Una piccola banda mariachi suona sul bordo della strada. Dopo un po’ si ferma, si mette in ascolto.
ATTO I: Questioni generali
così si discute di un tema per cui sono state già combattute due o tre guerre e sganciate almeno sei bombe H.
dunque la questione è: è preferibile, in un rapporto di coppia, che il male, tutto il male possibile e reciproco, venga fatto all’inizio, in mezzo, o piuttosto in coda al rapporto stesso?
da un certo punto di vista appare chiaro che all’inizio il male potrebbe portare meno danni o arrecare minor dolore. c’è meno impegno in gioco. c’è meno fuoco in mezzo. meno polvere sugli scaffali. e il materiale, che sia corpo o anima, all’inizio è ignifugo. dunque, si faccia pure all’inizio, tutto insieme, tutto d’un fiato. aiuterà a far selezione, in seguito, di gesti e intenti, appropriazioni indebite e furti aggravati. dunque: passerà.
seconda ipotesi: in mezzo. dunque il male potrebbe ravvivare, disambiguare, puntando all’osso del rapporto gustando assieme la carne. potrebbe essere banco di prova, conferma, sintesi (in senso hegeliano, s’intende), inizio di progetto vero: forse avvio. certo, a quel punto necessiterebbe di alcol per essere superato: con tanto blues. da parte di entrambi. potrebbe comunque essere opera del signore o del demonio in egual misura, soprattutto: potrebbe essere. porta su un futuro condizionato. così: si faccia tutto, in un colpo solo. e dunque: potrebbe passare.
infine: in coda. il male sarà scelta. oppure sarà scelto, perché ci sia scelta. purché ci sia scelta. sarà comodità o ripiego, ma sarà — e non: sarebbe, o sarebbe stato, né fu né è né ho né avremo. sarà onda se c’è scoglio e poi schiuma e poi guano di gabbiano e poi spiaggia, erosione avvenuta e certificata, scheletro di galeone, fondo del mare, fondo, raschiato, cambiato, nuovo, fine degli aggettivi, fine di ogni aggettivo, fine. dunque: sarà, è passato.
ATTO II: Istruzioni per l’uso [per lei]
Prendi la scatola in cui hai conservato i regali che vi siete fatti. D’ora in poi li chiameremo doni, poiché a mezzo di ciondoli, orecchini, segnalibri (e libri) vi siete donati l’un l’altro. Aprila. In casa avrai scatole, scatoloni e scatoline piene di regali di altri uomini, dunque, piene di nulla (contale: dovrebbero essere grossomodo ventisei). Prendile. Rovescia il contenuto di queste scatole nella scatola coi doni suoi. Lascia che collane si mischino a segnalibri, biglietti d’autobus a biglietti del circo, scacciapensieri a kazoo e corde di chitarra a spaghetti di pongo (a patto che il pongo non si sia troppo indurito o, al contrario, ridotto in poltiglia). Adesso chiudi la scatola e agita. Agita bene. Pesa? Fa nulla, ci vuole sacrificio. Adesso aprila. Se lo spettacolo che avrai davanti ti apparirà come una catastrofe o un’apocalisse portatile, stenditi sul letto, piangi per una notte e il giorno dopo svuota il contenuto della scatola nel camino e brucia tutto. Non preoccuparti della diossina, vivi comunque circondata da Eternit. Se, al contrario, prendendo visione dello spettacolo all’interno della scatola avvertirai come un senso di confusione o delirio circense, sarai grossomodo ancora in pericolo. Allora scendi a piano terra, vai per strada e riversa il contenuto della scatola sull’asfalto. Rimani alla finestra per un anno. Guarda passare i camion, le processioni, le autoblu, i carrarmati e gli elefanti. Se troverai ancora traccia di doni, aspetta. Passerà una fanciulla e li raccoglierà. Solo allora potrai scendere per strada a controllare. Se ancora e per davvero troverai ancora traccia di lui, allora: sarai nei guai, stavolta sul serio.
ATTO III: Istruzioni per l’uso [per lui]
Sparare o sparirsi, disperare o spartirsi? Potare o partirsi, spezzare o spazzarsi? Spuntare o sputarsi, deplorare o doparsi? Dileguare o dipanarsi, implorare o poltrirsi? Poltigliare o patirsi, pugnalare o prostituirsi? Gigioneggiare o pavoneggiarsi, gongolare o godersi? Guadagnare o gestirsi, gustare o geometrarsi? Desiderare o bisognarsi, bagnare o gnoseologizzarsi? Girare o agitarsi, teorizzare o teologizzarsi? Aizzare o zizzaniarsi, estraniare o estremizzarsi? Stigmatizzare o stronzeggiarsi, scodellare o scorreggiarsi? Situazionare o scivolarsi, forare o foraggiarsi, amare, o piuttosto: amarsi?
La piccola banda mariachi riprende a suonare.
MAPPATURA


No il mariachi non dovevi toccarlo, è un colpo al cuore!
Ma per chi non riesce a litigare bene il bugiardino che prescrive?
prescrive nebbie