Continuano gli “approfondimenti” sulle realtà autoprodotte italiane. Tocca a FoLLeLFo, rivista di narrativa, con base a Milano. Risponde alle domande Michele Turazzi. FoLLeLFo si trova qui.
Michele, quando nasce follelfo, e perché?
Follelfo nasce nell’autunno del 2007 (sono dovuto andare a controllare le date dei primi post, per ricordarmelo – gran brutta cosa la vecchiaia che avanza), tra i chiostri dell’Università Statale di Milano. Quanto al perché, non c’è stato un vero perché; o quanto meno il perché è arrivato dopo; in principio c’era un gruppo di amici che cercava uno spazio per esprimersi e sperimentare scritture pseudo-narrative.
Vi siete ispirati a qualcuno o a qualcosa?
Ispirati a qualcuno o qualcosa, no; non direi. In quel periodo di riviste, autoproduzioni e realtà letterarie indipendenti non ne sapevamo ancora nulla. La consapevolezza è arrivata poi, col tempo. Per dire, mentre alcuni prodi compagni rivistaroli si riunivano già per il primo BIRRA, noi ancora non avevamo idea del’esistenza di Eleanore Rigby. C’è stato un libro però che in quell’autunno ha fatto scattare la molla e messo in moto l’ingranaggio – e lo ricordo con piacere tanto più ora che di quell’autore non leggo più nulla e nemmeno mi attira -; si trattava de “L’opera struggente di un formidabile genio” di Eggers. Sembrava talmente facile fondare una rivista là dentro…
Cosa ne pensi degli eventi pubblici legati alle riviste indipendenti? Sono frequentati? C’è interesse? Cambieresti qualcosa?
“Mah”; questo è il mio pensiero. Noi non siamo molto avvezzi al palcoscenico e agli eventi, per quanto abbiamo partecipato ogni qual volta se n’è presentata possibilità. C’è gente? Dipende; e ti dirò, molto meglio quando ce n’è poca perché quei pochi di solito sono molto interessati e partecipi, mentre quando ce n’è molta, solitamente il grosso del pubblico è presente per qualche motivo esterno al mondo delle riviste – qualche nome “di grido” tra gli ospiti di quell’evento, birra a profusione, concerti e via dicendo.
Quanto vi è costato far stampare follelfo?
Premessa per chi non ci conosce: Follelfo diventa anche cartaceo solamente dopo due anni di esistenza esclusivamente telematica; si è trattata dunque di una decisione lunga e ponderata, quella della stampa. So che a te piacciono le cifre, quindi ti dò le cifre. Numero zero: 500 copie tutte a colori per poco più di 300 euro (prezzo speciale di copisteria amica che, in seguito, si è rifiutata di continuare a stamparci per quella cifra). Secondo numero: 350 copie tutte a colori per una cifra che in questo momento non mi ricordo con precisione, ma ad ogni modo attorno ai 250 euro (stampa in internet). Per quanto riguarda invece il numero speciale e il numero tre, che sono in bianco e nero, ma hanno molte più pagine, abbiamo optato di non avere una vera e propria tiratura, ma di stampare copie – a blocchi di 50/100 – quando ne abbiamo bisogno (fiere, banchetti, distribuzione mirata): si parla di 60/80 centesimi a copia.
Cosa ti piacerebbe che accadesse, nel mondo delle riviste/autoproduzioni/cosiddetto underground?
Mi piacerebbe che non fosse più chiamato underground.
MAPPATURA


Michi, la tua ultima risposta è sborona quasi quanto la mia!!
MS
sì, siete due brutte persone, niente da dire
Lo sai che in fondo in fondo siamo buoni, invece…
Vorrei precisare che il vero ed unico motivo di fondo che ci ha mosso, in verità, fu l’illusione che uno pseudo scrittore che s’autoproduce broccoli molto di più di un bassista, chitarrista – insomma di una pseudo rockstar di ‘sti cazzi.- Appurato che non è per nulla così, ci sembra comunque troppo tardi per imparare a strimpellare qualcosa. Che cos’è l’andergraun?
Gian, tu sei quello buono, dei due
@enpi: Sì, era quello che a cena a Firenze nel 2009 continuava a dirti «Ma allora sei proprio un coglione», scatenando novantadue minuti di applausi in piedi da parte di tutti gli astanti.
(PS: “broccolare” significa cuccare, per chi non lo sapesse – come me prima che Gian me lo spiegasse
)
MS
E con spiegasse, MS intende “facesse provare sulla mia pelle”.
io so chi è Gian, e sì, è un gran broccolatore. e son contento della vostra nuova storia, spero duri a lungo!
ps: ricordo anche che tutti noi prendemmo una pizza, mentre tu, MS, una volta capito che avremmo pagato alla romana, ti prendesti tipo una entrecote da 32 euro. questo a dimostrare la tua cattiveria
[e forse prendesti pure una bottiglia di Dom Pérignon, di nascosto, perché alterasti il conto in maniera formidabile
]
@enpi
Nono, presi una pizza, ché l’alcol della sera prima mi stava ancora devastando il pancino…
MS
tu menti sapendo di mentire
ecco le prove: http://www.youtube.com/watch?v=x0PAmgSqiK8