uno stato mentale.
“una società in cui ciò che è vero è irreale e ciò che è irreale è raccontato come vero”
mi piace assai, è Debord puro!
e-
Che curioso, questo video…