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Archivio per la categoria ‘nostradamus’

[ci è arrivata questa nota da un Ernesto Baj. questo Ernesto Baj sostiene di aver scritto statistiche per la Rosa, per anni. di conoscere i marcatori di qualsiasi partita giocata negli ultimi trent'anni. di sapere con certezza il peso di ogni giocatore dei campionati maggiori, di Europa e Sud America. noi non gli crediamo, ma pubblichiamo con piacere]

I quarti di finale dei Mondiali di calcio 2010 sono ormai delineati. Strane simmetrie si manifestano in alcuni gironi: il girone C (Inghilterra), e il girone F (Italia), per esempio, dove le due teste di serie sono obbligate a vincere l’ultima partita, con una classifica 4 – 2 – 2 – 0. La differenza è che l’Inghilterra, battendo la Slovenia è certa di passare come prima, mentre l’Italia, battendo la Slovacchia passerebbe come seconda, pur avendo entrambe le teste di serie due punti. Il girone C, per altro, è l’unico ancora aperto. Dando per scontata la vittoria dell’Inghilterra, l’altra partita (USA-Algeria) può decidere la seconda classificata.
Ciò non ostante, i quarti sono chiari: (more…)

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travolti!

alle elezioni politiche dello scorso anno (13-14 aprile 2008) la tendenza evidente è stata uno spostamento del voto a destra: da Rifondazione (Sinistra arcobaleno) al Pd, dal Pd all’Italia dei valori ecc.
il vero sfondamento è stato quello della Lega, arrivata a un clamoroso 8,3 percento, numero importante considerando la connotazione territoriale della Lega nord.

questo è il riepilogo dei dati del 2008 (Camera dei deputati, dati min. Interno):

Pdl                37,4
Lega nord      8,3
MpA              1,1

Pd                 33,2
Idv                  4,7

Udc                 5,6

Sin. arcob.      3,1

La destra        2,4

[tutti gli altri sotto l'un percento].

ora: il vero sfondamento nel 2008, come si diceva prima, è quello della Lega.

ma veniamo alle elezioni europee: con la scomparsa sostanziale del Pd, le previsioni sono: un Pdl vicino alla maggioranza assoluta – che comunque, di certo, sfonderà la soglia del 40 percento dei voti – un Idv che potrebbe raddoppiare i propri voti e una Lega che terrà.

il Pd continua a ragionare con la logica forzaitaliota.
per questo verranno travolti, del tutto. qualcuno dice che potrebbero non arrivare al 20 percento.
se così fosse, ci troveremmo – per la prima volta nella storia della Repubblica – con un partito che, da solo, potrebbe sfiorare o raggiungere la maggioranza assoluta dei voti.
mentre la Sinistra italiana non è rappresentata in Parlamento.
con l’unico partito di falsa-opposizione, il Pd, che – dopo poco più di un anno di vita – dovrà, per forza di cose, sciogliersi [non è pensabile che la somma dei voti pre-Pd sia così tanto maggiore dei voti del Pd].

va be’: lunedì si vedrà…

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quando si dice: non era Destino.
ma cos’è il Destino, se non una scusa per vuoti che non coincidono?
già, i vuoti.
ché l’Amore e l’Amicizia e il Lavoro e le Passioni, cosa sono se non vuoti che collimano?

il mio vuoto identico al tuo, il tuo vuoto vuoto come il mio. altrimenti no, niente.
ma, si sa: non era Destino…

[questa, dei vuoti, non l'avete sentita mai. è mia]
[e questa, 'sta canzone, l'avete già sentita e la risentirete ma è bella - nelle varie versioni su youtube è stata già vista da una milionata di persone]

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pazienza…

TRANI – annus domini 2009. se il motto di MilanoRomaTrani – nel 2008 – era: andrà tutto bene, per quest’anno è:

pazienza

[dài ch'è andato tutto bene, nel 2008! o no?]

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MilanoRomaTrani, il blog di carta.
  
Ci sono state antologie di blogger, e blogger diventati scrittori.
Ma mai un blog che diventa di carta.
MilanoRomaTrani – il blog collettivo più figo dello spaziotempo – lo fa, per primo, mettendo insieme:
i post più belli del suo primo anno di vita;
i racconti di:
Remo Bassini,
Giacomo Buratti,
Peppe Fiore
e Andrea Malabaila;
e le meravigliose fotografie di Salvatore Piombino.

 

pdf1

[clicca sull'immagine per sfogliare-visualizzare direfarbaciare, oppure clicca qui per scaricare il file in pdf, e stamparlo]

Perché – senza ipocrisia – l’aspirazione di chi scrive è finire in un bel volume rilegato, o per lo meno una rivista, un foglio chessò. Piazzarsi in righe giustificate su dei bei rettangoli di carta (la qualità è relativa) che per quanto possano ingiallire, ma chi ci toglie più da lì? In un certo senso, si potrebbe dire che gli scrittori sono peggio dei politici.

Poi arriva internet a rendere tutto più facile e rovina la festa. E con internet arrivano gli scriventi. E gli scrittori se la fanno sotto, perchè in fondo, più conservatori di loro, che ce l’hanno fatta, che sono arrivati lì nell’empireo di toner e cellulosa… sì, sono maledettamente conservatori e reazionari. Un po’ come i giornalisti, che invocano a zigomi alti la libertà di stampa e l’informazione partecipata, mentre il loro incubo peggiore è perdere il tesserino di finta pelle bordò, e mai – ripeto mai – si sognerebbero di schierarsi a favore dell’abolizione dell’Ordine professionale di mandiboliana memoria.

E dunque – si diceva – arrivano gli scriventi. Che non sono né scrittori, né giornalisti, ma si sentono tali – i tapini! Tutti scrittori, tutti giornalisti! Tanto ormai non ci vuole niente, con i blog. Ma come si permettono, questi sacrileghi impuniti… E poi però, meglio farla breve, capita che gli scriventi vengano letti più dei giornalisti e molto più degli scrittori. Sondarne le ragioni diventa un puro esercizio intellettuale, con davvero poco stile e troppo impegnativo, rispetto ai risultati finora prodotti.

E come in ogni ciclo umano, origine e fine si piacciono e si scopano, così, al primo appuntamento. Senza troppe complicazioni. Cause e conseguenze si confondono. E gli scrittori, e i giornalisti, provano a fare gli scriventi. Alcuni sono anche pagati per farlo.

MRT è fatta (femminile!) di scriventi, scrittori, giornalisti. E a volte anche di gente normale. E si arroga – giustamente – il primato di averli messi insieme, fino a non capire lei stessa chi è chi, chi fa cosa, ma soprattutto perché. Ma solo godere di un evoluzione talmente naturale da sembrare volgare. Un lusso per pochi: non c’è niente di più trasgressivo dell’essere travolti da qualcosa a tal punto da dimenticarsene le orgini.

MRT festeggia tutto questo con direfarebaciare. Cos’è, lo si scopre scaricandolo e magari guardandolo, anche. Una cosa che sta sul monitor, dove gli scriventi si trovano più a loro agio, ma che può diventare di carta, così gli scrittori sono contenti e chè è firmata [nome & cognome] per la gioia massima dei giornalisti.

E che sarà letta, tanto.

Che in fondo, è davvero quello che interessa a tutti. Noi.

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I numeri non mi sono mai andati troppo giù. Apposta mi sono iscritto al Liceo Classico. Come la maggior parte degli aspiranti umanisti, il mio precipuo interesse era scansare a falcate larghe la matematica. Eppure con il tempo cresci, maturi e iniziano a piacerti – e parecchio anche - cose che da ragazzino, potendo, avresti eliminato dalla lista del creato. Come i broccoli, o la sogliola, o il succo di pompelmo. E magari capisci che i numeri, se li hanno inventati, a qualcosa dovranno pur servire. A segnare date importanti, ad esempio. Ricorrenze, traguardi. Importanti pure quelli. Come i punti di partenza, che non sempre, non per forza, devono coincidere con delle destinazioni finite.

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da A. Baricco, I Barbari. Saggio sulla mutazione:

Così i barbari si sono inventati l’uomo orizzontale. Gli dev’essere venuta in mente un’idea del genere: ma se io impiego tutto quel tempo, quell’intelligenza, quell’applicazione a viaggiare in superficie, sulla pelle del mondo, invece di dannarmi a scendere in profondità? Non sarà che il senso custodito nella Nona [Ndr: La Nona sinfonia di Beethoven] non diventerebbe visibile nel lasciarlo libero di vagare nel sistema sanguigno del sapere? [...] Avevano davanti il modello del borghese colto, chino sul libro, nella penombra di un salotto con le finestre chiuse e le pareti imbottite: l’hanno sostituito, istintivamente, con il surfer. Una specie di sensore che insegue il senso là dove è vivo in superficie, e lo segue ovunque nella geografia dell’esistente, temendo la profondità come un crepaccio che non porterebbe a nulla se non all’annientamento del moto, e quindi della vita.
Pensate che non sia faticosa una cosa del genere? Certo che lo è, ma di una fatica per cui i barbari sono costruiti: è un piacere per loro. È una fatica facile. È la fatica in cui si sentono grandi e sicuri di se.

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Contro di te avanza un distruttore:
montare la guardia alla fortezza,
sorvegliare le vie, cingerti i fianchi,
raccogliere tutte le forze. Lo scudo dei suoi prodi rosseggia,
i guerrieri sono vestiti di scarlatto,
come fuoco scintillano i carri di ferro
pronti all`attacco; le lance lampeggiano. Per le vie tumultuano i carri,
scorazzano per le piazze,
il loro aspetto è come di fiamma,
guizzano come saette. Si fa l’appello dei più coraggiosi
che accorrendo si urtano:
essi si slanciano verso le mura,
la copertura di scudi è formata. Le porte dei fiumi si aprono,
la reggia è in preda allo spavento. La regina è condotta in esilio,
le sue ancelle gemono come con voce di colombe
percuotendosi il petto. Ninive è come una vasca d`acqua agitata
da cui sfuggono le acque.
“Fermatevi! Fermatevi!” ma nessuno si volta.

[Naum 2, 3-9]

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[consiglio: ascoltali tutti e due insieme; poi ascoltali tutti e tre insieme]


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Ho ventiquattro anni. Un privilegio per cui ringrazio i miei genitori.
Avere ventiquattro anni oggi è una bella fortuna.
Anche perchè credo che il 1984 sia stato un anno chiave. E non sono l’unico a pensarla cosi, direi. Ci dev’essere qualcosa di esoterico, forse. Una specie di “anno di mezzo”, un varco spaziotemporale. Questo spiegherebbe sicuramente la moda di quel decennio…

 
Noi ventiquattrenni possiamo permetterci di avere già adesso ricordi vintage dell’ultimo lembo anni 80 e deprecare in largo anticipo lo scadimento delle “nuove generazioni”: aver usato un super santos ovalizzato o comprato un lemonissimo a 400 lire ci rende già vecchi, pur giovani. La nostalgia del passato è un lusso che solo i ventiquattrenni di oggi possono permettersi così presto…

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