Vabbè che c’è la crisi ma un minimo di speranza e positività vorremmo non farcele mancare.
Discutendo affabili tra noi redattori di generAzione a Mantova (durante il famoso Festival) ci siamo resi conto di più cose (e abbiamo scoperto l’acqua calda): l’Italia puzza di tragicomico; se sei giovane (per giovane diciamo dai 19 ai 35 anni, toh pure 37…) è meglio se resti tale uccidendoti e scrivendo sulla tua tomba “ho vissuto per 16 anni ma fu intenso”; e, in ultimo, che andare via da casa non è male, anzi, è benissimo.
Per carità, nulla contro mamme e papà gioiosi che ti danno amore, ma basta. Vogliamo essere svedesi (o australiani, o texani o chessoio) e avere un appartamentino senza pretese a 20 e qualcosa anni.
Si può? Non si può? Ce lo chiediamo.
Sarà che siamo sfortunati e rientriamo nella categoria “piccoli generazionini senza soldi ma tanto talento (nel non farli)” eppure ci siamo davvero guardati in faccia: uno di noi s’è fatto la Palestina accanto ai mitra dei soldati per 3 mesi di reportage giornalistico (stica…), una è scappata a Londra, è tornata, ha deciso che dopotutto le case editrici possono essere ancora un posto felice e ci sta provando (e chissà), un’altra è passata da Berlino ad Halle a Lisbona…e non si fermerà.
Come si fa a dire, allora, che questa generazione sta a guardare, è ferma, si piange addosso? E come si fa, dopotutto, a non dirlo visto che ultimamente non facciamo una bella figura?
Per concludere, e andare sul pratico, abbiamo deciso (e capito) che una caratteristica costante ci accomuna: siamo mondialisti (che non vuol dire giocare a fantacalcio), cosmopoliti e poi ormai chi non ci è stato a Londra?
Quindi vogliamo inziare il viaggio – fisico, spirituale, mentale, e altre etc – sperando che la nostra mezza profuga europea Chiara Baldin possa darci qualche risposta, perchè da fuori sembra sempre di aver capito tutto. Eppure continuamo a non capire niente.
Una valigia piena di… ogni (forse) mercoledì, dal 26 ottobre fino a quando non si finiscono i soldi per il viaggio. Sui reportage generAzionali. E nei nostri appunti quando ci chiediamo “che ne sarà di noi” (Silvio Muccino ha capito tutto).
MAPPATURA


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