puntate precedenti: un anno fa [se hai tempo, puoi leggere questo post e quest'altro] qui, su Mrt, lanciammo l’idea di creare qualcosa di “più grande”, e di nuovo. qualcosa che comprendesse le riviste, i blog, i siti indipendenti: fare rete, insomma. era questo l’auspicio.
un anno dopo, in occasione del B.I.R.R.A., bagarre riviste indipendenti, che si è tenuto a Bologna, grazie a e dentro al Bartleby, se n’è parlato, e, mi pare di capire, s’è fatto anche un grosso passo in avanti. qui, Michele Barbolini ci racconta cosa ne è venuto fuori. in sostanza, sono state accettate le proposte di quella discussione che si tenne qui, fra decine di riviste blog collettivi progetti, un anno fa.
[...] darsi, forse, una struttura, una rete. Abbiamo proposto la creazione di un sito, quello dove ora scriviamo, che serva da strumento di connessione tra le diverse riviste indipendenti sul territorio nazionale (per ora) e internazionale (nelle ambizioni). Abbiamo pensato a cosa metterci dentro, a questo sito. L’idea di una mappatura convince tutti. Magari proprio a forma di mappa con le freccette nelle città e nelle campagne. Un primo passo per capire chi c’è e dove. Si è discusso di creare una sezione emeroteca/download, dove sfogliare e scaricare i numeri delle riviste. E anche acquistarle, passo più complesso. Per dare visibilità a tutti si è pensato ad una pagina con gli eventi, dove ogni rivista può inserire segnalazioni di presentazioni o festival. Oltre a questo la nostra proposta è che il sito diventi anche uno strumento di narrazione e di inchiesta, dove le riviste non solo si raccontino, ma possano aprire discussioni, narrare esperienze e condividere con la rete idee e progetti.
El Aleph, anche, dice la sua:
Il B.I.R.R.A. adesso appare però decisamente un’occasione diversa: giunti alla quarta edizione, constatando la costanza delle partecipazioni e la crescita delle riviste in seno alla bagarre, adesso si può cominciare davvero a parlare di uno strumento che metta i singoli periodici in comunicazione costante. Nel dibattere, nel promuovere eventi, nel coordinarsi con azioni comuni volte a promuovere insieme i propri contributi culturali. Di un luogo d’incontro, insomma.
di quanto dice El Aleph, io non condivido, fino in fondo, il passaggio su Primo amore, Moresco, Scarpa, Satisfiction. mi spiego: Gero Miccichè, che ha scritto il pezzo, si rammarica della mancata presenza/adesione dei progetti più visibili e “forti”. nel caso specifico: Il primo amore, Nuova rivista letteraria e Pulp Libri. ora, a parte il fatto che Pulp – per dire Pulp – non è presente in Rete, non esiste, in pratica, sul web. che Nuova rivista letteraria, io, lo ammetto, non so cosa sia. il punto è: io mi rammarico, piuttosto, per quei pochi – fra i rivistaroli, fra le ragazze e i ragazzi che vivono di passione – che ancora non conoscono l’esistenza del B.I.R.R.A, piuttosto. che non han potuto partecipare. ed estenderei l’invito a progetti che non siano propriamente riviste. dei “saluti” di Satisfiction me ne sciacquo i cosiddetti – per diversi ordini di ragione, che sono pronto ad approfondire, su richiesta. e spero che questa opinione sia condivisibile e condivisa. o comunque: sensata.
ecco, tutto questo per dire che: qualcosa si sta muovendo. e mi sembra si stia muovendo ottimamente. che mrt – in ogni modo – è a disposizione di questo progetto. che è meglio attrarre giovani idee coraggiose, piuttosto che sperare nell’adesione di riviste morenti, o prive di spessore culturale o morale.
MAPPATURA


Oddio l’articolo su Salinger ero riuscito a rimuoverlo, mannaggia a te!
Ciao Enrico,
mi fa piacere questa tua risposta, colgo l’occasione per chiarire qui un paio di punti: in primis, mi trovi perfettamente d’accordo sulla proposta di estendere l’invito a chi non abbia partecipato al B.I.R.R.A.
É stata avanzata da più parti alla tavola rotonda del Bartleby, è stata ripresa da Filippo Balestra nel corposo scambio di mail di questi giorni e pare che a tutti vada bene che il progetto della “rete” o “consorzio” possa estendersi ad altre realtà esistenti (non ho ben capito cosa intendi con “progetti che non siano propriamente riviste”, ma se ne può parlare). Tutti sono stati invitati ad aggiungere alla mailing list riviste che possano essere interessate.
Del resto la partecipazione è utile per tutti, alcuni potrebbero risultare stimolati dal progetto più di altri e dare un buon contributo attivo: ad esempio, io non sapevo che certe proposte fossero già state discusse l’anno scorso su questo sito, altrimenti penso vi avrei partecipato già un anno fa. La nostra rivista non era al corrente di un certo “fermento” (non è una recriminazione, probabilmente anche noi in questo abbiamo le nostre colpe).
In definitiva, ognuno è libero di coinvolgere chi gli sembri in linea con il progetto di cui si è discusso; ma adesso è, a parer mio, prioritario avviare il sito e coordinare le riviste presenti tra quello e Bookliners (operazione già di per sé non facile).
Passando alla seconda questione, il mio rammarico verso riviste con nomi più grossi aveva, in verità, intenti blandamente provocatori: noi di El Aleph siamo soltanto 3 ragazzi che gestiscono una rivista letteraria da 5 anni e mezzo. Penso ci sia ancora tanto da imparare. Penso che buona parte di noi “rivistari” abbia tanto da imparare. Sarebbe utile, perciò, potersi interfacciare con qualcuno che abbia un background editoriale e scrittoriale più solido, avere un parere sul progetto comune, in cosa risultiamo avventati, cosa può andar bene, cosa potremmo fare per migliorare.
Ho citato «Il Primo Amore» perché è una delle riviste che leggo con più assiduità, con tante firme che stimo (Moresco e Scarpa li abbiamo intervistati rispettivamente nei numeri 11 e 6 di El Aleph).
«Nuova rivista letteraria» è diretta da Stefano Tassinari e c’hanno scritto i Wu Ming, Fois, Arpaia e altri. Erano, insieme a Pulp, nello stesso banchetto al B.I.R.R.A., per questo li ho citati insieme.
Ho al contrario riportato la mail di Serino (senza parlare di Satisfiction, sulla quale non mi interessava esprimere considerazioni di merito) perché è stato l’unico ad esprimersi sulla questione mentre altri hanno semplicemente ritenuto di doversene tirare fuori. A Bologna vedevo alcuni molto scettici o disillusi riguardo la realizzazione di quanto si è parlato. Certi incoraggiamenti da parte di chi ha più esperienza per qualcuno potrebbero forse costituire buoni stimoli.
Questa è solo una mia riflessione che mi ha portato ad auspicare una maggior presenza (anche sporadica andrebbe benissimo) di certi scrittori e a “pungolarli” in tal senso (per quanto sia in potere alle mie deboli righe alephiche), perché siano fonte di stimoli ulteriore.
Di fatto, so bene che l’interventismo o meno dei “big” cambia poco: il lavoraccio lo dovranno (dovremo) comunque fare quelli che decidano d’imbarcarsi nel progetto. Ho voluto soltanto scagliare un sasso nello stagno, smuovere un po’ le acque. E già questo post è una piccola increspatura nello specchio. Dunque ben venga.
Gero, alla fine, siamo d’accordo su tutto.
perché l’anno scorso El Aleph non era “dentro” la discussione?
perché queste informazioni *passano* con difficoltà. ovvero: o qualcuno ti avvisa, ti dice “Gero, c’è una cosa che può interessarti, là, in quel posto”, oppure è difficile essere sempre presenti. a questo serve la Rete, l’aggregatore, no?
poi, i progetti che non sono propriamente delle riviste. be’, MilanoRomaTrani non è una rivista. lo potrebbe diventare *per* far parte del BIRRA, facendo uscire dei numeri, ma alla fine siamo un blog collettivo, ovvero un luogo di discussione. e rimarremo questo, un posto dove ci si toglie le scarpe e si fa rutto libero.
un altro esempio: quintadicopertina. insomma, i piccoli progetti che hanno bisogno di visibilità, e che costruiscono qualcosa. senza essere propriamente delle riviste.
ma anche no, eh. nel senso: su mrt metteremmo comunque in bella vista il link e il logo del BIRRA. saremmo comunque presenti, insomma. a prescindere dal comparire nell’elenco o meno.
quindi, sì, coinvolgere altri ancora.
e, perché no?, affidare a dei gruppi delle attività.
dall’ufficio stampa, a veri e propri progetti a sé stanti – vedi quello che sta facendo doppiozero, con “paesi e città” e “fontanelle d’Italia”.
ciao Gero,
e-
Gero, vatti a rileggere quei post linkati dal buon Enrico in apertura.
Sostanzialmente c’era l’apertura totale di Enrico, e la chiusura un po’ fighetta mia, del mio socio Ale, di Michele e di qualcun altro (me par) a fare delle cose con delle riviste, non con tutti. Per tutti non con tutti.
Mi sto ricordando giusto, Enrì? Scusat’, ma non ho vogli’ di andarmi a rileggere centoventi commenti
MS
Chiusura fighetta un paio di palle
È proprio che le cose che coinvolgono tutti non le capisco, dal punto di vista logico. Ma non è che chi resta fuori puzza, anzi, fa delle cose diverse e gli voglio bene a cominciare da questo. Cioè serve un criterio tecnico per selezionare i partecipanti, non spirituale, Enrico, o di generica appartenenza alla sfera letteraria.
Anche perché, ad essere sincero, non mi piace nemmeno questa fratellanza tra riviste data per scontata. La trovo piuttosto ipocrita.
Comunque.
La domanda a cui rispondere, volendo ritirare fuori il discorso (voglia zero), è quella che ha individuato Gero: “Cosa intendi (enrico) con progetti che non siano solo riviste?”
Io continuo a pensarla come l’anno scorso.
Ok, ho riletto TUTTO quello che mi avete segnalato (ho dovuto scegliere tra la lettura dei post commentati e i primi due libri di Guerra e Pace; non nego, è stata dura).
Il dibattito è stato vivo, a tratti acceso, è questo mi pare un bene.
Riprendo perciò un paio di commenti che mi paiono ancora utili alla discussione:
[ENPI rispondendo a MICHELETURAZZI: "la questione: questo nuovo aggregatore porterebbe via lettori ai preesistenti blog/riviste/e-zine: dovrebbe essere il contrario. e comunque – secondo me – non è importante che una data cosa sia letta in un dato luogo, ma che sia letta (e basta)."]
Sono perfettamente d’accordo con Enrico, è il contrario. Ed è quello che ho sostenuto al BIRRA: anche se non aumentassero il numero di lettori globali (cosa probabile, nell’immediato), si favorirebbe la conoscenza delle altre riviste. E non solo da parte dei lettori, ma da parte degli stessi “addetti ai lavori” (io, ad esempio, già su questo sito ho appreso di alcuni blog che mi sembrano interessanti, di quintadicopertina, di Doppiozero, e mi sono ricordato di Ruggine, di cui avevo sentito all’uscita del primo numero e che avevo completamente rimosso).
[ENPI: e sembra che debba esserci chissà quale tornaconto nell’aggregarsi, nel fare Rete.
invece sarebbe – semplicemente – un modo per perseguire i propri obiettivi culturali, quello che già – a gruppi, o da soli – stiamo cercando di fare.]
Ecco, altro punto che ho tentato di rimarcare nel post pubblicato su El Aleph: non dimentichiamoci dei motivi che ci hanno spinto a fondare i nostri singoli progetti. Progetti improbabili e senza ritorno economico, lo sapevamo tutti. Il principio su cui deve fondarsi il luogo d’aggregazione è quello di convogliare forze e motivazioni, intenti comuni, discussioni e idee che portino a realizzare eventi collettivi (i cosiddetti “birrini” di cui si è parlato a Bologna) e progetti condivisi (un’antologia di racconti del BIRRA, ad esempio).
Ma adesso è importante partire con calma: vedo che molti si pongono problemi che a parer mio dovrebbero riguardarci in un secondo momento. Adesso sarebbe utile far partire un sito che contenga quel di cui si è parlato, ovvero:
- Mappa delle riviste italiane
- Calendario eventi: una cosa semplicissima, graficamente anche così http://www.mysocialweb.it/wp-content/uploads/2009/09/calendario.gif (se non vi va bene non fissatevi, è solo un esempio) dove chiunque potrà essere informato sugli eventi organizzati dagli aderenti, eventi singoli o collettivi che siano.
- Emeroteca virtuale
- Blog di contenuti
Su quest’ultimo capisco che si apra una vexata quaestio, della quale perciò mi pare utilissimo parlare. Cito nuovamente il buon Piscitelli dai commenti dello scorso anno
[ENPI: si potrebbe operare con un’organizzazione. non gerarchica, però. orizzontale.
per “territori” e per “riviste/progetti già esistenti”.
ogni *gruppo* potrebbe postare x numero di articoli, racconti ecc. al mese.
con piena libertà.
e con la possibilità di portarsi i lettori in casa propria, con un “continua a leggere”.]
Il principio è valido, ma tutto ciò nell’immediato potrebbe diventare farraginoso. Specie se devo prendere per valida la proposta dei 4 aggiornamenti mensili a rivista. Ok, lo so che “4″ è un numero buttato lì per dire. Non è questo il punto.
Ho girato un po’ tutti i siti delle riviste partecipanti. Buona parte non mostra costanza nell’aggiornare i propri blog. Non vedo perché dovrebbero farlo con un blog collettivo.
Come ho già detto, bisogna partire con ponderazione, a piccoli passi e delineando bene i confini entro i quali questa parte “attiva” (quella che non si limita semplicemente ad aggregare) potrà muoversi. Per questo ho proposto di discutere e concordare una POLICY riguardo i contenuti. Personalmente partirei in maniera molto semplice:
1) Postando sul suddetto blog anche gli EVENTI degli affiliati, ovvero la loro comunicazione ex ante (che, mentre sul calendario si limiterebbe a dati veloci, sul post conterrebbe informazioni più approfondite) sia la loro “cronaca” ex post, per chi vuole farlo. Parlando di com’è andato l’evento, di cosa si è discusso, se è ne è emerso qualcosa di curioso, arricchendolo con foto & materiale audio-video. Parlo degli eventi perché quelli organizzati fra più riviste affiliate (birrini o meno che siano) entrano ovviamente di diritto negli eventi postabili; ma anche di quelli delle singole riviste, che potrebbero inserire l’inizio della loro cronaca sul sito comune per poi reindirizzare il lettore all’articolo intero sul proprio sito (in questo caso sì andrebbe bene il “Continua a leggere” che reindirizza su un post originario).
2) Per evitare la divisione “per territori” o “per riviste” e impostare dei turni che non so se verrebbero rispettati, io vedrei utile (e Barbolini mi pareva d’accordo) la creazione di una REDAZIONE di base che si prenda il compito di coordinare e gestire il blog, almeno per i primi tempi. Come dicevo, non penso si possa contare sulla moltitudine per tenerlo aggiornato, nemmeno fissando delle scadenze per ognuno. Non all’inizio almeno.
Una redazione formata su base volontaristica ovvierebbe al problema. Aderirebbe solo chi ha intenzione di essere attivo fin da subito e di farsi carico di una mole maggiore di lavoro. O chi ci crede più di altri. Come ha giustamente scritto quassù Ale “È proprio che le cose che coinvolgono tutti non le capisco, dal punto di vista logico.” . Se anche Matteo Scandolin fosse dello stesso avviso di Ale (e l’anno scorso mi pare fosse su questa linea) sarebbe insensato che Inutile si faccia carico di aggiornamenti a scadenza fissa. Saranno poi liberi di farlo comunque, beninteso, perché Inutile avrà un account proprietario legato al sito, ma l’onere di tener vivo il blog con costanza deve stare in capo a chi crede fin da adesso nelle potenzialità del progetto (o quantomeno a chi vuole metterle attivamente alla prova)
Si discuterebbe fra pochi redattori la pubblicazione dei post e la selezione delle tematiche (farlo in 40 è un casino) e si inizierebbe a proporre contenuti in maniera ragionata con costanza bi-tri-settimanale. Si potrebbe discutere anche di formare dei gruppi che curino “rubriche” o “sezioni”, come hai detto tu, Enrico, perché no.
Sempre nei commenti dell’anno scorso parlavi di due aggiornamenti al giorno: penso invece sia il caso di proporre meno contenuti, ma più ragionati, per dare forma al progetto e far sì che tutti (o almeno molti) possano seguire le discussioni postate e partecipare. Con gli impegni che la vita quotidiana ci riserva, siamo in pochi a voler andare dietro a un grosso flusso di informazioni. Dobbiamo venire incontro a quest’esigenza.
Resta comunque il fatto che qualunque partecipante potrà pubblicare un post originale in completa autonomia, specie se riguarda un evento; per tematiche più “ampie” sarebbe magari il caso di far prima una proposta alla redazione e discuterne.
Riguardo quel che hai scritto sopra “i progetti che non sono propriamente delle riviste. be’, MilanoRomaTrani non è una rivista. lo potrebbe diventare *per* far parte del BIRRA, facendo uscire dei numeri, ma alla fine siamo un blog collettivo, ovvero un luogo di discussione.” , penso non sia necessario che MTR faccia uscire dei numeri per legittimarne l’ingresso al BIRRA. MTR non sarà una rivista tout court ma è un luogo di dibattito vivo dove si parla di letteratura e altri demoni, dunque ben venga, mi pare perfettamente in linea col progetto, si è parlato anche con Barbolini di dividere i partecipanti “per specie” e quindi dividere le riviste letterarie da quelle fumettistiche e di includere certi siti web. Penso anche ai ragazzi di Scrittori Precari o Archivio Caltari o Brown Bunny Magazine. Siti come Precariementi, invece, mi pare siano molto meno letterari, come doppiozero del resto (sono entrambi affermazioni “a primo acchito”, non li ho ancora ben spulciati).
Per questo do ragione ad Ale quando scrive che “serve un criterio tecnico per selezionare i partecipanti, non spirituale, Enrico, o di generica appartenenza alla sfera letteraria.” . É importante non creare accozzaglie. Non mi trovo d’accordo con lui invece sul concetto “non mi piace nemmeno questa fratellanza tra riviste data per scontata. La trovo piuttosto ipocrita.” : era stata scritta anche da francescocolla lo scorso anno, il quale aveva parlato di “simpatia tra riviste”. Il punto è che qui non si sta proponendo un’affiliazione con patto di sangue. Si sta cercando di creare una rete. É inevitabile che non ci piaccia tutto di ogni rivista affiliata. Può anche darsi che una rivista a qualcuno non piaccia per niente. Ma BIRRA può diventare una sede per discuterne, un’occasione di crescita per una rivista dove trarre insegnamento dalle critiche che vengono mosse. Nulla si può fare, invece, riguardo ai risentimenti personali (sempre francescocolla “ho conosciuto gente che mi sta sulle palle ma di cui mi piace da morire la rivista” ). Le antipatie e le simpatie purtroppo fanno parte dei rapporti umani, si trovano in ogni ambiente, bisogna soltanto impegnarsi a essere collaborativi, confrontarsi e migliorare, se si crede in un progetto.
Io, ripeto, penso che i presupposti ci siano, bisogna capire però quanti hanno intenzione di aderire e quanti di impegnarsi in maniera maggiore (ed è, allo stato attuale, quello che mi piacerebbe capire anche da parte di tutti gli altri).
intendo mrt. intendo “persone”, singoli esseri umani, di buona volontà. intendo associazioni – come il Bartleby. intendo qualcuno che abbia buoni rapporti con i giornali, e voglia fare l’ufficio stampa [che magari c'è già], gente che ha a disposizione luoghi per altri BIRRA, in altre città.
ora: io non penso che il succo della discussione dell’anno scorso, sia quello individuato dal mio amico – lontano ma grande – Matteo. ovvero: chi partecipa?
no, chi partecipa c’è già. siamo ben oltre, mi pare di capire.
ora è tempo di darsi da fare. di organizzarsi, di concretizzare.
io sto dicendo che mrt c’è, a prescindere dalla *appartenenza* o meno, dall’essere rivista o meno, dall’essere parte evidente o meno del BIRRA. credo che altri potrebbero starci, dare una mano. sto dicendo questo. e mi pare assomigli molto a quello che dice Gero – mi sbaglio, Gero?
@Ale: nessuno dice che deve diventare un “partito”, o una accozzaglia forsennata. volevo solo dire che piuttosto che guardare ai fratelli grandi, potrebbe essere meglio guardare ai fratelli piccoli, ai cugini minorenni. solo questo.
baci,
e-
@Gero: abbiamo scritto contemporaneamente
“Penso anche ai ragazzi di Scrittori Precari o Archivio Caltari o Brown Bunny Magazine”: esatto. sottoscrivo.
se, però, doppiozero dice: che bello, il BIRRA, e noi? che gli si dice?
ora: tutta la questione degli aggiornamenti, risalente all’anno scorso, era buttata lì, senza sapere quanti avrebbero fatto parte dell’eventuale progetto. un sito intasato non è mai un bene. “un paio di post al giorno” era un numero ragionevole. l’idea dei progetti e delle sezioni non è da buttar via.
quella di una redazione mista e stabile, è ottima. più di 5 e meno di 10, direi, di gente che deve “parlarsi”, secondo me – mailing list, skype e quanto altro.
insomma: sottoscrivo Gero. se doppiozero non è – per il BIRRA – “adatta”, può sempre essere un ottimo vicino, da linkare, da citare ecc.
una roba del genere,
e-
terzo commento di fila
butto lì un’altra “cazzata”:
la redazione dovrebbe fare anche scouting. nel senso: dopo il Grande terrore, e le chiusure della seconda metà degli anni zero, questo qui è un periodo di incredibile fortuna per le riviste indipendenti. ce ne sono tantissime. ce ne siamo accorti proprio negli ultimi tempi, dalla cosa che facemmo a Ultra in poi. scoprirle, e – eventualmente? – coinvolgerle non sarebbe affatto male.
[ENPI: intendo mrt. intendo “persone”, singoli esseri umani, di buona volontà. intendo associazioni – come il Bartleby. intendo qualcuno che abbia buoni rapporti con i giornali, e voglia fare l’ufficio stampa [che magari c'è già], gente che ha a disposizione luoghi per altri BIRRA, in altre città.]
In termini di contatti con la stampa, in Sicilia sono messo abbastanza bene, anche per ragioni di lavoro. Anche di luoghi, a dir la verità, specie ad Agrigento. Pensavo che se quest’estate qualcuno volesse venire da queste parti si potrebbe organizzare un birrino. So che è difficile, ma io la propongo. Quelli di Terranullius, Cricca 33 e Collettivomensa (su quest’ultima ho conferito solo per interposta persona) dovrebbero esserci. Se qualcun altro ne avesse voglia si riuscirebbe proprio a far una bella cosa.
Ah, riguardo quanto detto prima su chi voglia aderire all’iniziativa, ho detto su Precariementi e Doppiozero che sono “meno letterari”, come fosse una scriminante: in realtà il discorso è più complesso, dato che ci sono anche i siti di fumetti e si potrebbe estendere a tante altre forme d’arte. Ma bisogna evitare i siti più “generalisti” o “specifici in altro senso”.
Doppiozero lo sto guardando meglio, ci sono tantissimi spunti interessanti, ha anche spazi letterari. Mi sembra una roba a 360°, non sarebbe escludibile. Ma dobbiamo anche far in modo che sul sito del BIRRA non si assuma un criterio così largo da arrivare ad includere centinaia di siti, quanto un numero limitato di siti ben fatti, attivi e interessanti.
Mi pare di capire che realtà potenzialmente interessanti come Sanjuro e Il Grande Roe non siano più in rete.
“un paio di post al giorno” mi spaventa soltanto per le considerazioni fatte sopra, il tempo e la voglia dei partecipanti. Cominciare per gradi ha senso anche per aver la possibilità di testare le reazioni degli affiliati e dei lettori.
Bisogna cominciare a piccoli passi. A Bologna ho proposto che ogni aderente al BIRRA metta sulla propria home page e su ogni numero della rivista il marchio del BIRRA, come fanno gli appartenenti ad un consorzio. L’idea è stata accolta con entusiasmo, mi sembra. GenerAzione ha già inserito il marchio nell’ultima pagina del nuovo numero http://issuu.com/ladyofacanyon/docs/generazione_rivista_aprile-_maggio_2011_num_xv_ann?mode=embed&layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml&showFlipBtn=true
Argo ha detto che lo farà.
El Aleph ha già messo in home page, sulla colonna sinistra, il marchio BIRRA con il link al sito. Abbiamo anche implementato la sezione “Link” aggiungendo le riviste partecipanti al BIRRA (anche MTR).
Penso possa essere un primo segno tangibile.
Adesso però bisognerà presto passare alla fase “redazione e sito web”.
Per concludere su quel che dicevi ad Ale:
“volevo solo dire che piuttosto che guardare ai fratelli grandi, potrebbe essere meglio guardare ai fratelli piccoli, ai cugini minorenni. solo questo.”
Che i fratelli grandi diano un segno e consigli (se vogliono, altrimenti sopravviveremo benissimo); che fratelli e cugini coetanei si uniscano a noi, anche sotto nostro invito (sto proprio aggiungendo in mailing list alcune mails di alcune riviste che mancavano, Taccuino all’idrogeno e GenerAzione mi sono testimoni!)
“Mi pare di capire che realtà potenzialmente interessanti come Sanjuro e Il Grande Roe non siano più in rete”
Sanjuro è qui: http://sanjuro.blogspot.com/
Il Roe si è unito alla Collanadellaregina ed è qui: http://lacollanadellaregina.wordpress.com/
sono d’accordo con i piccoli passi, assolutamente.
aggiungo un’ultima cosa: tanti progetti – inclusi questo, e i due su – sono gestiti da due, tre persone. l’idea iniziale – mia – era confluire in un qualcosa di più grande. ovvio che inutile, o El Aleph, possano non essere d’accordo, perché hanno una loro storia – importante.
quindi, sì, i piccoli passi. decisamente. e, allo stesso tempo, costruire una cosa che abbia lunga vita – e chissà che, tra qualche anno, non nasca una rivista *unica*. ne abbiamo viste – tutti – di cose belle che son durate troppo poco.
altra difficoltà: il far ragionare tanta gente, tutta insieme.
in questo caso – esperienza mia – la cosa migliore è dividersi i compiti e le responsabilità. come dici tu, per la redazione. linee guida, stabilite da tutti, all’inizio. poi: piccoli gruppi che agiscono in autonomia, seguendo le linee guida.
quindi: immaginare le aree di intervento [grafica, creatività/idee, redazione, uff. stampa, logistica, scouting riviste, emeroteca ecc.] e formare dei piccoli gruppi [3-6 persone], composti da esseri umani di buona volontà che sappiano indicare il tempo a loro disposizione, e lo facciano di cuore.
poi, ogni rivista, avrebbe il proprio spazio, e la propria rivista, appunto.
e-
[...] su MilanoRomaTrani: http://milanoromatrani.wordpress.com/2011/05/27/b-i-r-r-a-e-la-rete-delle-riviste/ Questo articolo è stato pubblicato in Propaganda. Includi tra i preferiti il permalink. [...]
Comunque non era un anno fa. Erano 11 mesi fa.
MS
Scandolin, sei il Gabriele Paolini della letteratura italiana. Ma molto più bello, colto e fascinoso, ovviamente. E per questo ti ringraziamo.
Annuso una sonora perculata…
PRRRRRRRR
MS
Anch’io conservo un po’ di scetticismo come Ale.
No alla cozzaglia, sì a Valsoia.
Gian, ma per Follelfo chi c’è in mailing list?
e-
“Più colto” indubbiamente, “più bello e fascinoso” lo presumiamo, ma chiederemo conferma alle giovani fanciulle lagunari.
Porno autoprodotti, invece, non ne sono stati trovati. Ma non si sa mai…
Gian, meno Valsoia, più colesterolo.
Baciamolemani
@enpi- io michi matilde credo
@gero- io con Valsoia identifico sostanzialmente la figa
@Gero
Come lo presumiamo?? Ma se ci siamo visti sabato scorso!!!
MS
Ero sempre ubriaco di BIRRA, in quei momenti siamo tutti più belli!
Basta. Io non ci sto! Un BIRRA con uno che mi spezza il cuore così non lo voglio più fare! No! Non ci sto!
PRRRRRR
MS
Saluti a tutti. Eccoci pronti anche noi.
Son contento che grazie al BIRRA sia ripartita la discussione, se n’era parlato, con qualcuno, in questi mesi di tanto in tanto, ma, in effetti, forse è giunto il tempo di rendere il progetto fattivo. Come Enrico, anche io penso che il momento sia di gran fervore e aiutarsi, fare una mappatura delle varie realtà sia diventato *necessario*. Il primo ostacolo, a mio avviso, credo sia quello di organizzare questa redazione virtuale rendendola operativa. Per quanto riguarda la mia esperienza, sia con Scrittori precari che con la Cricca33, devo dire che sì, le redazioni virtuali funzionano, ma è anche vero che, in entrambi i collettivi, le riunioni più produttive sono quelle che si svolgono di persona. Per questo, senza dubbio, il BIRRA è stato importante. Non credo sia un caso che si sia ricominciato a parlare dell’aggregatore dopo che molti di voi si sono incontrati di persona a Bologna. Non escluderei affatto di organizzare altri momenti di incontro dove si possa discutere tra rappresentanze delle varie realtà guardandosi negli occhi, magari raccordarsi secondo aree geografiche e raccordarsi una tantum tutti insieme. Ma già, forse, sto andando oltre. Comunque mi par di capire ci sia una discussione parallela via mail. Ci aggiungete?
Ottimo Gianluca, stiamo spostando le discussioni qui http://birraforum.forumattivo.it/
Bisogna iscriversi per partecipare.
Proprio negli ultimi due giorni stavo battendo sulla questione dei “criteri di ammissione” al BIRRA e discutendo dell’inclusione di quei siti internet che svolgano attività assimilabile a quella di una rivista… come Scrittori Precari, appunto.
Bisognerà però prima definire la redazione, la quale poi si farà carico di concordare una policy comune a tutti i partecipanti.
Se mi mandi la tua mail (in pvt, sul contatto FB mio o dell’Aleph) ti inserisco in mailing list e vedo anche di farti un riassunto delle discussioni di questa settimana.
sono d’accordo con Gianl.
ovvero: ora bisogna portare a casa il risultato.
il risultato è *cominciare*. meglio che si può.
e saranno i singoli, che donando tempo e disponibilità e capacità, porteranno avanti questa cosa.
per ovviare al problema del “virtuale”, io penso che si potrebbero fare dei *gruppi*, ognuno con specifici compiti e competenze. avere, insomma, questa organizzazione orizzontale e rapida. un gruppo potrebbe essere la redazione [inserimento post], un altro la grafica, un altro l’ufficio stampa. un altro ancora il reparto “idee”. e poi un reparto “supporto eventi”, per le cose dal vivo. tutti misti – provenienti da varie riviste. all’interno di questi gruppi si potrebbero creare i rapporti più solidi – telefonarsi, chattare, skypare ecc.
[esempio di: quando alla redazione serve uno jpg cazzuto, informa la grafica, che lo realizza. quando l'ufficio idee ha un'idea meravigliosa, la mette in pratica e manda i risultati alla redazione, per la pubblicazione. o per un'azione comune delle riviste - di quelle che ci stanno]
avanti!
e-
Gero mi puoi aggiungere alla mailing list (anche se in realtà sono una specie di zingaro della blogosfera, ma tanto ha vinto Pisapia), per favore?
matteopascoletti@hotmail.it
Matteo, abbiamo interamente spostato le discussioni qui http://birraforum.forumattivo.it/
Iscriviti pure.
Nel caso vi sia un ulteriore scambio di mail, inserirò certamente anche il tuo indirizzo.
Un saluto.
[...] iniziata un anno fa, è stata lunga e frammentata (chi fosse interessato può trovarla qui: 1-2-3 -4). Qualche giorno fa qualcosa è finalmente partito. Non si tratta per ora di un aggregatore, ma [...]