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Archive for the ‘sogni’ Category

Tra qualche giorno nasce una rivista autoprodotta, distribuita gratuitamente – leggi: “free press” – a colori, su carta riciclata. Ma la cosa nuova è: la rivista è per bambini. Ecco: è la prima free press al Mondo per bambini. In realtà qualche mese fa è uscita questa cosa, ma è un’altra cosa, fatta in grande stile, con tanti soldi ecc. Noi cominciamo con una tiratura di 500 copie, distribuendo nella Bat-provincia (Barletta Andria Trani), e cominciamo come autoproduzione vera. La rivista si chiama Yuri e questa qui è la copertina del numero zero:

numero zero

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puntate precedenti: un anno fa [se hai tempo, puoi leggere questo post e quest’altro] qui, su Mrt, lanciammo l’idea di creare qualcosa di “più grande”, e di nuovo. qualcosa che comprendesse le riviste, i blog, i siti indipendenti: fare rete, insomma. era questo l’auspicio.

un anno dopo, in occasione del B.I.R.R.A., bagarre riviste indipendenti, che si è tenuto a Bologna, grazie a e dentro al Bartleby, se n’è parlato, e, mi pare di capire, s’è fatto anche un grosso passo in avanti. qui, Michele Barbolini ci racconta cosa ne è venuto fuori. in sostanza, sono state accettate le proposte di quella discussione che si tenne qui, fra decine di riviste blog collettivi progetti, un anno fa.

[…] darsi, forse, una struttura, una rete. Abbiamo proposto la creazione di un sito, quello dove ora scriviamo, che serva da strumento di connessione tra le diverse riviste indipendenti sul territorio nazionale (per ora) e internazionale (nelle ambizioni). Abbiamo pensato a cosa metterci dentro, a questo sito. L’idea di una mappatura convince tutti. Magari proprio a forma di mappa con le freccette nelle città e nelle campagne. Un primo passo per capire chi c’è e dove. Si è discusso di creare una sezione emeroteca/download, dove sfogliare e scaricare i numeri delle riviste. E anche acquistarle, passo più complesso. Per dare visibilità a tutti si è pensato ad una pagina con gli eventi, dove ogni rivista può inserire segnalazioni di presentazioni o festival. Oltre a questo la nostra proposta è che il sito diventi anche uno strumento di narrazione e di inchiesta, dove le riviste non solo si raccontino, ma possano aprire discussioni, narrare esperienze e condividere con la rete idee e progetti.

(altro…)

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I tunisini escono in massa al di fuori del Campo tra gli applausi della gente. Gli agenti in assetto antisommossa, sbucati dal nulla (proprio come i tunisini nelle campagne fino a qualche giorno fa) non si muovono. Erano stati chiamati per intimorire qualche militante di sinistra giunto lì per dare una mano e finito a provocare. Adesso gli agenti non possono fare niente. Una ragazza si fa incontro alla massa di profughi, ne ferma due, è in lacrime, gli spiega che se escono dal Campo verranno riacciuffati come clandestini e rimpatriati. Comunque non avranno il passaporto. Due tunisini l’abbracciano, non capiscono, «No male», dicono, forse pensano che lei abbia paura di loro.

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E’ un periodo durante il quale, per vari motivi, sono alla ricerca spasmodica di stimoli nuovi, di rinnovati entusiasmi.

A circa tre anni e mezzo dalla nascita di MilanoRomaTrani, ho riletto le prime mail che io ed enpi ci mandavamo, mentre il nostro piccolo progetto prendeva forma. Da quelle poche righe, tra un consiglio per aggiustare l’header e uno smadonnamento per aver erroneamente cancellato un post, traspirava un entusiasmo bello, vero, intenso, genuino. Ed è stata una incredibile sferzata di energia ritrovare quelle sensazioni, per uno che è stato costretto a star lontano da queste pagine per quasi due anni (magari un giorno racconterò anche qualche perchè).

Tante cose sono successe e molte di più ne verranno. Eppure l’entusiasmo dei primi giorni è un bene raro e mai andrebbe dimenticato.

Ma non è di MRT che volevo parlare stasera (chè per quello c’è sempre tempo!), anche se a me, forse per presunzione, la storia che voglio condividere stavolta, MRT me la ricorda almeno un po’.

E’ la storia di 20 centesimi.

Una storia d’entusiasmo, d’indipendenza e di provincia che vuole diventare grande (e piano piano può riuscirci)…
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venerdì 5 novembre, a Firenze, alla Cité [borgo s. frediano, 20: Oltrarno, insomma] presentazione in anteprima dell’antologia Clandestina. con Ilaria Giannini, Federico Di Vita, Giacomo Buratti, Federico Longo, Vanni Santoni [Vanni in quanto SIC]. un bel libro, bella gente, e un bel posto.

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Steve Wozniak: questo nome dice tutto agli applemaniaci. è lui che, nel 1976, crea, nel garage del socio Jobbs, l’Apple I, in pratica la scheda madre dell’Apple II.
uno si comprava la main board e poi, intorno, ci costruiva un computer.
per esempio uno così, come quello nella foto, con il case in legno. sembra strano, ma l’autoproduzione era molto diffusa. e lo è anche oggi, per esempio tra gli appassionati di audio [casse autocostruite ecc., perfino amplificatori valvolari].
ecco, quello che volevo dire di Wozniak è che, prima dell’Apple I, commercializzò un altro oggetto famoso: la blue box. cos’è la blue box? è uno dei più famosi dispositivi per fare phreaking, ovvero scroccare telefonate. all’epoca – anni 70 – in tanti avevano trovato sistemi per ingannare le compagnie telefoniche – a cominciare dal famoso fischietto delle scatole di cereali Cap’n Crunch. Wozniak fece di più: assieme a Steve Jobs le costruiva e le metteva in vendita. e pare avesse commissionato proprio a Captain Crunch, John Draper, il più famoso phreaker della storia, una scheda per interfacciare l’Apple II alla linea telefonica.
morale della favola: a) l’Apple I con il case di legno è meravigliosamente steampunk  b) Apple, oggi, ti fa pagare tutto, guarda un po’… [ma è anche vero che quel mattacchione di Woz è fuori dall’azienda da anni].

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[se mai mi cacceranno dal mio paesello, credo che andrei lì, a vivere. l’unica cosa che non mi piace, di Senigallia, è lo scempio dei binari che separano il mare dalla città. ma – ovviamente – non fu colpa dei senigalliesi. Senigallia è una città viva, pulsante, piccola e bella. stanno facendo questa cosa, che segnalo:]

Una città a libro aperto. Itinerari di legalità intorno a Gomorra di Roberto Saviano


locandina
qui è spiegato tutto.

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