Cento blogger hanno deciso di alzare la mano, rispondendo alla chiamata di Las Vegas edizioni. Si tratta di un gioco-concorso: è sufficiente ricopiare questo post sul proprio blog e inviare per mail il link di un proprio post – una narrazione, un’idea, qualcosa che colpisca.
Alla fine gli autori selezionati entreranno a far parte di un’antologia.
Il punto cruciale della questione è: la rete ha cambiato le scritture e le narrazioni?
Se ne parla da dieci anni, da quando prima l’avvento dei fora e del forumismo, e poi l’invenzione del blog (web + log) hanno reso democratico l’uso di internet.
Dalla fine degli anni novanta (forum) e dall’inizio degli anni duemila (blog) chi aveva (e ha) qualcosa da dire, può farlo senza costi, senza controlli, senza permessi.
Negli atti di un convegno di otto anni fa (La scrittura professionale. Ricerca, prassi, insegnamento. Atti del I Convegno di studi – Perugia, Università per Stranieri, 23-25 ottobre 2000) si legge:
La scrittura in rete sta imponendo stili e tipi di testo (e modalità di lettura, scrittura, organizzazione del testo) in passato generalmente non praticati (vi si sofferma, tra l’altro, Raffaele Simone, che riprende quanto detto altrove più estesamente). Qualcosa di paragonabile a quando si passò dal rotolo al codice: sta cambiando il nostro modo di interazione fisica col supporto scritto. Quanta porzione di testo riesco a leggere quando srotolo un papiro? Che cosa cambia quando lo stesso testo posso sfogliarlo? Quale forma prende il testo quando l’unità di lettura non è più la pagina che sfoglio ma la videata che faccio scorrere?
Nel 2004 Eianudi dà spazio – per la prima volta – alle narrazioni dei blogger: esce l’antologia La notte dei blogger, a cura di Loredana Lipperini. L’idea era raccogliare le narrazioni dei blogger più seguiti, più in vista, le webstars (all’epoca si chiamavano: Proserpina, Arkangel, Sasaki Fujika ecc.).
Da allora su blog e blogger sono usciti innumerevoli libri – tutta saggistica, tipo “Come mettere su un blog in 5 minuti”, “Chi scrive sui blog?” e roba simile.
Nessuno, però, ha mai pensato di chiedere ai blogger, a chi “scrive in rete”, di alzare la mano e chiedere – loro, sì: direttamente – di far parte di un libro; di segnalarsi e di partecipare a una selezione.
O meglio, nessuno fino a oggi.
La volontà di fare qualcosa che faccia epoca c’è. Le adesioni anche; è possibile partecipare ancora per un mesetto.
Chi vuole, lo faccia.
MAPPATURA

