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Archivio per la categoria ‘si’

Una piccola banda mariachi suona sul bordo della strada. Dopo un po’ si ferma, si mette in ascolto.

ATTO I: Questioni generali
così si discute di un tema per cui sono state già combattute due o tre guerre e sganciate almeno sei bombe H.
dunque la questione è: è preferibile, in un rapporto di coppia, che il male, tutto il male possibile e reciproco, venga fatto all’inizio, in mezzo, o piuttosto in coda al rapporto stesso?
da un certo punto di vista appare chiaro che all’inizio il male potrebbe portare meno danni o arrecare minor dolore. c’è meno impegno in gioco. c’è meno fuoco in mezzo. meno polvere sugli scaffali. e il materiale, che sia corpo o anima, all’inizio è ignifugo. dunque, si faccia pure all’inizio, tutto insieme, tutto d’un fiato. aiuterà a far selezione, in seguito, di gesti e intenti, appropriazioni indebite e furti aggravati. dunque: passerà.
seconda ipotesi: in mezzo. dunque il male potrebbe ravvivare, disambiguare, puntando all’osso del rapporto gustando assieme la carne. potrebbe essere banco di prova, conferma, sintesi (in senso hegeliano, s’intende), inizio di progetto vero: forse avvio. certo, a quel punto necessiterebbe di alcol per essere superato: con tanto blues. da parte di entrambi. potrebbe comunque essere opera del signore o del demonio in egual misura, soprattutto: potrebbe essere. porta su un futuro condizionato. così: si faccia tutto, in un colpo solo. e dunque: potrebbe passare.
infine: in coda. il male sarà scelta. oppure sarà scelto, perché ci sia scelta. purché ci sia scelta. sarà comodità o ripiego, ma sarà — e non: sarebbe, o sarebbe stato, né fuèhoavremo. sarà onda se c’è scoglio e poi schiuma e poi guano di gabbiano e poi spiaggia, erosione avvenuta e certificata, scheletro di galeone, fondo del mare, fondo, raschiato, cambiato, nuovo, fine degli aggettivi, fine di ogni aggettivo, fine. dunque: sarà, è passato.

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L’ottava vibrazione di Carlo Lucarelli

ottavavibrazione


Un enorme e immediato successo.

Questo l’esito ottenuto dal nuovo romanzo di Carlo Lucarelli, L’ottava vibrazione a pochi giorni dalla sua uscita. Certo, i lettori hanno dovuto attendere per ben sette anni ma l’autore delle indagini del commissario De Luca si è fatto ampiamente perdonare con un testo ricercato, godibile e di ampio respiro.

Già, perchè ne L’ottava vibrazione Lucarelli percorre la via del romanzo a sfondo storico. Gli eventi si svolgono a pochi giorni dalla battaglia di Adua del 1896 che vide fronteggiarsi l’esercito dei colonizzatori italiani e le truppe abissine del negus Menelik II. Ma la scelta di Lucarelli, pur nell’accuratezza delle descrizioni storiche, è stata quella di tenere i grandi eventi storici e politici sullo sfondo privilegiando le vicende personali dei molti protagonisti.

I risultati delle ricerche storiche di Lucarelli si mostrano al lettore in maniera equilibrata e mai predonimante. Ne L’ottava vibrazione manca il proverbiale compiacimento dell’autore di romanzi a sfondo storico nei confronti del proprio sapere, sostituito qui da una grande attenzione rivolta al lettore, guidato quasi per mano nella selva del sapere autoriale e per questo rassicurato e spinto ad essere più ricettivo nei confronti di un testo polimorfo e particolareggiato.

Inoltre L’ottava vibrazione conserva, per quanto in maniera assai singolare, alcuni tratti tipici del racconto nero avvalendosi spesso dei topoi più classici della detection story. Nonostante tutto però è impossibile non riflettere sulla scelta di Lucarelli di distanziarsi dal noir più coerente. Le motivazioni in questo caso vanno ricercate in una maggiore maturità della scrittura di Lucarelli, mutuata da anni di esperienza non solo nel campo della scrittura ma anche nei settori della divulgazione e dell’intrattenimento.

Grazie a questo bagaglio il nostro riesce in maniera sempre più attenta e precisa a trasferire sulla pagina tutte le suggestioni sensoriali utili al coinvolgimento del lettore. Basti pensare al caldo della citta di Massua (dove sono ambientate la maggior parte delle vicende) che risulta essere personaggio del romanzo quanto gli altri e molto spesso “comprimario” delle azioni cruciali della trama.

Le motivazioni che muovono le vicende passionali e le azioni più assolute dei protagonisti vengono inoltre descritte da Lucarelli in maniera chiara e sensata attraverso una lingua accurata, quasi alla stregua dell’approccio scientifico e rappresentata nelle sue diverse esistenze dialettali e fonetiche, nell’intento di sottolineare maggiormente l’unicità dei diversi protagonisti. È proprio qui che risiede uno dei maggiori punti di forza di Lucarelli, nel permettere al lettore di guardare la realtà da differenti punti di vista, amplificando così la percezione dell’intera vicenda.

Nel romanzo però c’è spazio anche per la critica sociale. Questo avviene quando Lucarelli decide di portare sulla pagina il dibattito sul rapporto tra imperialismo e colonialismo attraverso i dialoghi, le opinioni e le diverse motivazioni dei protagonisti, delineando sulla pagina la questione del difficile rapporto con la diversità culturale. Una nota genuinamente critica (ma mai invasiva) che fa anche riferimento al dibatitto politico odierno generando una commistione tra passato e presente che porta il lettore a una maggiore riflessione sull’argomento.

In definitiva è lecito considerare L’ottava vibrazione il romanzo della “scommessa” (come già affermato da Lucarelli stesso), una sorta di sfida al lettore ad ampliare i propri orizzonti culturali attraverso una testo di grande narrativa.

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