Il vicesindaco di Milano, De Corato, uno decisamente di destra, aggredito da un ambulante che gli urla “mafioso di merda”, e gli sbatte in faccia una multa, che non vuole pagare. Poi lo riempie di schiaffi. Poi c’è Capezzone, e il famigerato uomo dell’identikit, quello che avrebbe teso un agguato a Belpietro. Un “pizzaiolo precario” (così si è autodefinito) colpisce con un casco un quindicenne, durante la manifestazione nel giorno della Fiducia – comprata un tanto al chilo – al governo Berlusconi. E gli scontri di quel giorno: celerini che prendono a calci manifestanti a terra, e manifestanti che incendiano mezzi della Guardia di Finanza, e macchine – tutte costose, fra l’altro – di gente normale.
Mercoledì il Movimento – parola che torna, ogni tanto, nella nostra storia, nella storia di questo Paese dalle idee confuse, e disastrato – torna in piazza. Torna per protestare contro il decreto Gelmini. Sono due anni che protestano. Erano l’Onda, ora sono Movimento.
Quando esisteva ancora il Pci, partito di massa, c’era il servizio d’ordine, alle manifestazioni. Gente cazzuta, con l’Unità sotto il braccio, e – dentro al giornale – un’anima di ferro. Faceva male l’Unità di ferro. A me, me l’han solo raccontato. Io, alle manifestazioni non sono mai andato. Un po’ perché in provincia non se ne fanno, un po’ perchè non c’ho mai creduto. E poi mi dànno fastidio i luoghi affollati, pure la coda per uscire dal cinema, mi dà fastidio.
La violenza. La violenza esiste. Subdola o manifesta. È intorno a noi. Di certo non è un gioco.
Abbiamo fatto un patto sociale. Il patto è: non useremo la violenza. Useremo le parole, useremo le idee. Useremo altro. La violenza no. Perché è troppo facile. E perché lo Stato è più violento di noi. Lo Stato è armato, ha tutto: mitra, fucili, pistole, aerei – costosissimi, per altro. Hai voglia a tirare sanpietrini.
Bisogna fare qualcos’altro. Il ragazzo colpito col casco, in pieno, ha rischiato di morire. Stava tirando una mela. Io non mi sento di biasimarlo. Cazzate ne abbiamo fatte tutti. Chi non le ha fatte è nato vecchio. Lui si è preso un casco integrale sul naso, a tradimento. Mentre tirava una mela, pensando di fare qualcosa di buono.
Le folle fan paura. Nascondono perfettamente le teste di cazzo. Ho visto i video degli scontri. Quelli organizzati, colpivano e scappavano. Quelli che si son fatti prendere dalla piazza, affrontavano i celerini. Ho visto un ragazzo che tirava giù un poliziotto. Poi sono arrivati gli altri poliziotti. Tutti quelli che passavano gli davano una manganellata. Poi un poliziotto, quello che deve prenderlo in “custodia” gli dà un calcio nello stomaco. Finché non arriva il classico vicequestore della Celere, enorme butterato e saggio, che ferma tutto.
Ma i ragazzi che sono in piazza, cosa vogliono? Vogliono un futuro. Nel senso letterale del termine. Vogliono un pezzo di carta che li renda parte del Sistema. Un lavoro. Le vacanze. I viaggi.
Questi governi, questa gente, i Berlusconi e i D’Alema, non hanno tenuto fede al patto sociale. Loro, per primi. Sono violenti. Hanno privatizzato – = permesso guadagni a privati, privati ricchi o furbi – hanno precarizzato (si chiama riforma Bersani, attenzione!), hanno svuotato di risorse e cultura il Paese.
Le proteste, però, così come sono concepite, fanno parte di questo Sistema. Parte integrante. C’è stato il ’68, il ’77 e la Pantera. Nessuno ha vinto. Nessuno di loro.
Bisogna fare altro. Fottere il Sistema con le sue stesse armi. Smettere di consumare, per esempio. Smettere – quasi – del tutto. Non comprare vestiti. Non usare l’automobile, non comprare benzina. Non pagare la rata dell’università. Al sistema interessiamo in quanto consumatori? Noi possiamo smettere di consumare. Consumare la metà. Consumare un terzo. Se lo facciamo tutti, questo Sistema crolla.
Io, un Sistema che crolla, che implode, lo vorrei vedere.
[una sola richiesta: nessuno tiri in ballo Pasolini e Valle Giulia, per favore. PS a Valle Giulia, per dire, c'era anche Giuliano Ferrara, a scontrarsi coi poliziotti]
MAPPATURA


Ottimo intervento, Enrico. Consumare solo l’indispensabile e spendere eticamente sarebbe la più efficace manifestazione di protesta, ma temo sia ancora impraticabile. E ce ne vorrà…
Quanto a Pasolini e Valle Giulia, concordo pienamente. Sarebbe ora di seppellire una volta per tutte il corpo martoriato del poeta. Ma anche per questo ce ne vorrà…
più che altro, Gianl, ‘sta cosa di Valle Giulia vien tirata fuori sempre, e davvero pochi l’han capita, fino in fondo.
è un po’ come certi classici che – quasi – nessuno ha letto e tutti fingono di aver letto [La ricerca, L'Ulisse ecc.], e li buttano in mezzo, in un discorso, così.
ciao Enrico, concordo su un punto e dissento su un punto:
concordo: la violenza, oltre che moralmente deprecabile (ma qui ci sarebbe da parlarne: da Sorel a Vollmann), è soprattutto inutile. dici bene: lo Stato ha i mitra, gli studenti i sanpietrini.
dissento: “bisogna fare altro (…) questo sistema crolla”. non credo a nessun discorso che comincia con “se lo facciamo tutti…”, e non perché non ci creda in teoria – semplicemente perché non lo faremo mai tutti.
tendo a considerare interessanti più le azioni praticamente produttive (le strategie, se vuoi) che non i discorsi di principio e tendo a privilegiare le forme creative di trasformazione rispetto agli atti estremi / alle forme d’ascesi.
pienamente d’accordo anche quando dici che “le folle fan paura”, l’ho sempre pensato.
ciao,
G.
be’, comicia con “bisogna fare altro”, in realtà
Qui siamo all’800, più che agli anni ’70.