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Archive for the ‘bari’ Category

Tra qualche giorno nasce una rivista autoprodotta, distribuita gratuitamente – leggi: “free press” – a colori, su carta riciclata. Ma la cosa nuova è: la rivista è per bambini. Ecco: è la prima free press al Mondo per bambini. In realtà qualche mese fa è uscita questa cosa, ma è un’altra cosa, fatta in grande stile, con tanti soldi ecc. Noi cominciamo con una tiratura di 500 copie, distribuendo nella Bat-provincia (Barletta Andria Trani), e cominciamo come autoproduzione vera. La rivista si chiama Yuri e questa qui è la copertina del numero zero:

numero zero

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Quel che resta della pubblicità
di Bruno Ballardini

Barbara Montereale (quella dello scandalo Tarantini) campeggia compiaciuta sull’affissione 6×3 mentre il titolo recita “E tu dove glielo metteresti?”. Gratuita come intenzione ma ancora più gratuito presumere che il pubblico, cui ci si rivolge con “E tu“, sia necessariamente complice e condivida questa intenzione. Grazie a Internet è subito scandalo nazionale, pur trattandosi di un’affissione locale.

Poco importa che Michele Emiliano, il sindaco di Bari, abbia disposto la rimozione immediata delle affissioni firmate dalla catena di negozi «Giallo oro» e comparse sabato – dovrebbero essere state rimosse teoricamente ieri, chiediamo agli amici baresi se poi è stato fatto veramente – tanto ormai l’obiettivo era stato raggiunto. In tempi di crisi economica, molti imprenditori hanno l’idea balzana di riuscire ad ottenere ugualmente un grande risultato investendo di meno (e poi diciamocelo, “lo sparambio è già un guadambio!“).

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Questo perchè io, davvero, credo che la forma fisica sia la via verso la felicità… o se non lo è, per lo meno aiuta!

Moda, arte e design incontrano la cultura presso il concept store My tea cup.
In occasione della nascita del suo book corner, lo staff di My tea cup vi invita al primo di una serie di appuntamenti per promuovere la lettura, la letteratura e la conoscenza delle giovani realtà editoriali nella città di Bari.

Il 22 Giugno, alle ore 18.30 presso My tea cup, in via Dante 45, sarà presentato in anteprima il libro “Pilates tre volte al dì prima dei pasti”: romanzo frizzante e innovativo, arricchito da schede tecniche con esercizi di Pilates e ricette, per tutti coloro che credono che la forma fisica sia la via per la felicità.

Ospiti Geltrude Cupertino e Raffaella Moramarco (staff della casa editrice “Fasi Di Luna”) e gli autori Cesare Muciaccia, Patrizia Pascazio e Giovanna Quaranta.

Durante l’evento di presentazione ci sarà una piccola sorpresa per tutti i partecipanti..

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Sarà presentata, giovedì 26 maggio alle ore 10.30, nello “Spazio Giovani” di Via Venezia 41 a Bari, la casa editrice on line “LiberAria”.

Il progetto, realizzato grazie al bando “Principi Attivi: giovani idee per una Puglia migliore” e cofinanziato dalla Regione Puglia e dall’Assessorato per le Politiche giovanili, è nato dalla passione condivisa delle due fondatrici per la letteratura e il sapere.
«Ci rivolgiamo a quei giovani autori che, troppo spesso, incontrano difficoltà per riuscire ad editare le proprie opere. – spiega Giorgia Antonelli, presidente di “LiberAria” – Per questo abbiamo immaginato una casa editrice capace di dare alla parola opportunità significati molteplici».

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I quotidiani italiani vendono ogni giorno, complessivamente – tutti insieme, sia in edicola che per abbonamento – fra 5 milioni e 5,5 milioni di copie. Poco più di 9 copie ogni cento abitanti. Una media che ci vede agli ultimi posti nella graduatoria della diffusione dei giornali nell’intero mondo civilizzato. Però esiste la categoria del “lettorato”, vale a dire di coloro che leggono il giornale che acquistano più coloro che lo leggono “a sbafo”. E qui pare che l’Italia vada forte. A prendere per buone le rilevazioni effettuate dall’Audipress, ogni copia di quotidiano venduta verrebbe letta in media da sei italiani (colui che lo compra più cinque che lo leggono senza pagarlo: in famiglia, al bar, in ufficio, dal parrucchiere, nelle sale d’aspetto, ecc.).

Secondo questi dati, sarebbero dunque più di 35 milioni le persone che ogni giorno leggono un quotidiano. A leggere (e a comparare) le rilevazioni Ads-Fieg delle vendite nel periodo compreso fra il settembre 2010 e il febbraio 2011, e quelle Audipress del lettorato relative al periodo settembre 2010 – marzo 2011, il massimo di sbilancio fra acquirenti e lettori lo deterrebbe la Gazzetta del Mezzogiorno di Bari, che “vanta” un rapporto di 19,1: cioè ogni copia acquistata verrebbe letta da più di 19 individui. Lo segue un altro quotidiano regionale meridionale, Il Mattino di Napoli, con un rapporto di 13,1. Altri tre quotidiani regionali, quelli del gruppo Riffeser, il Resto del Carlino di Bologna, La Nazione di Firenze e Il Giorno di Milano avrebbero, per ogni copia, rispettivamente 8,19, 7,35 e 5,98 lettori.

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giovedì 17 siamo in Feltrinelli, a Bari – io e MMo – a presentare Clandestina. siete tutti invitati! si parlerà, spero, dell’essere clandestini nel proprio mondo, del sentirsi estranei nella Società. disadattamenti, insomma. ci vediamo lì, alle 18.30.

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1. Devozioni. L’idea che rende Devozione (Einaudi Stile Libero Big) un’opera complessa e in qualche modo iconica è la scelta intima e assai perigliosa di portare sulla pagina uno degli aspetti più pericolosi e bui della natura umana e non una didascalica rappresentazione dell’universo – per troppo tempo obnubilato e appiattito a luogo comune – dei soli eroinomani. Antonella Lattanzi fa della sua protagonista Nikita/Vera una preziosa chiave di volta narrativa in grado di rappresentare lo straziante e pericolosissimo desiderio che attanaglia ognuno di noi nei confronti di qualcosa, molto spesso di qualcuno. La Devozione del titolo si materializza pagina dopo pagina nelle parole, nelle intenzioni e nelle scelte di Nikita aprendo il lettore alla presa di coscienza della propria di devozione in un processo capace di rivelarsi lancinante e sconvolgente. Le forme di devozione di Nikita ci sono immediatamente familiari: il trabocchetto mentale, la menzogna a sé stessi, la naturale assunzione della propria immutabile natura nonché il desiderio fortissimo (e per questo puro) di cambiamento, fanno già parte della vita quotidiana di tutti noi. Già, Nikita ha scelto l’eroina (solo l’arrivo alla prima pera meriterebbe una trattazione critica a sé) ma la sua Devozione, la vera consacrazione a cui ha scelto di votarsi è Pablo, il ragazzo calabrese al suo fianco dalla prima pagina del romanzo. Bisognerebbe sottolineare ogni espressione, ogni paragrafo che per voce sola di Nikita esprime la condizione di desiderio puro e vocazione nei confronti dell’amato: ci troveremmo di fronte alla migliore rappresentazione contemporanea dell’idea di devozione, il cuore pulsante e livido del romanzo, ciò che lo rende prezioso e vicino al lettore.

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Torno a scrivere dopo tantissimo tempo che non lo facevo. Torno perché ho qualcosa da raccontare che, forse, potrebbe non disgustare i cinque, sei, otto lettori impigriti dall’Aprile che sta finendo e da questa maledetta primavera che non vuole ancora venir fuori.

Mi collego a questo post qui, di Enpi, sulla frana che ha dato il colpo di grazia ai già miseri collegamenti tra i due versanti della nostra bella Italia.

Oltre gli improperi del caso – ma dico io, accidenti, proprio sulla ferrovia doveva franare?, non poteva, chessò, colpire la fabbrica delle scarpe da vela? – e i battesimi di volgarità verso le ferrovie dello Stato (almeno stavolta, poverini, non è colpa loro), io in sta benedetta frana di Montaguto ci ho trovato i lati positivi.

1. Ho messo piede a Benevento che era tra le città italiane che non avrei mai visitato (per pregiudizi, ovvio) tranne in occasione del ritiro del premio Strega*, quando sarà.

2. Per una bizzarra e confortevole ammenda delle Ferrovie, ho viaggiato in prima classe da Roma. Le poltrone di prima classe sono comode sul serio.

3. Proprio perchè stavo comoda, ho dormito. Male non fa mai.

Probabilmente sono l’unica viaggiatrice non scontenta per il disagio.

Tant’è vero che i miei compagni di viaggio, partiti dopo di me con un treno notturno trasformato in autobus notturno, hanno vissuto ore di panico puro e scomodità sublimata fino a Bari.

* il nostro Gianrico Carofiglio è, da questa edizione, uno degli Amici della Domenica.

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Chissà quanti delusi. Quanti frustrati. Dopo le regionali 2010 l’Italia è una Repubblica divisa in due, tenuta insieme dal libro paga berlusconiano. Il colore dei soldi è il verde, nei fumetti. Ma provo adesso – che magari si è più distesi – a dire tre cose. Che poi le cose, italicamente sono come le rose: ci stanno le spine, perciò bisogna esprimersi bene. E in fretta, su Internet. Allora l’altro giorno, Raiperunanotte, ci stava il regista, l’intellettuale. Soprattutto: vecchio. Ha detto, anche lui, delle cose. Io adoro i vecchi. Ma è il seguito che hanno che mi inquieta. Dopo che Monicelli ha parlato, il turbinio di aggettivi: “lucido”, ma anche “intellettuale” e “vecchio”, che pure è un aggettivo. Ma i vecchi, soprattutto se intellettuali, hanno questo: si tirano il diluvio appresso. E i vecchi, soprattutto se intellettuali, hanno vissuto abbastanza da sapere quello che dicono. Solo non sanno come i cervelli dei giovani decodificheranno il messaggio, io penso. Monicelli ha detto che la speranza è – in sostanza – una gran puttana da poveri cristi. Un concetto inventato dal padrone, per fregarti. Suona bene. Ha aggiunto, poi, che l’Italia è un paese conservatore, e che il cambiamento presuppone dei meccanismi che, in fin dei conti, ci fanno cacare sotto un po’ tutti. Perciò, ha concluso, è tempo di una rivoluzione.

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Racconti di città: Bari: Bari mediterranea
[di Luca Gallo]
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Dopo sette anni torno a Bari per avere un’altra possibilità. La città dimenticata.
Ripercorro le stesse strade, incontro la stessa gente, respiro gli stessi odori. Dal lungomare nuovo a Bari vecchia per rivedere la bianca facciata della Basilica di San Nicola, ma non è sua la secolare bellezza ciò che  cerco oggi. Mi fermo alla gelateria della basilica e prendo lo stesso gelato che presi allora, il gelataio è lo stesso, solo un po’ più vecchio. Il sapore della mandorla e del pistacchio invece non sono cambiati, ma non sono questi i saporosi gusti che cerco oggi. Attraverso l’arco delle meraviglie  che secondo la romanica leggenda nacque per magia in una sola notte per festeggiare due giovani amanti,  ma non è un arco la magia che cerco oggi. (altro…)

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