Quando Guccini diceva “piccola città, bastardo posto” chi era di paese, chi non stava sorseggiando martini immerso nel sole di Capri o a cavallo tra Londra e Rio, se la sentiva dentro. Piccolo dannato buco senza possibilità.
Infanzia, adolescenza, maturità e poi scappi.
Senonchè invecchi, senti che ormai stare a Milano ad agosto è un suicidio, pensi che con la pensione piccina che ti ritrovi l’è dura andare al mare e torni a casa. Quella che era casa.
Il paese senz’aria, senza vicini che non fossero pure parenti diventa il ripostiglio dei propri ricordi e del sollievo dall’afa meneghina. Peggio, se il paesino si trova nell’afa già di suo è proprio una scusa: ci torni perchè ti piace.
Perchè amavi quei piccoli luoghi, quei bastardi posti senza occasioni. In strada non passano mai auto. Mai, o quasi. Per la maggior parte del tempo attraversano il paese, ma non si fermano. Saranno camion o trattori o gente che va da un’altra parte, insomma lì non si ferma.
La chiesa alle 20 puntuale suona, l’orologio saranno dieci…no…quindici anni che è in anticipo di un quarto d’ora ma suona bene e nessuno lo sistema e poi è la casa di Dio. Dio saprà che ore sono.
Il bar in piazza ha chiuso. Ogni tanto riapre e i primi a bere il bianchino hanno mediamente 75 anni e sono le 7 del mattino. E bevono.
Ti mancava. Dai, dillo. Non potevi girare in biciletta in quel circolo metropolitano dove stavi. I campi, la paglia, il fieno, la spiaggia dove pomiciavi e pisciavi (non contemporaneamente). Dai, ti mancava tutto.
Le piccole città, i bastardi posti che s’insinuano dentro perchè ci sei nato – cresciuto – fuggito non se ne vanno. Puoi ripudiarli, sì, forse. Ma se sei di Remedello Sotto (Bs) o Olmo di Martellago (Ve) o Mezzarro di Breno (già solo i nomi, senti come stonano accanto a Berlino, a Mosca, a Parigi!) o Pontelagoscuro o Ferrara…Ma dove vai! Ma stai a casina!
generAzione feat. Lou Reed & Francesco Guccini presentano il numero 16 della rivista (poi pausa, ci si legge ad ottobre) e strappano pezzetti di città e posti bastardi in racconti e poesie e fotografie.
Buona lettura.
pdf da scaricare di brutto su: www.generazionerivista.com / http://issuu.com/ladyofacanyon/docs/generazionerivista
MAPPATURA

