va bene, è vero, su mrt cerchiamo di non parlare – troppo – di attualità, perché l’agenda dell’attualità la decide il Potere, la tivì. e quindi ecco il mostro, ecco l’omicidio efferato, ecco la bega politica. tutta robetta – di solito. oggi faccio un’eccezione. per riflettere sull’importanza di quanto sta accedendo – ora, nell’attuale. c’è l’Effetto Pisapia, che sta travolgendo facebook e Twitter – su Twitter cercate #sucate, fantomatica città nella quale è sorta una fantomatica moschea abusiva. dall’altra parte c’è l’effetto B. (trito e ritrito) con i messaggi a reti unificate, con le risibili dichiarazioni alla “non consegneremo Milano agli estremisti” e via dicendo.
La signora Moratti, consigliata dal temibile guru della comunicazione che ha al soldo – Red Ronnie, signori! – incalza con cazzate paurose, alla “Pisapia vuole le stanze del buco”, fantomatici [sì. è tutto fantomatico...] luoghi di perdizione per eroinomani, che il candidato Pisapia realizzerebbe immediatamente, a partire da lunedì prossimo, insieme e moschee a gò gò, e locali gay.
e giù risate.
ma il punto è: non c’è un cazzo da ridere. in questo filmato, la signora Moratti dice – 18” a 26” [il resto è tutto un delirio sulla droga e Pisapia]: “[chiudere i CIE] significherebbe avere i clandestini liberi in città, non credo che alla gente faccia piacere”. questa cosa è gravissima. “avere i clandestini liberi in città”, manco si stesse parlando di leoni, o di piattole. questa cosa mi fa schifo, sì, profondamente.
Archivio per la categoria ‘l’odio che c’è’
perle e pirla
Postato in l'odio che c'è, le città, media, milano, tagged Letizia Moratti, razzismo becero il giorno 24 maggio 2011 | 5 Commenti »
cose che accadono: l’effetto Pisapia
Postato in cronache, idee, l'odio che c'è, media, milano, rete, tagged milano, odio, pisapia, red ronnie, rom, zingari il giorno 21 maggio 2011 | 5 Commenti »
[l'immagine qui di fianco gira in Rete, e no, non l'han fatta i consulenti di Pisapia, proprio no] e dunque: Red Ronnie, il simpatico consulente della Moratti, accusa Pisapia di aver fatto cancellare un concerto, a Milano, da lui – Red – stesso organizzato. cosa impossibile, visto che Pisapia non è ancora sindaco di Milano. risultato: la fan page di Red Ronnie su Facebook, da 1.000 fan passa a 16.000 e appaiono centinaia di scritte che fan morire dal ridere. come:
Pisapia e’ un BORG e vuole assimilarci tutti..
Pisapia spreme il tubo del dentifricio da metà (more…)
E se Milano libera tutti?
Postato in l'odio che c'è, milano, musica il giorno 12 maggio 2011 | 4 Commenti »
In stazione centrale venticinquemila persone per chi ha organizzato. Un paio di coglioni per chi ci amministra da troppo tempo.
Io. Erano anni che non vedevo una serata di primavera così.
Finalmente. A Milano.
Speriamo.
discorsi del cazzo
Postato in cronache, l'odio che c'è, tagged fascismo, goebbels, nazisti, negozi di lusso, Stalingrado il giorno 6 gennaio 2011 | 1 Commento »

[...] Abbiamo ordinato, per esempio, la chiusura dei bar e dei locali notturni. Io non posso immaginare che chi sta facendo il proprio dovere per lo sforzo bellico abbia ancora energie per rimaner fuori la notte in posti del genere. Posso solo concludere che non starebbero prendendo sul serio le proprie responsabilità. Noi abbiamo chiuso questi esercizi perché cominciavano ad offenderci e perché disturbano l’immagine della guerra. Non abbiamo nulla contro i divertimenti come quelli [...].
Sono stati chiusi anche innumerevoli negozi di lusso. Spesso offendevano i compratori. Generalmente non c’era nulla da comprare, a meno che, magari, non si pagasse qui e là con burro o uova invece di danaro. A che servono dei negozi che non hanno più nulla da vendere, ma usano soltanto elettricità, riscaldamento e il lavoro delle persone che è insufficiente in tutti gli altri posti, in particolare nell’industria bellica?[...]
Stiamo seguendo un piano. Non vogliamo accusare nessuno ingiustamente o dar luogo a reclami ed accuse da ogni parte. Stiamo solo facendo ciò che è necessario. Ma lo stiamo facendo rapidamente e completamente [...].
Gli inglesi dichiarano che il popolo tedesco sta resistendo ai provvedimenti del Governo per la guerra totale. Esso non vorrebbe la guerra totale ma la capitolazione! (Grida della folla: “Mai! Mai! Mai!”). Vi chiedo: Volete la guerra totale? Se necessario, volete una guerra più totale e radicale di quanto mai oggi possiamo neppure immaginare?
[discorso di Joseph Goebbels del 18 febbraio 1943, allo Sportpalast di Berlino.
durante la seconda guerra mondiale sono morti 5.500.000 militari tedeschi e 2.100.000 civili tedeschi. 19.600.000 cinesi. 23.000.000 di russi. 5.623.000 polacchi. 767.000 rumeni. 580.000 ungheresi. 6 milioni di ebrei, 500.000 tra rom, sinti, zingari, omosessuali, testimoni di Geova, disabili. eccetera. eccetera. e ancora eccetera. per un totale di più di 71 milioni di morti]
Lo diceva la Lega Lombarda / Che la razza Etrusca è Padana
Postato in cronache, l'odio che c'è, politica il giorno 19 ottobre 2010 | 4 Commenti »
A Perugia questa settimana c’è Eurochocolate.
Ciò significa che per una settimana il Centro Storico sarà la materializzazione dell’inconscio di Willy Wonka sodomizzato a ripetizione dal responsabile marketing di un Centro Commerciale. Al posto degli Umpa Lumpa, giovani sottopagati costretti ad ascoltare per almeno 10 ore al giorno Madonna, LadyGagarararah, e l’inno ufficiale di Eurochocolate, che invita a giubilare sulle note di “noi siamo felici / e fondenti”. (more…)
un ragazzo di strada
Postato in l'odio che c'è, Nord, rete il giorno 24 settembre 2010 | 8 Commenti »
c’è un’ironia facile su chi vive per strada. e si fanno troppe poche cose, per chi vive per strada. anche Asfalto, che era un progetto importante, a Bologna, non c’è più.
Negazionismo
Postato in cronache, generzione, idee, l'odio che c'è, politica, società, tempi moderni il giorno 22 luglio 2010 | 15 Commenti »
Negare, etimologicamente, significa “non dire”.
Il negazionista è colui che “non dice”. Ma i negazionisti parlano e scrivono, e molto. Il loro è un “dire che non dice”: è un dire che riduce tutto ad opinione, ad un tavolo cui sedersi per giocare una partita a scacchi in cui ogni frase chiede una smentita o una conferma. Se ci si siede al tavolo e si gioca, alzarsi poi significa concedere la partita; non replicare, quindi non muovere, significa lasciare che il tempo incalzi la debolezza della posizione di chi tace. (more…)
Accade a Palermo
Postato in arte, cronache, furti, generzione, l'odio che c'è, le città, Palermo, società, Uncategorized, tagged fotografia francesco paolo catalano, francesco paolo catalano, omofobia, palermo aggressione catalano il giorno 16 giugno 2010 | 1 Commento »
Via dei Chiavettari, quartiere della Vucciria, Palermo.
Il fotografo Francesco Paolo Catalano insieme ad alcuni modelli sta lavorando sul set di un servizio fotografico. Francesco Paolo è bravo, molto, e metodico anche, La sua poetica possiede precisi stilemi che ne fanno già un artista evocativo in cui la messa in scena e il trucco sono componenti imprescindibili.
Francesco Paolo trucca da sé i propri modelli, ne ridefinisce le identità ne fa creta per raccontare storie che hanno un rapporto con il passato (e il trapassato remoto direbbe lo stesso Francesco) della Sicilia e con tutta una serie di riferimenti iconofrafici rielaborati con sapiente attitudine avant-pop. Ecco perché i modelli di Catalano si stanno truccando lì in Via dei Chiavettari. Ecco però avvicinarsi un gruppo di persone, iniziano ad apostrofare l’artista e i suoi collaboratori che dopo alcuni momenti di assenza ritrovano il vetro della propria macchina rotto, la valigetta dei trucchi rubata insieme ai soldi e a altri oggetti.
Francesco e i suoi modelli chiedono spiegazioni, non si tirano indietro ma l’unica sconcertante risposta che si sentono urlare contro è: Questo è stato il nostro benvenuto, froci di merda, anzi dovevano bruciarvi pure la macchina. Pezz’ i arruso.
Odio, branco, minacce – lo sappiamo (o forse no?) – sono gli strumenti dell’ignoranza e dell’istigazione di una società, quella italiana, che ama definirsi democratica e moderna – trincerandosi spesso dietro la definizione – ma che troppo spesso si nutre di episodi simili (il G8 di Genova, l’extracomunitario ucciso a spragante per un biscotto, la coppia romana di omosessuali picchiata all’ombra del Colosseo sono solo alcuni di essi), in genere obnubilati rapidamente a favore del flusso continuo del triccheballacche televisivo.
La domanda è: vogliamo continuare a tollerare questo status quo? Abbiamo anche una sola,fleblile, speranza che la nostra società si accorga verso quale barbaro baratro ci stiamo muovendo nel sonno?
[l'immagine di copertina è di Francesco Paolo Catalano e fa parte del portfolio Se potessi amore mio realizzato in occasione del primo Sicilia Pride]

MAPPATURA

