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Archivio per la categoria ‘programmi’

I tunisini escono in massa al di fuori del Campo tra gli applausi della gente. Gli agenti in assetto antisommossa, sbucati dal nulla (proprio come i tunisini nelle campagne fino a qualche giorno fa) non si muovono. Erano stati chiamati per intimorire qualche militante di sinistra giunto lì per dare una mano e finito a provocare. Adesso gli agenti non possono fare niente. Una ragazza si fa incontro alla massa di profughi, ne ferma due, è in lacrime, gli spiega che se escono dal Campo verranno riacciuffati come clandestini e rimpatriati. Comunque non avranno il passaporto. Due tunisini l’abbracciano, non capiscono, «No male», dicono, forse pensano che lei abbia paura di loro.

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Massimo Coppola, Avere Ventanni, episodio 10, prima serie (girato nel 2004):

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un video del collettivomensa. la voce narrante è di un imprecisato membro di Riot van:

[se la cosa può interessare: mi trova d'accordo al cento percento]

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PANORAMA REGALA FORZA ITALIA

da Repubblica — 05 marzo 1994, pagina 6

ROMA – Il programma di Forza Italia, un corposo libretto di 95 pagine, da allegare al prossimo numero di Panorama. Una decisione presa da giorni, ma che sta riportando il settimanale della Mondadori berlusconiana nel vento delle polemiche. Polemiche interne, sollevate dai giornalisti e dal comitato di redazione dopo che ieri mattina il direttore Andrea Monti ha convocato i giornalisti. Il motivo? Spiegare che l’ iniziativa di allegare il programma di Forza Italia al settimanale avrebbe con ogni probabilità creato disagi a tutti. Un rifiuto è impensabile e del tutto arbitrario rispetto alle norme sulla pubblicità elettorale [...]. (more…)

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Benvenuti nell’anno XXXIV della nuova era. Qui è quando-dove si scrive per pubblicare. Pubblicare vuol dire tutto. È tutto. Ti cambia la vita, e ti prendi le tue rivincite – tutti quei nomi che ti sei segnato, che son anni che te li scrivi uno dopo l’altro – finalmente, finalmente hai il tuo libro fra le mani, e, prima o poi, finirà nelle mani di tutti e allora ecco, sì, ce l’hai fatta. Hai il tuo pulpito, il tuo palco, la tua tribuna da dove dire quello che devi dire, finalmente. Sì… ma ce l’hai qualcosa da dire? (more…)

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[chi ci segue lo sa: qui a Milanoromatrani disprezziamo l'Attualità. non partecipiamo alle mode del momento, non ci tingiamo di arancione, o verde, o chissà che colore, a seconda di quello che la televisione ci dice di fare. ci rifugiamo su questo piccolo scoglio dove ci raccontiamo storie e favole e miti, stando attenti alle onde dei media. però ci sono due cose interessanti da leggere, in giro. eccole qui:]

[un'analisi perfetta di globali, sul suo blog:]
(…) Se ci fate caso, negli ultimi giorni il ritornello dei berluscones – in primis del nostro mitico direttore del tg1 (di cui mi occupai in tempi non sospetti, qui, qui e qui)- è quello di dire più o meno così: “queste vicende sono ‘gossip’, fatti privati di Berlusconi. Se io non ne parlo nel mio tg, sui miei giornali, nelle mie trasmissioni non è per autocensura ma è perchè non mi faccio dettare la scaletta delle notizie da Repubblica”. Minzolini lo ha detto chiaramente nel suo video editoriale di ieri sera: “sarebbe stato davvero incomprensibile privilegiare polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco“. Le stesse cose le hanno dette esponenti PDL come Lupi, giornalisti de Il Giornale, e altri personaggi del giro.
Fateci caso, questo concetto lo stanno ripetendo in tanti, dalle parti di Palazzo Grazioli.
E’ molto interessante che questo avvenga, perché dimostra qual è la forza e, al contempo, il tallone di achille del sistema propagandistico berlusconiano. (leggi tutto…)

[un pezzo si Scarpa sul Primo amore, che finisce così:]
Quello che è venuto fuori in queste settimane è molto più semplice. Molto più umano. Le feste di Capodanno in Sardegna, i dopocena a palazzo Grazioli, le vacanze circondato da belle ragazze, il gelato gratis per gli ospiti, le donne fresche, sorridenti, dappertutto, la caricatura scadente della canzone napoletana, le barzellette in ogni occasione…
Lo spettacolo televisivo che ci ha proposto Berlusconi, da trent’anni a questa parte, il sogno in cui ci ha risucchiati, non era una strategia di marketing. Era quello che piace veramente a lui. Era il suo sogno. Quello che, appena può, lui allestisce scenicamente per sé stesso, dal vivo, intorno a sé, a casa sua, a palazzo, nelle sue ville, facendolo recitare in carne e ossa dalle sue giovani invitate, i suoi suonatori di chitarra, gli ascoltatori delle sue barzellette.
La tivù con cui ha conquistato l’Italia è esattamente la realtà che allestisce per sé. Nessuna discrepanza fra lo spettacolo riservato al principe e quello offerto ai sudditi. A ridosso della scena, dentro casa, con la tivù che ci recita in bocca, imbevuti dalla sua luce, siamo stati risucchiati dentro il sogno del padrone.

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lavoratori!

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cavalcare la paura è sempre stata la via più diritta per consolidare il potere. il potere nasce dalla paura. ti do il potere perché tu mi possa liberare dalla paura. ma il potere che s’è formato dalla paura, attraverso la paura, non elimina la paura, la fomenta.

chiunque – come me – abbia visto gli anni ottanta, sa bene che non esiste nessuna emergenza. se ci sono delle emergenze criminali, queste sono legate alle mafie, e alle lobby mafiose. ai soldi degli appalti truccati (o manco banditi) con i quali si costruiscono – continuamente – nuove case. palazzi, e palazzi, e palazzi. mattone. ponte. autostrada. binario.

ma a me, negli anni ottanta, m’hanno messo un coltello alla gola – uno di quelli grossi e col seghetto dalla parte non affilata; e ho difeso, una volta, le mie diecimila lire, che erano un tesoro. e, di fronte a casa mia, una sera c’era un morto ammazzato, e la moto di grossa cilindrata che guidava il morto prima di morire era a terra – pure lei. c’era l’eroina. i tossici si vedevano. ora no, ora siam tutti tossici, tutti a sniffare, ché male non fa.

cavalcare la paura: è facile, troppo facile. fomentare, creare la paura: ancora più facile. è sufficiente mandare ininterrottamente in tivì le notizie giuste. pilotare i fatti. “questo tira” dice il caporedattore, e si fanno servizi su servizi. e finto approfondimento. (more…)

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MilanoRomaTrani, il blog di carta.
  
Ci sono state antologie di blogger, e blogger diventati scrittori.
Ma mai un blog che diventa di carta.
MilanoRomaTrani – il blog collettivo più figo dello spaziotempo – lo fa, per primo, mettendo insieme:
i post più belli del suo primo anno di vita;
i racconti di:
Remo Bassini,
Giacomo Buratti,
Peppe Fiore
e Andrea Malabaila;
e le meravigliose fotografie di Salvatore Piombino.

 

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[clicca sull'immagine per sfogliare-visualizzare direfarbaciare, oppure clicca qui per scaricare il file in pdf, e stamparlo]

Perché – senza ipocrisia – l’aspirazione di chi scrive è finire in un bel volume rilegato, o per lo meno una rivista, un foglio chessò. Piazzarsi in righe giustificate su dei bei rettangoli di carta (la qualità è relativa) che per quanto possano ingiallire, ma chi ci toglie più da lì? In un certo senso, si potrebbe dire che gli scrittori sono peggio dei politici.

Poi arriva internet a rendere tutto più facile e rovina la festa. E con internet arrivano gli scriventi. E gli scrittori se la fanno sotto, perchè in fondo, più conservatori di loro, che ce l’hanno fatta, che sono arrivati lì nell’empireo di toner e cellulosa… sì, sono maledettamente conservatori e reazionari. Un po’ come i giornalisti, che invocano a zigomi alti la libertà di stampa e l’informazione partecipata, mentre il loro incubo peggiore è perdere il tesserino di finta pelle bordò, e mai – ripeto mai – si sognerebbero di schierarsi a favore dell’abolizione dell’Ordine professionale di mandiboliana memoria.

E dunque – si diceva – arrivano gli scriventi. Che non sono né scrittori, né giornalisti, ma si sentono tali – i tapini! Tutti scrittori, tutti giornalisti! Tanto ormai non ci vuole niente, con i blog. Ma come si permettono, questi sacrileghi impuniti… E poi però, meglio farla breve, capita che gli scriventi vengano letti più dei giornalisti e molto più degli scrittori. Sondarne le ragioni diventa un puro esercizio intellettuale, con davvero poco stile e troppo impegnativo, rispetto ai risultati finora prodotti.

E come in ogni ciclo umano, origine e fine si piacciono e si scopano, così, al primo appuntamento. Senza troppe complicazioni. Cause e conseguenze si confondono. E gli scrittori, e i giornalisti, provano a fare gli scriventi. Alcuni sono anche pagati per farlo.

MRT è fatta (femminile!) di scriventi, scrittori, giornalisti. E a volte anche di gente normale. E si arroga – giustamente – il primato di averli messi insieme, fino a non capire lei stessa chi è chi, chi fa cosa, ma soprattutto perché. Ma solo godere di un evoluzione talmente naturale da sembrare volgare. Un lusso per pochi: non c’è niente di più trasgressivo dell’essere travolti da qualcosa a tal punto da dimenticarsene le orgini.

MRT festeggia tutto questo con direfarebaciare. Cos’è, lo si scopre scaricandolo e magari guardandolo, anche. Una cosa che sta sul monitor, dove gli scriventi si trovano più a loro agio, ma che può diventare di carta, così gli scrittori sono contenti e chè è firmata [nome & cognome] per la gioia massima dei giornalisti.

E che sarà letta, tanto.

Che in fondo, è davvero quello che interessa a tutti. Noi.

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[consiglio: ascoltali tutti e due insieme; poi ascoltali tutti e tre insieme]


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