Moratti e Pisapia,
casa mangia casa
di Stefano Feltri
Persi nelle rievocazioni storiche degli anni di Piombo, sia Giuliano Pisapia che Letizia Moratti hanno dimenticato un tema che poteva essere decisivo nella campagna elettorale per Milano: la casa.
Perché la Moratti non ha tirato il suo affondo ricordando la compagna di Pisapia, la giornalista Cinzia Sasso, che abitava nelle case del pio albergo Trivulzio con gli affitti scandalosamente bassi? Elencare le versioni contraddittorie fornite dalla coppia avrebbe messo in un certo imbarazzo Pisapia. Che, a sua volta, avrebbe potuto infierire evocando le meraviglie della Bat-Caverna meneghina arredata da Gabriele Moratti (all’insaputa della mamma?) in spregio di ogni norma urbanistica.
Dietro l’apparente scontro frontale di questi giorni, insomma, regge un perverso fair play tra i duellanti: tu non parli di casa mia, io non parlo della tua. Altro che anni di piombo.
MAPPATURA


Ah, caspita… questa cosa non la sapevo.
Grazie mille per il commento Stefano.
CIAO!!!
Da elettore di Pisapia avrei preferito che avesse detto subito che la sua compagna era stata in affitto in una casa del Pio Albergo.
Pero’ rifiuto questa logica.
Le 2 vicende sono completamente diverse. La casa fu assegnata a Cinzia Sasso anni prima che diventasse la compagna di Giuliano Pisapia. Ed è una brutta vicenda che riguarda Cinzia Sasso.
I lavori della casa di Gabriele Moratti sono stati fatti mentre sua madre era sindaco e i tecnici del comune dovevano controllare che venisssero rispettate le norme.
Anche il fatto che la vicenda Trivulzio non sia stata usata, non è vero. Basta andare a vedere i titoli dei giornali di famiglia nei giorni in cui è uscito lo scandalo della Baggina.
Detto questo, in quella vicenda, i politici che usufruivano degli affitti scandalosamente bassi erano tutti del partito della Moratti.
Quindi, secondo me, è piu’ corretto dire che Lety non ha usato quella (ripeto brutta) vicenda solo per questo motivo. Lo dimostra, credo, la signorile uscita che ha regalato nel confronto televisivo.
Se avesse potuto, l’avrebbe usata. Eccome.
Sono stufo di rossi e neri tutti uguali.
Anche grazie a questo modo di pensare è 20 anni che a Milano governa la destra.
Sarebbe bello a volte parlare di soluzioni per qualcosa che riguarda la città – soffocare nello smog, un pgt che costruisce altri 160 grattacieli da 130 metri, mobilità dolce, riqualificazione delle periferie, cultura che muore.
E di un sindaco che non risponde su tutto cio’.
sì, per quanto mi riguarda, è decisamente tempo di turarsi il naso, e votare il meno peggio. perché, sì, c’è una differenza, decisiva, fra un Potere arrogante e ottuso e fascista, e un Potere mediocre. e io, oggi, ora, preferisco il Potere mediocre. quando – se – le cose si normalizzeranno, mi riprenderò il mio diritto di votare un partitino al 2 percento, utopico e utopista.
fino ad allora: viva il meno peggio!
sinceramente attendo il 13 giugno, quando il popolo conterà veramente qualcosa. di queste beghe partitiche poco me ne cale ormai.
il confronto tra le due affluenze farà molto riflettere credo… speriamo che qualche analista in doppiopetto ci faccia un pensierino.
@ itdo
“Se avesse potuto, l’avrebbe usata. Eccome.”
Era proprio quello che intendevo dire, riportando questo commento di Feltri (Stefano!!!)