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milluminodimeno

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inutile #47

è appena uscito il 47° numero di inutile. innanzitutto: complimenti. non sono tante le riviste – autoprodotte e non – che arrivano a cotanto numero. poi, parliamo delle novità: già dal numero scorso la rivista ha cambiato formato [segnalazione di Matteo: “per non parlare del fatto che ora è trimestrale e non più mensile”]. dal 47 “il cartaceo di inutile non sarà più disponibile online: continuerà ad arrivare agli abbonati e a chi ne fa richiesta”. ovvero: non è più possibile scaricare il pdf – mentre restano disponibili tutti gli altri numeri. ho chiesto a Matteo qualche spiegazione. lui, a nome di inutile tutta, ha risposto.

Matteo, come mai inutile non è più disponibile online?

Abbiamo voluto dare la priorità ai nostri abbonati.

Come funziona? C’è solo il cartaceo?

Se vogliamo usare “solo”, allora la frase giusta è: il cartaceo è solo per gli abbonati, e chi lo vuole comprare. Il sito viene aggiornato con nuovi pezzi tutte le settimane e tutti i numeri, dallo zero al 46, sono a disposizione sul nostro sito (dal 20 al 46 saranno anche su Bookliners, non appena finiamo l’upload).

Quindi non esiste più un formato digitale?

Del numero? No. 

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Follelfo è orgoglioso di presentare il numero due, lento e strascicato nel suo generarsi, ma finalmente pronto all’azione. Ventiquattro pagine a colori di racconti e illustrazioni, ovviamente irresistibili e imperdibili, in esclusiva per voi fedeli lettori che in questo lungo inverno avete continuato a seguirci con trepidazione. Qui maggiori informazioni.

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Habemus pdf

Numero Zero

Follelfo aveva promesso la pubblicazione del numero zero della rivista per i primi giorni di settembre. Oggi è l’uno e il pdf è ufficialmente on line. Follelfo è sempre di parola.
Qui potete sfogliarlo, leggerlo, scaricarlo, stamparlo, inviarlo agli amici e pure appenderlo in camera. Si dice persino che, una volta fissato allo stipite della porta, impedisca l’accesso agli spiriti maligni.

[E non è finita qui: stiamo lavorando per arrivare alla versione cartacea. Versione cartacea che sarà distribuita gratuitamente e (si spera) capillarmente in tutta la città. Filantropicamente Follelfo.]

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Loop!

 

 

 

 

 

[una rivista! si chiama Loop. sottotitolo: Culture, linguaggi e conflitti dentro l’apocalisse]

 

MANIFESTO DEL DOPOFUTURISMO

[di Collettivo Loop]
1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell’amore, la creazione quotidiana dell’energia dolce che mai si disperde.
2. L’ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. L’ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione permanente delle energie produttive e nervose dell’umanità per il profitto e per la guerra, noi vogliamo esaltare la tenerezza il sonno e l’estasi, la frugalità dei bisogni e il piacere dei sensi.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza dell’autonomia. Ciascuno ha il suo ritmo e nessuno deve esser costretto a correre a velocità uniforme. Le automobili hanno perduto il fascino della rarità e soprattutto non possono più svolgere il compito per il quale furono concepite. La velocità è diventata lenta. Le automobili sono immobili come tartarughe stupide nel traffico cittadino. Solo la lentezza è veloce. (altro…)

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MilanoRomaTrani, il blog di carta.
  
Ci sono state antologie di blogger, e blogger diventati scrittori.
Ma mai un blog che diventa di carta.
MilanoRomaTrani – il blog collettivo più figo dello spaziotempo – lo fa, per primo, mettendo insieme:
i post più belli del suo primo anno di vita;
i racconti di:
Remo Bassini,
Giacomo Buratti,
Peppe Fiore
e Andrea Malabaila;
e le meravigliose fotografie di Salvatore Piombino.

 

pdf1

[clicca sull’immagine per sfogliare-visualizzare direfarbaciare, oppure clicca qui per scaricare il file in pdf, e stamparlo]

Perché – senza ipocrisia – l’aspirazione di chi scrive è finire in un bel volume rilegato, o per lo meno una rivista, un foglio chessò. Piazzarsi in righe giustificate su dei bei rettangoli di carta (la qualità è relativa) che per quanto possano ingiallire, ma chi ci toglie più da lì? In un certo senso, si potrebbe dire che gli scrittori sono peggio dei politici.

Poi arriva internet a rendere tutto più facile e rovina la festa. E con internet arrivano gli scriventi. E gli scrittori se la fanno sotto, perchè in fondo, più conservatori di loro, che ce l’hanno fatta, che sono arrivati lì nell’empireo di toner e cellulosa… sì, sono maledettamente conservatori e reazionari. Un po’ come i giornalisti, che invocano a zigomi alti la libertà di stampa e l’informazione partecipata, mentre il loro incubo peggiore è perdere il tesserino di finta pelle bordò, e mai – ripeto mai – si sognerebbero di schierarsi a favore dell’abolizione dell’Ordine professionale di mandiboliana memoria.

E dunque – si diceva – arrivano gli scriventi. Che non sono né scrittori, né giornalisti, ma si sentono tali – i tapini! Tutti scrittori, tutti giornalisti! Tanto ormai non ci vuole niente, con i blog. Ma come si permettono, questi sacrileghi impuniti… E poi però, meglio farla breve, capita che gli scriventi vengano letti più dei giornalisti e molto più degli scrittori. Sondarne le ragioni diventa un puro esercizio intellettuale, con davvero poco stile e troppo impegnativo, rispetto ai risultati finora prodotti.

E come in ogni ciclo umano, origine e fine si piacciono e si scopano, così, al primo appuntamento. Senza troppe complicazioni. Cause e conseguenze si confondono. E gli scrittori, e i giornalisti, provano a fare gli scriventi. Alcuni sono anche pagati per farlo.

MRT è fatta (femminile!) di scriventi, scrittori, giornalisti. E a volte anche di gente normale. E si arroga – giustamente – il primato di averli messi insieme, fino a non capire lei stessa chi è chi, chi fa cosa, ma soprattutto perché. Ma solo godere di un evoluzione talmente naturale da sembrare volgare. Un lusso per pochi: non c’è niente di più trasgressivo dell’essere travolti da qualcosa a tal punto da dimenticarsene le orgini.

MRT festeggia tutto questo con direfarebaciare. Cos’è, lo si scopre scaricandolo e magari guardandolo, anche. Una cosa che sta sul monitor, dove gli scriventi si trovano più a loro agio, ma che può diventare di carta, così gli scrittori sono contenti e chè è firmata [nome & cognome] per la gioia massima dei giornalisti.

E che sarà letta, tanto.

Che in fondo, è davvero quello che interessa a tutti. Noi.

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è on-line e liberamente scaricabile il numero 14 di Inutile. dodici pagine piene piene: bei racconti e belle fotografie; con la chicca dell’ultimo racconto, già apparso qui, su Milano-Roma-Trani – a firma del nostro MS, Matteo Scandolin.

per gli aficionados di MRT, un’altra sorpresa – ma non anticipiamo nulla.

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