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Archivio per la categoria ‘notizie’

Parte il 19 gennaio, ’Le mie poesie non cambieranno il mondo’, la nuova rubrica di poesia di generAzione rivista (on line su http://www.generazionerivista.com). Ogni due giovedì sul sito il testo di un poeta contemporaneo: niente ‘classici’ perché è dal Liceo che ce li portiamo dietro, interpretati sempre e solo allo stesso modo, e spazio alle voci poco conosciute di oggi.

Il titolo della rubrica è anche un verso di Patrizia Cavalli, scelto perché ne riassume perfettamente il senso. Siamo partiti dal presupposto che la poesia non è snob: nonostante per anni l’abbiano sempre presentata come difficile, comprensibile solo per pochi eletti, per noi la poesia non è così. Per noi la poesia è tante cose: è quasi musica, è comunicazione, è profondità ed è anche andare a capo a caso. E vogliamo perciò semplicemente dire: ehi, anche nel 2012 c’è in giro tanta poesia; lo sapevate?
L’approccio sarà molto concreto, lasciando da parte retorica e sentimentalismi che, nel 2012, sono abbondantemente superati. Ogni due settimane, sul sito, ci sarà una recensione, oppure un’intervista o una riflessione. Ci limiteremo al singolo testo del singolo autore, con l’analisi di qualche poesia anche solo a mo’ di citazione, ma non mancheranno contributi più ampi.  

La rubrica è a cura di Iuri Moscardi, Matteo Bianchi, Iris Karafillidis, Diana Osti, Alessandra Trevisan, Maddalena Lotter e Andrea Checcucci e durerà almeno un anno.

Il verso si contraddice, dice e non dice, sfuma le cose, le suggerisce senza definirle: con questa rubrica, noi cerchiamo un bandolo della matassa e ve lo diamo in mano. Il resto sarà solo merito vostro.

Qui trovate l’evento Facebook a cui iscrivervi per essere costantemente aggiornati sulle nuove uscite.
Qui invece la pagina di presentazione sul sito di generAzione rivista.

 

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I quotidiani italiani vendono ogni giorno, complessivamente – tutti insieme, sia in edicola che per abbonamento – fra 5 milioni e 5,5 milioni di copie. Poco più di 9 copie ogni cento abitanti. Una media che ci vede agli ultimi posti nella graduatoria della diffusione dei giornali nell’intero mondo civilizzato. Però esiste la categoria del “lettorato”, vale a dire di coloro che leggono il giornale che acquistano più coloro che lo leggono “a sbafo”. E qui pare che l’Italia vada forte. A prendere per buone le rilevazioni effettuate dall’Audipress, ogni copia di quotidiano venduta verrebbe letta in media da sei italiani (colui che lo compra più cinque che lo leggono senza pagarlo: in famiglia, al bar, in ufficio, dal parrucchiere, nelle sale d’aspetto, ecc.).

Secondo questi dati, sarebbero dunque più di 35 milioni le persone che ogni giorno leggono un quotidiano. A leggere (e a comparare) le rilevazioni Ads-Fieg delle vendite nel periodo compreso fra il settembre 2010 e il febbraio 2011, e quelle Audipress del lettorato relative al periodo settembre 2010 – marzo 2011, il massimo di sbilancio fra acquirenti e lettori lo deterrebbe la Gazzetta del Mezzogiorno di Bari, che “vanta” un rapporto di 19,1: cioè ogni copia acquistata verrebbe letta da più di 19 individui. Lo segue un altro quotidiano regionale meridionale, Il Mattino di Napoli, con un rapporto di 13,1. Altri tre quotidiani regionali, quelli del gruppo Riffeser, il Resto del Carlino di Bologna, La Nazione di Firenze e Il Giorno di Milano avrebbero, per ogni copia, rispettivamente 8,19, 7,35 e 5,98 lettori.

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[ci è arrivata questa nota da un Ernesto Baj. questo Ernesto Baj sostiene di aver scritto statistiche per la Rosa, per anni. di conoscere i marcatori di qualsiasi partita giocata negli ultimi trent'anni. di sapere con certezza il peso di ogni giocatore dei campionati maggiori, di Europa e Sud America. noi non gli crediamo, ma pubblichiamo con piacere]

I quarti di finale dei Mondiali di calcio 2010 sono ormai delineati. Strane simmetrie si manifestano in alcuni gironi: il girone C (Inghilterra), e il girone F (Italia), per esempio, dove le due teste di serie sono obbligate a vincere l’ultima partita, con una classifica 4 – 2 – 2 – 0. La differenza è che l’Inghilterra, battendo la Slovenia è certa di passare come prima, mentre l’Italia, battendo la Slovacchia passerebbe come seconda, pur avendo entrambe le teste di serie due punti. Il girone C, per altro, è l’unico ancora aperto. Dando per scontata la vittoria dell’Inghilterra, l’altra partita (USA-Algeria) può decidere la seconda classificata.
Ciò non ostante, i quarti sono chiari: (more…)

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Il crepuscolo del Memento Mori

Al direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per la sua costante e impagabile opera di promozione dell’orgoglio nazionale;
Al direttore del Tg2, Mario Orfeo, che non vuole essere da meno, rispetto al più celebre collega, e si è così prodigato, nei giorni scorsi, nel più grande spettacolo di magia che la storia abbia mai conosciuto, la scomparsa di 20 mila persone radunate su un tratto di autostrada -oh quale orgoglio verrà da un simile prodigio!-; (more…)

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Da oltre un mese e per molto altro tempo ancora: una frana a Montaguto, in provincia di Avellino, ha interrotto la linea ferroviaria Foggia-Benevento. Interrompendo, di conseguneza, i collegamenti ferroviari di tutta la Puglia con Roma. Se prima della frana per andare da Bari a Roma [distanza: 412 km], in treno, ci volevano circa cinque ore – l’Altavelocità quaggiù è una sorta di utopia futuribile – ora ce ne vogliono, teoricamente, sei e mezza. Ovvero Trenitalia stima il ritardo congenito per Roma in 90 minuti – si deve prendere un autobus sostitutivo, e poi un altro treno; per inciso gli autobus in questione non prevedono un servizio per disabili, ai quali Trenitalia consiglia di andare a Roma passando [!] da Bologna (una decina di ore di viaggio, con almeno un cambio).

Ieri Trenitalia ha fatto girare questo comunicato stampa, nel quale comunica la soppressione di due collegamenti fra Puglia e Roma:

Il perdurare dell’interruzione della circolazione ferroviaria tra Benevento e Foggia, causata dalla frana staccatasi da un’area non di pertinenza del Gruppo Fs nella zona di Montaguto, in provincia di Avellino, ha imposto a Trenitalia una temporanea revisione dell’attuale orario. A partire dal 12 aprile e fino al termine dell’interruzione saranno cancellati due treni Frecciargento tra Roma e Bari. Lo rende noto Ferrovie dello Stato. Si tratta del 9353, in partenza dalla Capitale alle 11.15 e arrivo a Bari alle 15.30, e del 9356, con partenza programmata dal capoluogo pugliese alle 17.16 e arrivo a Roma alle 21.15.

Lo sapevate? Eh?

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Chissà quanti delusi. Quanti frustrati. Dopo le regionali 2010 l’Italia è una Repubblica divisa in due, tenuta insieme dal libro paga berlusconiano. Il colore dei soldi è il verde, nei fumetti. Ma provo adesso – che magari si è più distesi – a dire tre cose. Che poi le cose, italicamente sono come le rose: ci stanno le spine, perciò bisogna esprimersi bene. E in fretta, su Internet. Allora l’altro giorno, Raiperunanotte, ci stava il regista, l’intellettuale. Soprattutto: vecchio. Ha detto, anche lui, delle cose. Io adoro i vecchi. Ma è il seguito che hanno che mi inquieta. Dopo che Monicelli ha parlato, il turbinio di aggettivi: “lucido”, ma anche “intellettuale” e “vecchio”, che pure è un aggettivo. Ma i vecchi, soprattutto se intellettuali, hanno questo: si tirano il diluvio appresso. E i vecchi, soprattutto se intellettuali, hanno vissuto abbastanza da sapere quello che dicono. Solo non sanno come i cervelli dei giovani decodificheranno il messaggio, io penso. Monicelli ha detto che la speranza è – in sostanza – una gran puttana da poveri cristi. Un concetto inventato dal padrone, per fregarti. Suona bene. Ha aggiunto, poi, che l’Italia è un paese conservatore, e che il cambiamento presuppone dei meccanismi che, in fin dei conti, ci fanno cacare sotto un po’ tutti. Perciò, ha concluso, è tempo di una rivoluzione.

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quanto vendono i giornali italiani? qual è la loro tiratura?

TESTATE            Tiratura media    Resa    Vendute

CORRIERE DELLA SERA        733.274    150.633    512.603
REPUBBLICA (LA)            648.991    144.665    456.176
GAZZETTA SPORT-LUNEDI (LA)    618.069    169.318    402.997
GAZZETTA SPORT (LA)        490.760    138.105    307.223
STAMPA (LA)            416.215    105.092    263.711
CORRIERE SPORT-STADIO LUN.    404.410    156.119    244.883
CORRIERE SPORT – STADIO        341.729    133.245    205.543
MESSAGGERO (IL)            290.780    81.724    201.090
SOLE 24 ORE (IL)            384.771    66.920    176.603
GIORNALE (IL)            275.420    97.529    171.454 (more…)

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di Matteo Pascoletti

Riporto, con modifiche formali (ma non sostanziali) il testo della mail che ho inviato ieri (6/3/2010) al Quirinale, aggiungendo un’importante domanda relativa alla notizia data dal Messaggero. Affinché il Presidente risponda, prego chiunque si riconosca nelle domande che ho posto di diffondere questo articolo via web.

Illustre Presidente,
Dopo la sua decisione di firmare il decreto interpretativo, non posso che ritenermi irrimediabilmente deluso dalla sua persona. L’ultima cosa che mi rimane da fare, come cittadino, prima di dover accettare con dolore e con rabbia uno stato di cose che non può assolutamente rappresentare i miei ideali di Democrazia, Giustizia e Verità, uno stato di cose per cui persone che agiscono in palese violazione della Costituzione hanno creato un sistema di potere che sta progressivamente esautorando le istituzioni e gli organi di controllo, è farle delle semplici domande.

Innanzi tutto, chiamare quel decreto interpretativo costituisce una presa in giro nei confronti del diritto, della Costituzione, della Repubblica, delle persone che sono morte perché l’Italia potesse diventare una Repubblica e delle persone che sono morte per evitare che cessasse di esserlo.
Lei ha avvalorato il comportamento di un gruppo di persone che, per rappresentare solo ed esclusivamente i propri interessi personali, ha utilizzato come scusa la parola libertà, commettendo un vero e proprio stupro della lingua, delle istituzioni e della storia di questo Paese. Uso il termine stupro per sottolineare la violenza di un simile atteggiamento, con cui si piegano il linguaggio e le regole con la violenza della mistificazione, della propaganda ideologica, dell’eliminazione mediatica dei nemici o dei personaggi scomodi e con forme di censura palesi e incontrovertibili.
Lei è davvero convinto, ieri sera, di aver agito nell’interesse del popolo italiano?

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in attesa di prendere il treno per Firenze, mentre riempio la mia valigia di cartone di galline, cozze e soppressata, scopro un sito a dir poco interessante. si chiama italiadallestero. traducono articoli usciti sulla stampa estera. spulciando un po’ si nota la solita spocchia francese [Le Monde: qui da noi in Francia una situazione come quella italiana sarebbe impossibile], il solito razzismo inglese [sul Telegraph leggo: gli italiani votano Berlusconi perché sono furbi, non vogliono fare fatica ecc.]. ma c’è anche altro: un giornale norvegese mi fa scoprire che in Italia è un esistito un Terzo corpo d’Armata fantasma. ovvero c’inventammo un esercito di 300.000 uomini armati a tutto punto cazzutissimi, con tanto di comando, ufficiali, promozioni ecc. tutto falso, fatto per i servizi segreti del blocco sovietico. ora – dice il giornale norvegese – il problema son proprio le cartacce, che non possono essere distrutte, ché son segreto di Stato. e occupano un sacco di spazio.

poi, mi chiedo: e in Colombia che pensano di noi?
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