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Archivio per la categoria ‘film’

Quello vero…

L’omaggio fiorentino…

L’ultima zingarata è un film italiano del 2010, ideato e prodotto da Francesco Conforti e diretto da Federico Micali.

Il film, realizzato in omaggio al celebre Amici miei di Mario Monicelli, si compone di due parti: un cortometraggio, in cui viene proposto un finale alternativo alla trama monicelliana, ed un lungometraggio, che narra della realizzazione del progetto e mostra numerose interviste ai protagonisti del film originale, tra cui Mario Monicelli, Gastone Moschin e Milena Vukotic.

scopri l’ultima zingarata

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due immagini delle Conseguenze dell’amore, il film più bello degli Anni zero:

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Ho impiegato un po’ di tempo a raccogliere le idee su Amabili resti, per capire come un film girato in modo ineccepibile, con un budget stratosferico (65 milioni di dollari), con uso geniale di riprese, con attori tutti bravissimi (e un paio di fuoriclasse a nome Susan Sarandon e Stanley Tucci), con un ritmo sempre sostenuto, con dialoghi e toni coerenti alla storia, con una ricostruzione impeccabile della provincia americana dei primi anni ’70, in cui è ambientata la vicenda, e con una rappresentazione di immagini oniriche degne di un Magritte digitale, insomma, ci ho messo un attimo per farmi un’idea del perchè da tutto questo bendidio in celluloide io ne abbia ricavato questa finale sensazione di un flop, una debacle, un fallimento. (more…)

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THE WRESTLER IAN BROWN [di Alessandro Milanese]

I don’t have to sell my soul
hes already in me
I wanna be adored

La parte del giovane, ormai, mi riesce a fatica.
Prendiamo stasera: mi schiero con un giubottino di pelle anni 70, ma la temperatura (vera padrona in questi casi) non lo permette, si intromette pungendomi ovunque con quest’arietta di merda che si infila tra il jeans trendy troppo basso e l’elastico della giacca troppo alto.
Sono in disarmo, allo sbando, vulnerabile.
Inutile mentire.
Usciamo in quattro, e sono visibilmente l’unico a cui, arrivati a casa, scoppierà un attacco letale di diarrea.
Sì, diciamo le cose come stanno, non mentiamo più.
Abbiamo appena visto “the wrestler” di Aronofsky, e negli occhi degli altri vedo che sono l’unico a cui hanno appena tolto un pezzo di stomaco (no anestesia).
Così mi sento. (more…)

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[riceviamo e pubblichiamo. gb è il nostro idolo. abbiamo censurato tutti i nomi di persona - e azienda. w la censura!]

caro xenpix,
come va? bene? ho appena visto che vi siete ritirati da facebook, quindi presumo tu stia bene.
ti ho pensato, l’altro giorno. ero a lezione e ho pensato Se qui ci fosse enpi.
era la mia seconda lezione del corso: Teorie e Tecniche di Scrittura Creativa.
un corso che io non vorrei seguire ma mi tocca per tutta una questione di crediti che non ti sto a dire (potrei scamparla solo con uno stage presso una casa editrice a scelta tra tre che – indovina – danno la precendeza a chiunque tranne che agli sfigati della triennale.)
e comunque, il corso, dicevo. ti divertiresti un sacco, secondo me.
lo tiene questo Scrittore Affermato: Gxxxx Lxxxx (lo pubblica MONDAxxxx).
lo Scrittore, oltre a propinarci rare nozioncine condivisibili in quanto banalissime, ci sta insegnando a scrivere i libri di Joe Lansdale.
non come Joe Lansdale, proprio gli stessi, quelli che ha già scritto e sono sugli scaffali delle librerie.

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lavoratori!

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verdone_valigiaIl rumore non lo sento subito, me ne accorgo verso la metà del primo tempo. Che mi sia beccato una malattia dell’udito? Forse un virus? Una forma di otite? Ma no, non è possibile, ci sento benissimo, distinguo perfettamente ogni parola degli attori, ogni suono proveniente dal sistema dolby, anche i bisbigli delle due ragazze sedute alla mia sinistra.
Alla mia destra, il mio amico Alberto tace, assorto nella visione. E’ stato lui a trascinarmi a vedere questo film, Italians. Io l’ho assecondato di buon grado, Alberto attraversa un periodo difficile, ho pensato che questa pellicola gli avrebbe risollevato il morale, perlomeno per un paio d’ore.
Ora però il rumore si fa più insistito, come un disturbo di sottofondo che si ripropone con una frequenza sempre più ravvicinata.
Mi volto di nuovo verso Alberto, adesso glielo chiedo. Anzi, no, me ne sto zitto.
Sul volto ha abbozzato un sorriso, mi spiacerebbe interrompere questo suo momento- sia pur fugace- di serenità. (more…)

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MilanoRomaTrani, il blog di carta.
  
Ci sono state antologie di blogger, e blogger diventati scrittori.
Ma mai un blog che diventa di carta.
MilanoRomaTrani – il blog collettivo più figo dello spaziotempo – lo fa, per primo, mettendo insieme:
i post più belli del suo primo anno di vita;
i racconti di:
Remo Bassini,
Giacomo Buratti,
Peppe Fiore
e Andrea Malabaila;
e le meravigliose fotografie di Salvatore Piombino.

 

pdf1

[clicca sull'immagine per sfogliare-visualizzare direfarbaciare, oppure clicca qui per scaricare il file in pdf, e stamparlo]

Perché – senza ipocrisia – l’aspirazione di chi scrive è finire in un bel volume rilegato, o per lo meno una rivista, un foglio chessò. Piazzarsi in righe giustificate su dei bei rettangoli di carta (la qualità è relativa) che per quanto possano ingiallire, ma chi ci toglie più da lì? In un certo senso, si potrebbe dire che gli scrittori sono peggio dei politici.

Poi arriva internet a rendere tutto più facile e rovina la festa. E con internet arrivano gli scriventi. E gli scrittori se la fanno sotto, perchè in fondo, più conservatori di loro, che ce l’hanno fatta, che sono arrivati lì nell’empireo di toner e cellulosa… sì, sono maledettamente conservatori e reazionari. Un po’ come i giornalisti, che invocano a zigomi alti la libertà di stampa e l’informazione partecipata, mentre il loro incubo peggiore è perdere il tesserino di finta pelle bordò, e mai – ripeto mai – si sognerebbero di schierarsi a favore dell’abolizione dell’Ordine professionale di mandiboliana memoria.

E dunque – si diceva – arrivano gli scriventi. Che non sono né scrittori, né giornalisti, ma si sentono tali – i tapini! Tutti scrittori, tutti giornalisti! Tanto ormai non ci vuole niente, con i blog. Ma come si permettono, questi sacrileghi impuniti… E poi però, meglio farla breve, capita che gli scriventi vengano letti più dei giornalisti e molto più degli scrittori. Sondarne le ragioni diventa un puro esercizio intellettuale, con davvero poco stile e troppo impegnativo, rispetto ai risultati finora prodotti.

E come in ogni ciclo umano, origine e fine si piacciono e si scopano, così, al primo appuntamento. Senza troppe complicazioni. Cause e conseguenze si confondono. E gli scrittori, e i giornalisti, provano a fare gli scriventi. Alcuni sono anche pagati per farlo.

MRT è fatta (femminile!) di scriventi, scrittori, giornalisti. E a volte anche di gente normale. E si arroga – giustamente – il primato di averli messi insieme, fino a non capire lei stessa chi è chi, chi fa cosa, ma soprattutto perché. Ma solo godere di un evoluzione talmente naturale da sembrare volgare. Un lusso per pochi: non c’è niente di più trasgressivo dell’essere travolti da qualcosa a tal punto da dimenticarsene le orgini.

MRT festeggia tutto questo con direfarebaciare. Cos’è, lo si scopre scaricandolo e magari guardandolo, anche. Una cosa che sta sul monitor, dove gli scriventi si trovano più a loro agio, ma che può diventare di carta, così gli scrittori sono contenti e chè è firmata [nome & cognome] per la gioia massima dei giornalisti.

E che sarà letta, tanto.

Che in fondo, è davvero quello che interessa a tutti. Noi.

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mentre il film sta finendo, si scontrano fino in fondo le due voci del film: Ennio Flaiano e Federico Fellini. per fortuna c’è Wikiquote. e quindi ecco cosa dice Flaiano [sacrilego quale sono, aggiungo neretti e taglio, se serve]:

Lei ha fatto benissimo, mi creda, oggi è una buona giornata per lei. Sono delle decisioni che costano, lo so, ma noi intellettuali, dico noi perché la considero tale, abbiamo il dovere di rimanere lucidi fino alla fine. Ci sono già troppe cose superflue al mondo, non è il caso di aggiungere altro disordine al disordine. In fondo perdere dei soldi fa parte del mestiere di produttore. I miei rallegramenti, non c’era altro da fare, e lui ha ciò che si merita, per essersi imbarcato con tanta leggerezza in un’avventura così poco seria. No, mi creda, non abbia né nostalgia né rimorsi, distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie. E poi, c’è qualcosa di così chiaro e giusto al mondo che abbia il diritto di vivere? Un film sbagliato per lui non è che un fatto economico, ma per lei, al punto in cui è arrivato, poteva essere la fine. Meglio lasciar andare giù tutto e far spargere sale come facevano gli antichi per purificare i campi di battaglia. In fondo avremmo solo bisogno di un po’ di igiene, di pulizia, di disinfettare. Siamo soffocati dalle parole, dalle immagini, dai suoni che non hanno ragione di vita, che vengono dal vuoto e vanno verso il vuoto. A un’artista, veramente degno di questo nome, non bisognerebbe chiedere che quest’atto di lealtà: educarsi al silenzio. [...] noi critici facciamo quello che possiamo. La nostra vera missione è spazzare via le migliaia di aborti che ogni giorno, oscenamente, tentano di venire al mondo. E lei vorrebbe addirittura lasciare dietro di sé un intero film, come lo sciancato si lascia dietro la sua impronta deforme? Che mostruosa presunzione credere che gli altri si gioverebbero dello squallido catalogo dei suoi errori. E a lei che cosa importa cucire insieme i brandelli della sua vita, i suoi vaghi ricordi, o i volti delle persone che non ha saputo amare mai?

e la risposta di Fellini/Guido – un pensiero che nasce sulle ceneri del discorso di Flaiano:

Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi fa tremare e mi ridà forza, vita? Vi domando scusa dolcissime creature non avevo capito, non sapevo, com’è giusto accettarvi, amarvi, e com’è semplice. [...] Ah, come vorrei sapermi spiegare… ma non so dire. Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso, ma questa confusione sono io, io come sono non come vorrei essere, e non mi fa più paura. Dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita, viviamola insieme. Non so dirti altro Luisa né a te né agli altri. Accettami così come sono se puoi, è l’unico modo per tentare di trovarci.

[disse Buzzati: è la masturbazione di un genio]

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Torno Subito!

 

Simone Damiani è un ragazzo che ammiro molto. Ha un sogno lui, che combacia alla perfezione con la sua passione. E questa è già una bella conquista.

Simone vuole fare un film. E l’ha fatto. Non si è fermato di fronte a [in ordine non cogente] ”difficoltà del mercato”, “inappetenza del pubblico”, “incompetenza dei produttori”, “vuoti culturali”, “carenza di fondi”, “pippe”, “pippe al quadrato”.

Ha semplicemente fatto quello che dovrebbe fare ogni uomo che ha un desiderio. Realizzarlo.

E, in questo, va detto, si è impegnato non poco, andando avanti come un treno. Sbuffando un poco forse, ma arrivando alla fine a destinazione. E non da solo per giunta.

Per questo oggi MRT dedica uno spazio a Simone e prevede di dedicargliene parecchi altri.

 

Signore e signori, si alzi il sipario! Ecco a voi “Torno Subito“, il primo film italiano da scaricare gratis in altra definizione!

 

 

(more…)

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